DUE POLTRONE A 700 KM PER CIACCI? IL CANDIDATO PER L’ACSEL IN VAL SUSA ORA È PRESIDENTE ANCHE A RIETI / LA DECISIONE IL 21 SETTEMBRE

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Due presidenze in contemporanea, a 700 km di distanza l’una dall’altra, son meglio di una? 

Potrebbe riassumersi così la strana vicenda di una delle poltrone più ambite, su cui i nostri sindaci di Val Susa si stanno dividendo: la presidenza di Acsel, la società che gestisce la raccolta rifiuti, lo sgombero neve e altri servizi nei Comuni (in prospettiva c’è anche quello della banda larga su web). 

La notizia fresca, di pochi giorni fa, riguarda infatti la nuova nomina conquistata proprio in questi giorni dal toscano Alessio Ciacci, grande esperto di gestione rifiuti che – sponsorizzato per l’incarico da alcuni Comuni della Valle con sindaci di centrosinistra e liste civiche No Tav della bassa Valle – dovrebbe sostituire dal 21 settembre il dimissionario Zandonatti, per occuparsi della Val Susa. 

Ma c’è un problema: sabato 12 settembre Ciacci è stato nominato anche presidente di un’altra società pubblica a 700 km di distanza dalla Valle: l’Azienda Servizi Municipali di Rieti (Asm spa). “Inizia da oggi – ha dichiarato alle agenzie il neo presidente Ciacci – un nuovo corso aziendale ispirato ai più alti principi di sostenibilità ambientale e di partecipazione, che vuole dare forza al valore del servizio pubblico, alla sua efficienza e a una comunità che vuole guardare al futuro”. 

Ok, ma la domanda che si pongono alcuni sindaci della Val Susa è: “Per quanto bravo e in gamba, come potrà Ciacci seguire con attenzione ed efficienza anche il nostro territorio? È Superman?”. Già il fatto di chiamare uno da  Lucca, senza esprimere un candidato di territorio non era piaciuta a vari sindaci, ma adesso che ha già un’altra presidenza, potrà garantire un ottimo lavoro e la presenza necessaria?

Ai suoi sostenitori, l’esperto di rifiuti in arrivo dalla Toscana ha già fatto sapere che l’impegno per la Valle di Susa rimane immutato, anche se dovrà occuparsi già del risanamento di Rieti, che non è proprio dietro l’angolo. Si candida a guidare l’Acsel in Val Susa, a fronte di un corrispettivo di 48mila euro annui, di cui 20mila euro lordi per il compenso, e altri 28mila euro lordi previsti per le trasferte da Lucca a Sant’Ambrogio, dove ha sede l’Acsel: circa 300 km di distanza. 

Aspetto geografico casuale: anche da Lucca a Rieti la distanza è la stessa, oltre 300 km.  Anche perché, proprio perché si tratta di una persona seria, almeno 2/3 giorni alla settimana Ciacci dovrà sedersi alla scrivania presidenziale in Val Susa e lavorare, con rilevanti spese di trasporto, pernottamento ecc. Poi volerà a Rieti, e viceversa.

Il 21 settembre i sindaci della Val Susa sceglieranno quindi il nome: Ciacci è sostenuto da Susa, Avigliana, Sant’Ambrogio, Condove, Almese, ecc. rappresentando il nome scelto dalle liste di centrosinistra alleate con le liste civiche No Tav. 

L’alternativa proposta da altri sindaci della Val Susa è invece Roberto Garbati, ex di Iren che farebbe il presidente Acsel gratuitamente, visto che gode di un’ottima pensione. Garbati è sponsorizzato da un’altra fetta di Comuni di centrosinistra e centrodestra della bassa Valle e dell’alta Val Susa: Sant’Antonino, Bardonecchia, Buttigliera, Rosta, Bussoleno, Sestriere con le Montagne Olimpiche, ecc.

La votazione sarà palese, ad alzata di mano: i due fronti dovrebbero equivalersi in termini di quote azionarie in Acsel: a fare da ago della bilancia potrebbero essere proprio due sindaci della bassa Val Susa, a Villardora e Caselette (Carena e Banchieri).

C’è chi dice che la poltrona di Acsel dovrebbe essere destinata, per accordi politici, alle liste civiche No Tav, in virtù del fatto che altri due incarichi di Valle in passato sono andati ad amministratori affini al Pd (Carena come consigliere  della Città Metropolitana e De Marchis al Conisa). 

Però questo nuovo doppio incarico a Ciacci, presidente a Rieti e forse dalla prossima settimana anche in Val Susa, potrebbe influire sulla scelta definitiva.

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