È MORTO GIOVANNI ODIN, PER 22 ANNI AVEVA GESTITO IL RIFUGIO SCARFIOTTI A BARDONECCHIA / LUTTO NEL MONDO DELLA MONTAGNA

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Dramma nel mondo della montagna valsusina. Lo storico gestore del rifugio Scarfiotti di Bardonecchia, Giovanni Odin, si è suicidato. È successo lunedì con un’arma da fuoco. Odin fino alla scorsa estate, e per ben 22 anni, aveva gestito lo Scarfiotti, facendolo crescere e diventando una figura di riferimento per tanti turisti e appassionati di montagna. Il lungo legame con alta Val Susa si era poi interrotto, e Odin dall’ultima stagione si occupava di gestire un altro rifugio, quello del Lago delle rane a Usseaux. La notizia della morte ha sconvolto tanti amici e conoscenti che Odin aveva a Bardonecchia e in Val Susa. Non è ancora stata stabilita la data dei funerali,  i carabinieri stanno ultimando le indagini per confermare che si tratti al 100% di suicidio. Odin lascia la compagna, l’ex moglie e due figli. Oltre a gestire rifugi, era accompagnatore equestre e guida a cavallo.

Nato nel 1961 a Luserna San Giovanni, in Val Pellice, Odin era un appassionato degli sport del ghiaccio. a 14 anni cominciò a giocare ad hockey, a 16 anni divenne riserva in serie B, per poi passare in serie A per ben 8 campionati.

Non a caso, la squadra di hockey Valpe ha pubblicato il suo messaggio di cordoglio sul sito ufficiale: “La Valpe si stringe intorno alla Famiglia e agli innumerevoli amici di Giovanni Odin per la sua improvvisa scomparsa. Con grande dolore diamo l’addio a Johnny, una leggenda dell’hockey italiano, un mito del grande pubblico Valpe, un compagno di squadra, un grande Amico”.

Con la maggiore età, Odin aveva giocato in varie squadre nazionali under 18 e under 19. Una carriera promettente nel mondo degli sport ghiacciati, che termina dopo un grave incidente di gioco a Milano. Appesi al chiodo i pattini e la mazza da hockey, Giovanni Odin ha scelto di lavorare in montagna, gestendo vari rifugi alpini. 

Nel 2006 ricevette dalla Provincia di Torino a Oulx, il premio “Que Vive mon país”, rivolto a lui e ad altri a sei  sportivi delle tre valli olimpiche, che si sono distinti sia nel campo agonistico, sia per l’amore che hanno dimostrato verso il loro paese e le sue tradizioni culturali e linguistiche. 

(Foto tratta dal sito della Valpe)

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