DUE VALSUSINI LASCIANO CASA E LAVORO PER VIAGGIARE IN TUTTO IL MONDO: LA STORIA DI PAOLO E NIMEA

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Paolo e Nimea con il loro camper al Moncenisio, prima di partire

di FABIO TANZILLI

AVIGLIANA – Lasciare tutto…la casa, il lavoro, gli amici, gli stress della vita quotidiana e i vincoli della società di oggi, per partire con un camper e girare il mondo. È la scelta che hanno fatto due giovani valsusini che vivevano ad Avigliana, Paolo Rocchi e Nimea Bertola. Sono partiti ieri, martedì 14 agosto e qualche giorno fa hanno salutato gli amici: “Il viaggio sarà di circa due anni – spiegano a ValsusaOggi – dipenderà anche dalle opportunità che troveremo lungo la strada”.

Paolo e Nimea oggi sono ad Hossegor

Facciamo alla coppia la domanda più banale: perché questa scelta?

“Avevamo bisogno di provare una vita a un ritmo diverso, più naturale – raccontano i due giovani – abbiamo lasciato la casa e i nostri lavori”. Non sono due ragazzini, ma professionisti con esperienza nei rispettivi ambiti lavorativi. Paolo per quasi 15 anni si è occupato di vendite e relazioni commerciali internazionali: ha compiuto 37 anni venerdì scorso. Nimea invece ne ha 35: lavorava come grafico in un piccolo studio, anche lei con circa 15 anni di esperienza. Dentro il loro cuore è nata giorno dopo giorno l’esigenza di lasciare tutto e viaggiare in libertà.
In libertà, ma senza essere sprovveduti: “Per il viaggio abbiamo un piano di massima, grazie allo scambio-lavoro e utilizzando i progetti di Workaway e Wooffing” spiega Paolo. Si tratta di due siti web community che permettono a chi vuole viaggiare di trovare vitto ed alloggio in tutto il mondo, in cambio di lavoro volontario. “Contiamo di migliorare le nostre conoscenze agricole prendendo spunto dalla Permacultura, per capire se è possibile avere uno stile di vita più salutare e in linea con l’ambiente” aggiungono i due giovani.
Perchè una cosa è certa: Paolo e Nimea non vogliono fare i turisti, ma vivere un’esperienza unica e profonda. “La cosa più importante è tornare con un bagaglio di conoscenze in più, per noi nuove. Lo scopo non sarà solo il viaggio, ma vorremmo sporcarci le mani nei posti che visiteremo”.
Oltre al lavoro e allo “sporcarsi le mani”, abbandonare la casa e il vecchio lavoro per diventare cittadini del mondo prevederà anche dei piaceri: “Per ora ci godiamo un paio di mesi di vacanza sulla costa atlantica di Spagna e Portogallo per surfare un po’ – raccontano entusiasti – allo stesso tempo stiamo pianificando in modo più preciso la lista dei progetti a cui parteciperemo. Per ora sappiamo che in autunno vorremo essere al sud del Portogallo, i primi mesi dell’inverno a sud della Spagna e poi forse in Marocco”.
Per seguire l’avventura di Paolo e Nimea, potete visitare la loro pagina Facebook “Elsewhereproject”, il profilo Instagram @elsewhere.project, oppure il blog www.elsewhere-project.com.
A proposito, pubblichiamo qui sotto la loro prima puntata del viaggio, tratta proprio dal blog:

Eccoci partiti! Il giorno è quello che ci eravamo detti, ma l’orario è giusto un po’ slittato… Eppure il giorno della partenza dovrebbe essere il più tranquillo: burocrazia fatta, saluti fatti, roba impacchettata. E invece no… tutte quelle robine che hai lasciato lì da mettere via dopo, sono rimaste proprio lì: “oh beh, questo shampoo lo portiamo via che è mezzo pie…” versandosi per casa e sul pianerottolo mentre saluti il vicino. Conteggio finale delle “buste-Ikea-porta-cose-non-considerate”: x 4. Insomma, la nostra ottimistica idea era di partire per le 17, i motori sono invece stati avviati “solo” alle 22.30. Eppure la giornata è volata via in un nonnulla! Un ringraziamento ai fratelli Bertola, che saranno nostri ospiti per una decina di giorni, scopertosi ottimi carrelli elevatori, grazie ai quali lo stipamento delle ultime scatole in cantina è andato liscio come l’olio.

Per fortuna partire tardi ha decisamente i suoi vantaggi: lungo la strada passando per il Monginevro non abbiamo incontrato nessuno, arriviamo comunque esausti a Embrun dove parcheggiamo il Falcon per la notte. La mattina una colazione con vista lago e possiamo ripartire filati fino a Hossegor. Il “volo” è stato più che tranquillo e rilassante. Nota del capitano: le autostrade francesi sono decisamente costose e noiose a non finire.

Volevamo essere sull’oceano l’11 agosto per il compleanno di Pol, e alla fine ce l’abbiamo fatta, siamo anche riusciti a cenare a base di tapas e vino locale sulle rive del lago; niente male davvero!

Ora ci muoviamo verso sud lungo la costa seguendo il meteo (arrivano le nuvole!)

Cheers

 

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