DONNA DI GIAVENO VITTIMA DI ESTORSIONE PER BAGARINAGGIO SUI BIGLIETTI DELLA JUVE, DUE ARRESTI.

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BAGARINI

Questa mattina i carabinieri del nucleo investigativo hanno arrestato due persone, un 56enne e di un 58enne, responsabili di estorsione aggravata a danno di Patrizia Fiorillo, donna di Giaveno, in Val Sangone. Dal quadro investigativo emerge che i due, con reiterate minacce e con attentati incendiari, hanno preteso ingenti somme di denaro dalla signora di Giaveno, moglie di Andrea Puntorno, uomo con precedenti, già arrestato dai carabinieri in un’operazione per traffico di droga internazionale del novembre 2014, e noto per essere il capo carismatico di una frangia di ultras della Juventus, denominata “Bravi ragazzi”.

Il capo ultras avrebbe trattenuto denaro derivato da un’illecita attività di bagarinaggio per mezzo di un rilevante numero di abbonamenti per lo Juventus Stadium, acquistati con il denaro degli arrestati, intestati a prestanome e poi rivenduti a terzi a prezzi molto maggiorati, in base all’importanza delle partite.

A gennaio la famiglia di Andrea Puntorno è stata più volte minacciata: tre incendi dolosi e un biglietto intimidatorio, rivolto alla figlia, lasciato sull’uscio di casa. In particolare in due circostanze sono state lanciate bottiglie molotov contro la sua palestra di pugilato, così come incendiato un furgone di proprietà della moglie, la giavenese Patrizia Fiorillo, titolare di un banco presso un mercato do Torino. Attualmente la donna è sottoposta agli arresti domiciliari, in collegamento con la carcerazione del marito per lo spaccio di droga.

La Fiorillo, dopo l’arresto del marito, era stata vittima di plurimi episodi di estorsione da parte di Salvatore Boncore, 58enne residente a Borgaro Torinese e Vincenzo Maccione, 56enne residente a San Mauro Torinese. I due pretendevano dalla 43enne di Giaveno la consegna del denaro pattuito con il marito, come ricavato complessivo derivante dall’illecita attività di bagarinaggio, praticata su un discreto numero di abbonamenti della Juve: ticket acquistati con il denaro ceduto dai due estorsori Boncore e dal Maccione, ma intestati a prestanome. Di volta in volta gli abbonamenti venivano ceduti dal Puntorno ad altre persone con un prezzo maggiorato, variabile a seconda dell’importanza dell’incontro.

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