
CASELETTE – Infortunio sul Musinè, parla il compagno della donna ferita, e soccorsa nel weekend: “Basta insulti, la montagna è vita, e il rischio fa parte della libertà”.
A porre un’interessante riflessione, e lezione ai leoni da tastiera, è Paolo, il compagno della donna trasportata in elicottero nei giorni scorsi dopo un brutto incidente sul Monte Musinè. Una lettera che non parla solo di medicina, ma di umanità e della cattiveria che corre sui social.
Paolo ha infatti risposto con un prezioso commento ai vari haters, attraverso la pagina Facebook di ValsusaOggi, che è il principale canale media del territorio.
Dopo ogni intervento del Soccorso Alpino, puntuale come un orologio, scatta sovente la ghigliottina dei social network. Commenti feroci, sentenze emesse senza conoscere i fatti, accuse di imprudenza e polemiche sui costi del servizio. Questa volta, a non voler abbassare la testa davanti al “tribunale del web” è Paolo, compagno della donna che recentemente ha subito un grave infortunio proprio sui sentieri del monte che sovrasta Caselette.
La dinamica, nelle parole di Paolo, è quella di una fatalità che può colpire chiunque: “Per salire sul Musinè non serve un’attrezzatura da spedizione himalayana, ma servono le scarpe giuste e attenzione. La mia compagna è scivolata sul terriccio secco nonostante l’esperienza su montagne ben più impegnative. Risultato? Una caviglia rotta, aggiustabile solo con le placche”.
Ma a far male più della frattura, sono stati i commenti letti online. Paolo punta il dito contro l’odio gratuito: “Leggere certi insulti porta tristezza. Seguendo questa logica dovremmo smettere di guidare, eliminare gas e corrente per evitare incidenti domestici, o vietare i cellulari perché qualcuno attraversa senza guardare. Potevamo stare in un giardinetto o a casa, certo, ma chi pensa questo ha una vita povera”.
La riflessione di Paolo tocca poi uno dei nervi scoperti dell’opinione pubblica: il costo del soccorso.
Paolo propone una riflessione economica e sociale provocatoria: “Il salvataggio si paga? Sì, si paga. Ma paghiamo anche per chi sceglie di fumare e poi ha bisogno di cure mediche, paghiamo per ogni rischio che corriamo come società. Il problema vero è che ci siamo lasciati dividere come popolo”.
La lettera si chiude con un misto di amarezza e dignità, un invito a guardare oltre il pregiudizio: “Potete continuare a insultarci, a dire che dovevamo stare a casa o che non eravamo vestiti adeguatamente. Noi auguriamo a tutti, comunque, una buona vita”.
Parole che lasciano spazio a una domanda: siamo ancora capaci di provare empatia per chi vive un momento di difficoltà o la montagna è diventata solo l’ennesimo pretesto per dividerci tra “esperti” e “incauti”?





















Fortunatamente mi sono risparmiato facebook e mi accontenterò di questo articolo.
Mi spiace Signor Paolo, ma fruire di un soccorso richiederebbe solo l’umiltà di ringraziare per averlo ricevuto.
Rivendicare il diritto esteso ad ogni genere di coglionata solo perché qualcuno osa fumare o qualche diabetico si lascia tentare dal gustare una fetta di torta o tutti gli altri hanno smesso di vivere da cavernicoli, non ha nulla a che fare con dosaggi più o meno massicci di empatia.
E’ fare tutto il possibile perché l’empatia si dissolva come neve al sole, con o senza ramponcini acquistati su amazon.
Eccolo qua il calderone di stereotipi! Cito solo la prima delle fesserie dette: “fruire” che implica un consumo consenziente da parte del paziente. La sanità non dovrebbe essere a consumo, come invece è esattamente propagandata dalle aziende sanitarie. Sottolineo la parola “aziende” e non il precedente nome “unità” forse a menzionare il fine di lucro che ha rovinato sia il servizio, sia il cervello di molte persone
Purtroppo la libertà che pone chi si esprime sui social, non ha un corrispettivo di responsabilità, e mostra anche nel suo caso una profonda maleducazione. Oramai i commenti maleducati e ignoranti sugli interventi del soccorso sono una specie di tema letterario, ogni lunedì si è li pronti, in totale ignoranza di cosa è accaduto a emettere insulti e sentenze.
Peraltro è così, la montagna e l’alpinismo comportano dei rischi, e i rischi comportano che statisticamente qualche cosa accada.
E’ una precisa politica aver incluso un corpo una volta totalmente volontario all’interno del sistema di soccorso pubblico, e mi pare che i soldi sprecati della pubblica amministrazione siano ben altri. Guardiamo solo l’impatto nelle nostre valli del turismo, quante persone ci campano, davvero non conviene sostenere il soccorso ? Ma questi sono discorsi troppo difficili, quando ruggisci in tastiera non conta nulla, trovi il tuo target e ci dai, scaricando odio e frustrazione.
Note telodoco
Il fatto e’ che alcune regioni italiane il soccorso se non necessario li fan pagare , vedi escursionisti che per male alle gambe non riescono a scendere o cose simili o aperture porte ecc.Forse non sono leoni da tastiera Solo perche’ han scritto tra Musine’ e Sacra riconcia ….semplicemente capita che molti non ne siano in grado di fare certi percorsi e impiegano persone per nulla.Nel 2016 con tanto di terremoto e neve 2 MT le ricordo che i soccorso han tentato di salvare uno sciatore irresponsabile e sono morti.E’ arrivato tempo di pagare! Trattandosi di un incidente fattibile pure a casa propria non mi pare sia stato un caso irresponsabile.
Lei confonde maleducazione con stanchezza.I soccorsi per primi sono quelli che ne hanno 2 piene di essere impiegati laddove c’è un caso di irresponsabilità ma devono andare per soccorso.Forse non e’ impormato nemmeno di questo.E come una persona ha scritto ,tutta questa tiritera non serve a nessuno , ciò che conta che stiano bene.Ma a quanto pare per qualcuno non e’ così.
Chiamare le cose con il proprio nome……. l’unico vero e inimitabile leone da tastiera dalla folta criniera.
Anche Curiosità lo è, solo che traveste le sue banalità mettendo il punto interrogativo in fondo
Marcello e Geronimo chiamate leoni da tastiera chi dice la verità? Non siete forse voi i veri leoni da tastiera? Che poi il leone è animale e forte, voi non siete piuttosto delle nullità, si con la tastiera, sia nella vita?
Bravo, attendo i commenti di quelli che accusano altri di rubare ossigeno.
Leone da tastiera….coniglio da fiera
Buongiorno, io non ho letto l’ articolo precedente in quanto non perdo nemmeno il tempo.
Ora se sono parolacce quelle scritte non lo so, personalmente credo che la gente sia stanca di leggere che molti vanno in escursioni e poi chiamano un Drago o altro tipo di soccorso in quanto non pratici.
Mi pare di capire che e’ un’ esperta la persona che si e’ fatta male.
Un paio d’ anni fa e non solo in estate prevalentemente sono avvenuti incidenti montani anche per motivi diversi dall’ incidente che può capitare anche camminando in spiaggia.Mia cugina 35 anni fa si e’ rotta il ginocchio mettendo male un piede.
Detto cio’ un drago ha recuperato persone le quali nella camminata in montagna avevano male le gambe non riuscivan a scendere, poi due giovani che con allerta neve sono rimasti bloccati e via dicendo.Ci sono regioni dove questi incidenti vengono soccorso e si pagano.Viene chiamata irresponsabilità.Forse coloro che han scritto non riescono e distinguere la differenza tra questi casi e altri.
Lei però mi sembra uguale, perché il paragone con l’ auto le dà torto.Se fa incidenti con l’ auto danneggia cose o persone paga….Gli incidenti domestici sono diversi dall’ auto in quanto se lavando un bicchiere si taglia un dito e e’ successo va a farsi dare dei punti.Se persone incapaci di andare in Montagna restano bloccati causa bufera neve annunciata, non e’ incidente.Le spiego eravamo bimbi siamo andati in montagna e’ scoppiato un temporale con lampi e tuoni e così mio papà per Sicurezza ci ha portati giù.Perche’ ? Era capitato in un escursione di Scout e si erano nascosti in una grotta , ma sfortuna ha voluto che il lampo entrasse e colpisse un ragazzo che morì.
Lei comunque deve accettare le critiche degli altri perche’ non tutti pensiamo alla stessa maniera, e capisco non le piaccia , ma se si sente diverso deve ignorarli.Come mai l’ incidente e’ arrivato nel giornale? Voglio dire , il giornalista e’ ovunque? Perche’ lo dico ? Perche’ capitano tanti incidenti e nessuno li conosce , quindi potrebbero chiedere a lei o alla signora se volete che la storia venga pubblicata.Una volta che viene pubblicata se le parole non contengono contenuti offensivi deve accettare anche l’ opinione di altri , altrimenti questa viene una dittatura dove devono scrivere e dire ciò che a tutti comoda, assurdo.
Mi sembra di capire che la signora non era sola nella camminata, quindi non e’ stata irresponsabile e e’ stata sfortuna, al contrario sarebbe stata irresponsabile.I leoni da tastiera sono quelli che scrivono cose senza senso e non si capisce cosa dicono , offendendo le persone, quelli che invece esprimono consenso o dissenso sono persone che commentano e basta.I commenti possono non piacere, capita!
Estella sui social ha la foto in spiaggia, riconosco il tipo di commento ed è un grandissimo must!
E sono proprio i vostri commenti (vostri di gente che non pratica, non capisce e non apprezza la montagna) che infastidiscono.
Perché non vi occupate delle cose che vi appassionano?
Mi sono dimenticata ci sono regioni dove se si chiama i VVF per apertura di porta durante la settimana perche’ ci e’ dimenticati le chiavi, loro escono e fanno pagare l’ uscita e i soldi vanno al Comando , qui in Piemonte ancora no ma altrove si.Eppure può capitare anche quello.
Le squadre sono poche e perdere tempo se c’e’ un fabbro che può aprire la porta ovviamente devono chiamare quello e pagarlo.
Non esprimo questo per farle un dispetto , ma a volte certe cose non si sanno e uno crede che ovunque sia lecito e di diritto.I VVF hanno valore di forze di polizia giudiziaria, quindi se escono devono uscire perche’ c’e’ un pericolo o necessità imminente , in alcune regioni erano stanche delle irresponsabilità e rispondono” noi veniamo costa cosi’ ” o danno poi la parcella non so.O meglio non ricordo mi era stato indicato da un amico VVF 15 anni fa.
Adesso ho cercato l’ annuncio, di offensivo non ho visto nulla, diciamo che han parlato senza sapere che la signora andava in montagna sovente per passione, come le dicevo forse sono saturi da chi non e’ capace e chiama poi i soccorso.Buona guarigione signora.
Dovrebbe valere una regola sui sociale. Prima di scrivere, fermati e pensaci, e possibilmente non scrivere. Come si può commentare una vicenda di cui non si sa nulla ? Ma davvero se la signora non fosse stata esperta (cosa può poi voler dire essere esperti nell’andare al Musiné ?) era allora passibile di azioni dei leoni da tastiera ?
Quello che è curioso è che questo emerga in queste pagine dove si pubblica qualsiasi cosa senza alcun filtro.
La cosa più importante è che sua moglie è viva. Il resto è superfluo. Buona vita ad entrambi.
“Sia viva”.
A volte ruggire sulla tastiera aiuta la mantenere in buona salute la lingua italiana.
Perfetto…come gia scritto, è ricominciata la stagione. E, a quanto sembra, sarà una grande stagione!
…e mettere un limite agli sproloqui di qualunque genere, non gioverebbe alla lettura dei commenti?
Signor Paolo, purtroppo i leoni da tastiera commentano qualsivoglia notizia con crudeltà e maleducazione… Dovrebbero vergognarsi di quello che dicono, forse non si rendono conto che ciò che è accaduto alla sua compagna può accadere a chiunque… qualche anno fa una mia amica, scendendo la scala per aiutare un familiare a portare su la spesa, si inciampò e si ruppe un piede… che doveva fare, smettere per sempre di scendere scale? Magari ci sarà anche chi intraprende la scalata del Musiné con i mocassini scivolosi oppure chi si espone a rischi elevati per un selfie, fino a morirne… Ma quando noi leggiamo una notizia, non ne conosciamo mai tutte le dinamiche, per cui il linguaggio deve sempre essere moderato, e credo sinceramente che i commenti inneggianti all’odio, al razzismo, alla misoginia, alla volgarità, dovrebbero essere cassati… questa gente è in cerca di popolarità, perché i giornali soddisfano il loro desiderio di fama effimera pubblicando gli orrori che scrivono?? La penso esattamente come lei, se chi si rompe una caviglia deve pagare l’elicottero, allora che paghi le cure chi si procura il cancro con le sigarette, chi si ammala perché si nutre unicamente di cibo spazzatura, chi va a schiantarsi in moto e in auto perché passa le serate estive e i weekend a gareggiare sulle strade pubbliche come fossero piste da rally e così via… un incidente è un’incidente, un imprevisto, che può succedere a chiunque. Non dia importanza a questi personaggi…Hanno lo stesso valore di 6 ragazzini più o meno quindicenni che domenica pomeriggio transitavano sulla strada sotto dove abito, 2 per monopattino e senza casco, ma nella loro illegalità, uno di loro ha saputo intercettarmi mentre rientravo da una passeggiata con i cani, e rivolgermi urlando una frase di una volgarità assoluta, meritevole di due dei vecchi ceffoni che davano i nostri nonni che non avevano gli psicologi e vivevano nelle case nel bosco, ma i figli li educavano… Purtroppo il mondo gira così, più sei maleducato e violento, più sei cool… Fanno ribrezzo anche a me, ma cerchiamo di circondarci di persone e luoghi che ci fanno stare bene, la creazione di Dio è sempre bellissima, nonostante l’uomo la stia distruggendo, Musiné compreso…Non fatevi condizionare da questi che io definirei “conigli da tastiera”, perché se fossero davvero coraggiosi come vogliono farci credere, le cose le direbbero a tu per tu e mettendoci la faccia, non con pseudonimi irriconoscibili, e lo stesso vale per il ragazzino del monopattino: venga a dirmi in faccia quello che mi ha urlato domenica, e allora non escludo di reagire come avrebbe reagito mia nonna ai bei tempi, perché certe volte la maleducazione volgare e violenta va affrontata e fermata.
Hai postato un qualcosa di enorme ,complimenti, Ti apprezzo e non mi nascondo mai dietro un nik!!!!!
Grazie, non penso di avere detto nulla di straordinario, è quello che penso e che vivo…Buona giornata
Un abbraccio alla signora insieme al suo gentile marito Paolo, conosco il dolore di una caviglia fratturata, è terribile. Avevo usato una parolaccia anch’io, ma rivolta verso i soliti “leoni da tastiera”, sotto il primo articolo del 3.maggio: “A tutti gli stronzi che dicono “devono pagare”: io avevo DONATO il sangue per oltre 50 anni, incluso il tempo della mia vita. Ora che le mie ossa sono più fragili e potrei rompermi la gamba cadendo, dovrei restare chiusa in casa, senza più fare una passeggiata, per paura di dover poi pagare un eventuale soccorso? Magari anche la signora che si è infortunata, da giovane aiutava gli altri senza farsi pagare…” Cordiali saluti Hana
Quegli individui a cui fa riferimento il Sig. Paolo non sono i cosidetti ” leoni da tastiera”.
Sono IMPOTENTI da tastieta”. Personaggi di poco conto, senza anima, senza cultura, senza autorevolezza. Esseri monocellulari che sfogano sui tasti la consapevolezza di non essere in grado di affrontare la vita.
In una parola: i vili…
Sig. Paolo, Lei appartiene a un’ altra categoria. Passi oltre e auguri per la sua compagna.
Sarebbe già sufficiente accettare commenti solo da chi si presenta con nome e cognome, non con nickname fantasiosi. A viso scoperto, molte cattiverie resterebbero solo nella testa dei tanti disagiati da tastiera
È bello che finalmente pubblichiate una lettera di qualcuno che, con parole misurate, riesce a far passare per coglioni tutti quegli analfabeti funzionali che hanno sempre qualcosa di inutile e stupido da scrivere sotto queste notizie (persino sotto questo articolo!).
Sarebbe però altrettanto auspicabile che cominciaste ad assumervi le vostre responsabilità come giornalisti nel lasciare libero sfogo ai commenti, che sia sulla pagina del giornale, su Facebook o su qualunque altro social o piattaforma web.
Gli imbecilli che pensavano queste cose sono sempre esistiti, anche prima dell’Internet per tutti. Semplicemente, prima non avevano uno spazio da sporcare con i propri escrementi, se non al Bar sotto casa. Nessun giornale cartaceo pubblicherebbe certe cose nelle rubriche aperte al pubblico. Non si capisce perché online invece tutto venga tollerato in nome dell’engagement.
Sogno un mondo in cui i giornali tornino a essere luoghi che danno notizie, senza la necessità che la gente le commenti.
Strano sogno,
già quando ero bambino esistevano sul più letto quotidiano torinese Specchio dei tempi e Lettere al Direttore.
Prego di rileggere il contenuto del
mio commento per intero: “Nessun giornale cartaceo pubblicherebbe certe cose nelle rubriche aperte al pubblico.”.
Il problema è il pubblicare senza filtri, non il pubblicare. Su Specchio dei Tempi, che ho letto anche io per anni (e su cui ho pure pubblicato), non avrebbe mai preso in considerazione il 99% dei commenti che si leggono qua o su Facebook. Non era uno spazio sfogatoio per analfabeti funzionali, anche perché la carta stampata è soggetta a leggi che purtroppo su internet non vengono minimamente applicate. Basterebbe rendere i giornali civilmente e penalmente responsabili per il contenuto dei commenti che lasciano pubblicare sulle proprie pagine e profili per mettere fine alla ricerca dell’engagement a tutti i costi.
“Qualcuno lo deve pur dire” ha parlato. Nessuno osi dissentire. Nessuno osi commentare. Anzi, nessuno osi nemmeno pensare. Il compagno “Qualcuno lo deve pur dire” ha sempre ragione!
Qualcuno lo deve pur dire, sei sempre il solito…Ok, quindi saresti sicuramente d’accordo se non pubblicassero i tuoi logorroici pipponi in cui chiedi addirittura la censura e il penale per chi pubblica cose che se non piacciono a te non devono piacere a nessuno?