ELEZIONI A BARDONECCHIA / UN SUCCESSO IL CONFRONTO TRA I CANDIDATI ORGANIZZATO DA VALSUSAOGGI: ECCO TUTTE LE RISPOSTE SUL FUTURO DEL PAESE

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BARDONECCHIA – Sold out ieri sera al Palazzo delle Feste, per il confronto tra i tre candidati a sindaco Cicconi, Borgis e Avato, organizzato dal nostro quotidiano ValsusaOggi insieme all’Associazione Albergatori e al Consorzio Turistico di Bardonecchia. Alle 21 le persone in sala erano 500, il massimo della capienza disponibile, tanto che un centinaio di interessati purtroppo sono stati fermati all’ingresso e non hanno potuto seguire il convegno.

GUARDA LE FOTO DEL CONFRONTO TRA I CANDIDATI A SINDACO DI BARDONECCHIA (Fotoservizio Zanotti)

Un appuntamento importante, con il quale abbiamo voluto far comprendere meglio ai cittadini le tre visioni dei candidati a sindaco di Bardonecchia ed i progetti delle rispettive liste: senza tanti giri di parole, proprio per arrivare al cuore dei temi fondamentali di Bardonecchia, il direttore responsabile di ValsusaOggi, Fabio Tanzilli, ha sintetizzato le numerose domande che ci sono arrivate in redazione, ed una dopo l’altra le ha proposte ai candidati, tralasciando i quesiti “personalizzati” e le critiche sterili.

La pressione non mancava, soprattutto perché per rispondere, i tre candidati avevano a disposizione circa tre minuti a quesito. Nonostante questa difficoltà, il metodo sembra aver funzionato: risposte brevi ma chiare, accolte con entusiasmo dal pubblico in sala. Quella di ieri è stata la serata sul “Futuro di Bardonecchia”: le tematiche ed i problemi che la nuova amministrazione dovrà affrontare sono tante e tutte importanti e per valorizzarle in poche ore, a nostro avviso non serviva un talk show, ma un confronto concreto, sui progetti, le azioni, il “chi fa cosa” e “come”.

Ecco perché vogliamo riproporvi in breve le varie risposte dei tre avversari, che proprio questa domenica si presenteranno al vaglio degli elettori.

  1. SECONDO TUNNEL DEL FREJUS E RAPPORTI CON LA SITAF
  • Che posizione avrà da sindaco, con la Sitaf?
  • Con la nuova seconda canna e la prevista chiusura del traffico dei tir al tunnel del Monte Bianco, chiederete il contingentamento dei tir al Frejus (secondo la Regione, dal 2019 è previsto il passaggio di 1 milione di Tir all’anno)
  • Sulle compensazioni, come vi comporterete? Chiederete, in particolare, di regolamentare il traffico pesante e ottenere una possibile “compensazione perenne per il turismo” da parte di SITAF? (Albergatori)

CICCONI:
“La politica deve fare la politica: l’amministrazione comunale rappresenta i cittadini e la società Sitaf rappresenta i propri azionisti, quindi noi vogliamo una massima collaborazione, ognuno col proprio ruolo. Il progetto del tunnel del Frejus risale a più di 10 anni fa: già nel 2010 l’allora sindaco definiva il nuovo tunnel un’occasione irripetibile. Nel 2012 la conferenza intergovernativa tra Italia e Francia, cui ha partecipato anche il Comune di Bardonecchia, che aveva dato parere favorevole, stabiliva il contingentamento dei tir. Noi dobbiamo fare rispettare legge: se ha stabilito un contingentamento, questo va assolutamente garantito. E viene garantito con l’installazione di centraline lungo il territorio, installate però da società indipendenti, come ad esempio l’Arpa, e i dati devono essere condivisi con la popolazione, così che sappia qual è la qualità dell’aria che respira. Siamo favorevoli al blocco del traffico qualora questi limiti vengano superati. Per le compensazioni perenni, ricordo che nel 2010 fu stipulata una convenzione tra Anas e Sitaf con il piano economico finanziario per il successivo quinquennio, e tra le varie voci si prevedeva la mitigazione del tratto autostradale per arrivare a Bardonecchia, un intervento di 41 milioni di euro. A mio parere bastava una lettera d’intenti del Comune, per avere l’interramento del viadotto in tutta Bardonecchia fino al traforo”.

BORGIS:
“L’autostrada è una risorsa, il tunnel del Frejus è una risorsa. La canna da sicurezza è diventata scorrimento: i dati parlano di 1 milione e 51 mila passaggi all’anno, ma in realtà sono sottostimati, perché se prendiamo il valore dei passaggi nel momento in cui è stato chiuso il tunnel del Bianco, si tratta di 1 milione e 500 mila, quindi parliamo di 4.200 tir al giorno, uno ogni 20 secondi. Di fronte a questi numeri, penso che si possano utilizzare strumenti presenti, come il cadenzamento. Non ho timori reverenziali, il mio stipendio lo paga il Ministero della pubblica istruzione e questo mi garantisce indipendenza. Compensazioni: da qui a 10 anni non immagino che i tir non inquinino. Favorevole a tirare il calcio di rigore, se bisogna farlo”.

AVATO:
“Tralascio il discorso Anas e Sitaf: Sitaf è una società privata pur essendo partecipata da interessi pubblici, ha tutto l’interesse a realizzare opere. Perché la progettazione del viadotto non è stata fatta da una società che trae utili da queste opere? Ricordo il convengo del 2010, quando il presidente della società del traforo disse che le ricadute per Bardonecchia avrebbero dovuto essere almeno di 25 milioni di euro. Ma non vedo questi soldi disponibili! Così come non ho visto, con la attuale amministrazione, alcun atto volto a richiedere con forza miglioramenti, percentuali maggiori, ricadute in termini di opere, a favore del nostro territorio. Cosa fare con uno scenario che porterà maggiore traffico? La mia soluzione è sicurezza all’interno dei traforo del Frejus, da applicare anche al di fuori dello stesso, in senso più ampio, significa benessere, controllo delle emissioni, importanza alla salute e significa dare importanza alla nostra economia prevalente, quella alpina, legata a declinazioni che l’economia montana può dare. La chiave è la sicurezza dentro collegata alla sicurezza fuori, oltre a trovare più risorse: 8 milioni sono sempre troppo pochi”.

  1. TURISMO INVERNALE E RAPPORTI CON LA COLOMION

– Ci indichi tre azioni che farete per potenziare il turismo di Bardonecchia.
– Quale ruolo/rapporto intendete avere con la Colomion, in vista dei nuovi progetti di sviluppo turistico (nuova seggiovia Jafferau) e proporre eventuali iniziative per i residenti?

BORGIS:
“L’Amministrazione non deve avere rapporti specifici con Colomion, ma deve difendere e gestire al meglio i 4 impianti del Comune, che con l’impianto dello Jafferau saranno 5, oltre a difendere i 500 mila utenti che staccano il giornaliero, con un indotto che supera il milione di turisti. Da qui discendono i rapporti con Colomion. Dal momento delle Olimpiadi, la sinergia pubblico-privato è diventata fondamentale, oggi le direzioni ce le indica la legge: legge 65 (tesoretto), legge 2 (innevamento), sono azioni già mosse a livello istituzionale e su queste occorre una sinergia con il Comune, che deve difendere le sue proprietà e gestire al meglio le operazioni. Gli amici competitor della Vialattea hanno addirittura chiamato la loro unione Montana “Unione Montana Vialattea”, perché è talmente forte questa sinergia che la loro Unione Montana ha preso il nome della società degli impianti, come se noi chiamassimo L’unione Montana Alta Valle Susa Colomion. Se non sappiamo fare squadra e sinergia, non possiamo difendere il nostro turismo, che è la nostra forza. Il nuovo impianto di risalita è la prima azione da portare a termine, perché vuol dire potenziare le infrastrutture: ci dà la possibilità di prolungare la stagione e riqualificare un versante indispensabile per il turismo. La seconda azione si chiama innovazione: una “bardo app” che permetterà al turista di scoprire le offerte del territorio. In ultimo, la terza azione riguarda l’aspetto più ludico, l’identità. Per i residenti è stato già proposto uno stagionale gratuito dal lunedì al sabato (per i ragazzi di Bardonecchia fino ai 16 anni)”.

AVATO:
“La prima cosa da fare è capire cosa succede questa estate. Il secondo aspetto è ragionare con tutti gli operatori per programmare le iniziative per il prossimo inverno, terzo aspetto è programmare le azioni promozionali per la stagione invernale. Come? Con la partecipazione degli operatori economici e il riorientamento della barra, per il reperimento nuovi clienti. Nei confronti della Colomion, il sindaco deve fare il sindaco con un ruolo neutrale, di difesa degli interessi della località e collaborando con chiunque, Colomion o Sitaf, ma sempre cercando di difendere le iniziative con carattere di pubblica utilità. La sfera di soldi pubblici per realizzare un impianto di risalita deve trovare un contrappeso, una corrispondenza per la pubblica utilità. L’esempio delle risorse olimpiche è importante, perché i 3 milioni e 400 mila euro circa della fondazione olimpica hanno mosso la società privata a spendere circa 4 milioni. All’impegno dell’ente pubblico deve quindi corrispondere l’impegno della società privata, soprattutto nell’interesse dei piccoli operatori, i cittadini devono avere voce in capitolo”.

CICCONI:
“Tre azioni per rilanciare il turismo: la prima è fare rete tra tutti, realtà economiche del territorio, consorzio turistico e la società degli impianti. La seconda e fare rete con l’esterno: il Comune deve essere parte attiva ai tavoli istituzionali, con la Regione e la città metropolitana, per agganciarsi ai progetti istituzionali e per prendere i finanziamenti. Questo deve portare allo sviluppo del “sistema Bardonecchia. Colomion è fondamentale per il territorio, farà parte attiva del mio tavolo operativo. La realizzazione di questa seggiovia è indispensabile, perché ora è un collo di bottiglia per gli sciatori che arrivano dalla cabinovia, ma il Comune non può rubare i soldi: i soldi pubblici che diamo al privato devono fare parte di un progetto organico di sviluppo del comprensorio, mai a discapito dei residenti”.

  1. TURISMO ESTIVO
    MOTO // A livello locale e non solo, sta nascendo la volontà di incentivare il turismo motociclistico (esempio Alps Moto Tours). Si trova favorevole a permettere una regolamentazione delle strade bianche di Bardonecchia?
    CAMPO DI GOLF // Siete favorevoli o contrari alla realizzazione del campo da golf a 9 buche?

AVATO:
“Si, se è vero che Bardonecchia debba mettersi in contatto con realtà territoriale più ampie apportando il suo enorme patrimonio di ricchezze, di sentieri, di patrimonio architettonico e ambientale, significa che noi dobbiamo connetterci con nuovi progetti come quelli legati al turismo della moto o altri veicoli per quel tipo di turismo. Ma questo tipo di turismo deve essere regolamentato: colleghiamoci per gestirlo, altrimenti altri progetti da fuori valle o dall’estero lo gestiranno. Grande attenzione dunque al turismo escursionistico, perché una cosa non esclude l’altra (moto e turismo più dolce). Con un’accurata pianificazione sarà possibile prendere due turismi al prezzo di uno.
Campo da golf: risposta affermativa, può assicurare circa una decina di lavori stagionali per i nostri ragazzi”.

CICCONI:
“Vediamo “Bardonecchia Multisport” d’inverno e d’estate, i nuovi turisti amano le passeggiate, l’arrampicata, le bici, il trekking. L’impegno è di differenziare l’offerta sportiva, facendo rientrare anche il turismo motoristico, ma va regolamentato adeguatamente, come? Per esempio, il Colle delle Finestre tiene aperte le strade bianche a moto e fuoristrada circa 5 giorni al mese. Risposta favorevole anche per il campo da golf, nell’ottica di offrire sempre più strutture per lo sport. Ci impegniamo a trovare le risorse economiche affinché sia il Comune a realizzare il campo da golf, perché la struttura ricade a beneficio di tutta la comunità”.

BORGIS:
“Sono orgoglioso che la cabinovia per la quale ho lottato al Ministero venga presa in considerazione come fondamentale per lo Jaffreau. Con piacere confermo la presenza del Genoa a Bardonecchia dal primo al sei agosto, senza alcuna richiesta di compensazione, solo ospitalità. Riteniamo che il turismo estivo abbia una forza estremamente importante. Sulle moto, la mia amministrazione ha dato segnali importanti (campo da motocross appena inaugurato, per sinergie e risorse con i nostri hotel). Abbiamo aperto delle strade bianche e la ZTL Montana senza andare contro il turismo di pedoni e escursionistico. Il progetto del campo da golf è stato iniziato da Avato, noi abbiamo trovato l’area più idonea. Mi sorge infine una battuta spontanea: perché Cicconi in giunta si astenne da questo progetto?”.

  1. IMPIANTI SPORTIVO/TURISTICI E CENTRO TERMALE

– Da anni si parla della costruzione di un nuovo Centro Termale. Siete a favore o no? In caso favorevole, come sarà finanziato e sostenuto economicamente?
– Piscina e Palazzetto: considerati gli elevati costi di gestione, avete in mente dei progetti gestionali diversi rispetto al passato?

CICCONI:
“Bardonecchia ha perso il treno della geotermia. Non abbiamo approfittato del progetto geotermico che poteva sfruttare lo scavo della seconda canna del Frejus, la rete di teleriscaldamento per aumentare la temperatura base dell’acqua, portando un risparmio per ciascuno. Sono favorevole alla realizzazione del centro termale, ma i costi sono alti. Se c’è un privato interessato, noi vogliamo collaborare per l’impianto geotermico, insieme alla società autostradale. Le altre strutture fanno parte del nostro piano regolatore dello sport: costituire un sistema di servizi che possano essere offerti al turista. Es. mappa nelle strutture ricettive, con elenco attività e quanto costano.
Il gestore delle strutture ricettive deve vendere tutte le possibilità che esistono in paese, per abbassare i costi di gestione”

BORGIS:
“Basta vedere Monginevro, basta copiare. La differenza che la Francia l’ha fatto grazie al governo centrale, noi dobbiamo arrancare, non abbiamo lappoggio del governo. Il progetto deve essere sostenibile: l’unica area in cui allocare il centro termale è l’attuale piscina, sfruttando sia la parte interrata sia la parte esterna. I costi possono essere sostenuto con una partnership tra pubblico e privato. Il quadro economico ammonta a 1 milione e 200 mila euro circa. La Piscina è il polo sportivo di Bardonecchia, è la posizione corretta per costituire il centro termale. Dobbiamo offrire occasioni a chi non scia, per sfruttare il tempo. Deve essere un centro benessere comunale, anche per rilanciare il settore sofferente degli alberghi”.

AVATO:
“Ci vorrebbe un terzo tunnel per scaldare il centro benessere?! La nostra piscina è una struttura che funziona benissimo, dobbiamo intervenire lì con il gestore. Noi vogliamo modernità, oggi si devono progettare e realizzare strutture con caratteristiche ben precise, in primis la straordinaria efficienza energetica. Il centro benessere è utile, ma prima bisogna pensare alla risoluzione delle problematiche oggi presenti nella piscina, che, per esempio, paga più di 100 mila euro di riscaldamento. Vogliamo costi di gestione ridottissimi, tipo casa clima”.

  1. PIANO REGOLATORE

– Da anni si parla di un “Nuovo Piano Regolatore” (15 anni) e la situazione pare molto intricata. I Candidati Sindaci, che progetti hanno in sintesi? In caso di vittoria, il “Nuovo PRG” attualmente depositato, sarà completato, o abbandonato?

BORGIS:
“La mia amministrazione si è trovata ad avere un piano vecchio di 17 anni, Bardonecchia meritava dunque una risposta. Il piano non era perfetto, aveva carenze. C’era inoltre una richiesta pressante in tema innevamento da parte della Regione, dovevamo dare almeno un iter approvativo dell’area sciabile, perché perdere i fondi per la neve ci sembrava pericoloso. Abbiamo quindi pensato di portare avanti questa proposta preliminare di progetto, una parte cioè improduttiva. Abbiamo raccolto osservazioni che sono state, a mio avviso, un primo vero incontro con la cittadinanza. In realtà, non si ebbero grosse critiche, ma quando venne calato sul territorio, si ebbero dei riscontri, quando abbiamo reso quel piano regolatore un pensiero creativo. Le critiche sono state importanti, per prendere atto della volontà popolare. Ora il piano regolatore va in qualche modo rivisto, i prossimi cinque anni avremo un risultato concreto se affrontiamo in modo sistematico il problema. Oggi abbiamo capito cosa vogliono i residenti, abbiamo dato un indirizzo”.

AVATO:
“Il documento programmatico è stato la basa sulla quale l’attuale amministrazione ha realizzato la “proposta tecnica di progetto preliminare”. Questa proposta tecnica per me è da riguardare profondamente. Un conto è dare le direttive generali, un altro è arrivare ad una definizione. Progettare insieme il futuro urbanistico di una località significa coinvolgere la cittadinanza in maniera sistematica. Due piani su cui lavorare: programmazione a lungo termine e contemporaneamente sdoganare le varianti parziali, che servono per fare sviluppo e economia”.

CICCONI:
“Il nuovo piano regolatore ha 18 anni. Nel tempo le regole sono diventate molto più stringenti e rigorose, ma cosa possiamo salvare di questo piano regolatore? Partendo da quello che di buono è stato fatto, vogliamo dare l’incarico a professionisti locali, salvando ciò che di buono è stato fatto, ma sempre condividendo le scelte con la popolazione”.

  1. VALLO DEL MELEZET E FRAZIONE MELEZET

– Da sindaco, come gestirà il progetto, con quell’enorme accumulo di terra? Quali sono i tempi? Come sarà risolto il problema del traffico turistico Valle Stretta/Briançon?
– Da sindaci, che progetti avete sugli edifici pubblici e infrastrutture di Melezet (ex Caserma, ex Scuola, Cappella di S. Sebastiano, Cimitero, ponti), e per migliorare l’arredo urbano e la zona vicina all’area sciabile?

AVATO:
“Qualcosa non è andato per il verso giusto, quello non è più un accumulo, è una piramide. Oggi c’è un accumulo di 40 mila metri cubi circa di materiale proveniente dal tunnel del Frejus, depositato a Melezet per liberare l’area vicino a traforo. Oggi Sitaf dice che non riesce a finirlo. La Sitaf aveva preso l’onore della progettazione, ma è il Comune a dover riprendere in mano le logiche del territorio e capire in che modo possono essere realizzate le opere di consolidamento di quel versante. Difendiamo il nostro territorio, non si può subire come è stato fino adesso”.

CICCONI:
“Il Vallo è un progetto legato allo smarino: la Sitaf, per non sostenere costi esorbitanti per il trasporto dello smarino verso la discarica di Torrazza, propose all’amministrazione Avato di depositarlo a Bardonecchia. Avato rifiutò, dopodiché
Borgis accettò il deposito e propose la realizzazione del Vallo per risolvere il problema della frana del Melezet. Il progetto venne portato avanti da Sitaf e presentato al ministero insieme al progetto di conversione da canna di sicurezza a canna di transito. Nel frattempo un po’ di materiale fu trasportato (40 mila a Melezet) ma successivamente, il Comune non si sbrigò ad avere le altre autorizzazioni e il materiale venne accumulato dalla parte francese. A Roma sono state date tutte le autorizzazioni, mancava una firma che il sindaco avrebbe dovuto sollecitare: nel frattempo i francesi si sono tenuti lo smarino, si sono riqualificati tutte le aree e si sono pure presi dei soldi. L’unica cosa che possiamo fare ora è ripulire i nostri torrenti e chiedere alla Sitaf di realizzare ugualmente il Vallo, per mettere in sicurezza l’area. L’area 4 è bloccata sempre insieme al Vallo, si deve riqualificare la zona. Per il cimitero abbiamo in progetto la rampa disabili, le cellette funerarie, il rifacimento tetto e facciata”.

BORGIS:
“Qualcuno si dimentica che l’allora dominus delle opere pubbliche in Italia, Ercole Incalza, venne arrestato, era questo personaggio a dover firmare, non io. Noi oggi stiamo facendo un’altra operazione, la strada è della Città Metropolitana: Sitaf ha dato la disponibilità ad abbassare i quantitativi. Ci sarà un progetto analogo in cui il soggetto proponente sarà la Città Metropolitana”.

  1. COMMERCIO

– Indicateci tre iniziative per valorizzare le aree commerciali di Bardonecchia, considerando le nuove abitudini turistiche (vacanze sempre più brevi e weekend mordi e fuggi).
– Un nostro lettore sostiene che a Bardonecchia ci sarebbe oggi “un’economia a 2 velocità”, il mondo che gravita intorno alle piste da sci (a parte quest’inverno) e il Centro Commerciale Naturale (da Borgo Vecchio al sottopasso), più svantaggiata. Siete d’accordo? Che fare?

CICCONI:
“Non bastano tre iniziative per lo sviluppo vero di Bardonecchia. Il numero di posti letto di Bardonecchia è di poco inferiore a quello del Sestriere, noi siamo carenti nelle notti di pernottamento di turisti stranieri. Questi spendono il 71% in più rispetto all’italiano.
Puntiamo sul turismo straniero: entra in ballo il piano regolatore dello sport, il sistema Bardonecchia, che sia in grado di essere venduto alla grande clientela. Il sistema deve essere completo, con piste da sci, verde d’estate, dopo sci, sport, riposo, divertimento, manifestazioni, eventi, locali…”.

BORGIS:
“Bardonecchia ha due anime: da Borgovecchio al sottopasso e Campo Smith. Le iniziative sono tante, ma non è facile: esiste una crisi strisciante che colpisce tutti. Ringraziamo le generazioni di nonni che hanno fatto un substrato economico che permette a molte attività di resistere. Un plauso anche a chi gestisce oggi attività economiche, perché sono tante le difficoltà. Valorizzare l’asse di via Medail, mettere risorse per le iniziative dedicate a via Medail, per collegare il centro sportivo di Campo Smith a via Medail: es. abbiamo fatto percorso pedonale per indicare la strada a turisti.
Fondamentali sono le infrastrutture: al tour operator straniero non interessano le passeggiate, ma le infrastrutture. Il futuro è credibile con le infrastrutture, poi vanno bene le iniziative minori: manifestazioni, concerti, azioni con giovani, … Incentivano, ma la grande azione sta a monte: infrastrutture”.

AVATO:
“Sono un neofita, da poco faccio il commerciante, ho sperimentato sulla mia pelle, ed è un’esperienza migliore rispetta a quella di amministratore, mi ha arricchito e ho capito cosa hanno bisogno gli operatori. Il paese deve attrarre il turista, i commercianti sanno accoglierlo. Serve solo la possibilità di avere turismo”.

  1. ARREDO URBANO

– Investirete soldi per migliorare l’arredo urbano? Ingresso di Bardonecchia (ferrovia e stradale), marciapiedi e strade del centro e frazioni, rudere di fronte alla stazione ferroviaria, orti da Campo Smith a Melezet, che un nostro lettore giudica “un colpo al cuore, spesso simili a discariche”. Che farete?

BORGIS:
“Il rudere è una ferita per noi, ma appartiene ad un privato. Sono stati presentati i progetti, c’è da parte del privato la volontà di intervenire e sistemare quell’area come merita. A breve ci sarà una parte esecutiva. Gli orti urbani sono una tradizione, non credo siano discariche, deve essere sicuramente fatto un regolamento, per dare uniformità, non in modo repressivo. Una riqualificazione del paese, interverremo ancora come abbiamo fatto con i tronchi in via Medail e in Borgovecchi, grazie alle idee dei cittadini. Il tema è la disponibilità di fondi, che devono essere sufficienti. Adelante Pedro, cioè con le risorse disponibili”.

AVATO:
“Si inseguono fantasmi, le esigenze della cittadinanza sono quelle che ci comunica la gente, bisogna programmare le risorse per realizzare bene le cose semplici. Bisogna dare una lucidatura al paese. Ritornare ad occuparsi delle cose semplici. Orti? L’innovazione è tornare a fare quello che facevamo una volta, chi ha la fortuna di coltivare un orto, ha la possibilità di vivere più sano e il mondo sta andando in questa direzione”.

CICCONI:
“La prima cosa che vogliamo fare è una manutenzione straordinaria del paese, Bardonecchia e le frazioni. Asfalti, marciapiedi, aiuole, ecc… Se vogliamo essere un paese turistico, la cittadina deve essere ordinata e pulita.
Ingresso di Bardonecchia: ci sono già dei progetti per riqualificazione, scegliere quello più consono e sceglierlo con la popolazione.
Ferrovia: riqualificare la stazione ferroviara, se vogliamo essere la porta d’Europa.
Orti: non bisogna fare dei grossi interventi, basta stilare un regolamento semplice per i gestori”.

  1. ASSETTO IDROGEOLOGICO

– Che opere avete in programma per la sicurezza del paese, e in particolare in alcune aree (ponte della confluenza sotto la ferrovia, sistemazione idraulica sul torrente Rho (che avrebbe ridotto il rischio idraulico sul Borgovecchio “liberando” alcuni terreni dal vincolo Pai) con briglie rotte, Torrente Frejus che attraversa tutto il paese: ha tutte le briglie rotte, i muri d’argine tutti scalzati di parecchi metri.

AVATO:
“Il termine è vasto. Per il ponte sotto la ferrovia, il Comune dispone solo di una parte di risorse, l’altra parte doveva derivare dai lavori al tunnel del Frejus. Spero di recuperare le risorse mancanti. Torrente Frejus e Rho: ci sono piani triennali per la risoluzione delle tematiche, servono lavori importanti per la messa in sicurezza.
Il crono programma del Pai era costituito da interventi volti a mettere in sicurezza tutta la conca di Bardonecchia, ammontavano a circa 100 milioni euro. Facciamo lavorare le nostre risorse, i nostri consorzi agricoli, le nostre piccole imprese dando lavoro ai nostri giovani, con la manutenzione ordinaria”.

CICCONI:
“Il progetto del ponte della confluenza è nato per far aumentare lo spazio tra l’arcata del ponte alle colonne in fondo al torrente, ma non risolve problemi di sicurezza. Il ponte deve essere raccordato alla strada successiva ma la Regione non svincola i soldi. Ci troviamo a spendere 3 milioni e mezzo per costruire un ponte che non va bene e bloccare la strada per anni. Lasciamo quindi il ponte così, ma improntiamo un piano di protezione civile per la pulizia regolare e puntuale del torrente a monte e a valle, in maniera tale che sia libero, garantendo sicurezza. Torrente Rho: la Regione ha già stanziato 600 mila euro e il consorzio forestale ha già depositato il progetto di sistemazione del torrente, ma l’eventualità di arrivo di materiale è pericolosa. È necessario fare un muro per deviare i detriti, sarebbe un lavoro da 100 mila euro, con soldi opere compensazione. Torrente Frejus: i lavori dovrebbero essere pagati dalla Regione, mi impegno per farmi parte attiva e chiedere i soldi dovuti”.

BORGIS:
“Ponte della confluenza: il consorzio sbagliò alcune quote e il progetto non fu portato a termine. Dopo ulteriori integrazioni, immaginavo di prenderei soldi dalle compensazioni. Ora è in atto una contestazione tra il Comune e la ditta dei lavori.
Torrente Rho: i fondi ci sono, 600 mila e 120 mila euro per il muro deviatore.
Torrente Frejus: 540 mila euro per il rifacimento della briglia di monte e altri interventi, non ci siamo dimenticati di questi fiumi, li abbiamo sempre seguiti, è un territorio difficile. Sono brutti clienti”.

  1. RUOLO CONSORZIO TURISTICO e TASSA DI SOGGIORNO

– La sua opinione sul ruolo del Consorzio Turistico: il modello attuale di rete e gestione funziona o ha delle nuove proposte?
– Tassa di soggiorno / La tassa di soggiorno oggi la pagano gli ospiti di hotel, residence, e di tutte le strutture ricettive, ma non è prevista per gli inquilini di appartamenti. Ritiene sia corretto?
– Al Consorzio Turismo è destinato il 70% della tassa di soggiorno. Intende proseguire con tale erogazione di fondi?

CICCONI:
“Ribadiamo che è necessario parlare a un tavolo operativo con gli operatori del settore, il Consorzio turistico che sta tesserando sempre più imprenditori, fa rete. Se diventeremo amministrazione, abbiamo un interlocutore che veramente rappresenta la realtà socio economica del paese. La tassa di soggiorno è stata instaurata nel 2011 da Berlusconi, ma c’è un buco legislativo: è prevista solo per gli ospiti delle strutture ricettive e non per gli inquilini delle seconde case. Non c’è mai stata una presa di posizione da federalberghi o dall’associazione dei comuni, però non si può rispondere in maniera generalizzata. Noi riteniamo che la tassa potrebbe essere applicata solo nei casi in cui la permanenza di un ospite in una seconda casa sia equiparabile a quella di un albergo. È compito dell’amministrazione decidere le quote, quindi il 70 % al consorzio turistico, il 20% alla pro loco il 10% al Comune. Il Comune non deve essere il bancomat dello Stato, deve condividere l’investimento di questi soldi con il consorzio turistico”.

BORGIS:
“Io sono un difensore del consorzio turistico, sono a favore del consorzio. Umilmente ho provato a mettere a disposizione delle risorse, come il 70% della tassa di soggiorno. La risposta è si, assoluta condivisione e sostegno del consorzio turistico. Il consorzio turistico può dare risposte ai grandi eventi, è l’elemento giusto”.

AVATO:
“Oggi è necessario riuscire a trovare un luogo di sintesi, per comporre i più vari interessi della comunità. Il consorzio ha tutte le carte in regola per rappresentare tutti gli interessi di Bardonecchia”.

  1. SVINCOLO ALBERGHIERO, HOTEL E VINCOLI URBANISTICI

– Alcuni alberghi di Bardonecchia vorrebbero lo svincolo alberghiero. Come si pone il futuro Sindaco rispetto a questa richiesta? Risposta secca: Favorevole o contrario?
– Quali azioni di incentivazione precise intendete intraprendere per evitare che le strutture ricettive che non hanno il vincolo urbanistico alberghiero continuino a mantenere posti letto a rotazione essenziali per il turismo di Bardonecchia? Come si pone nei confronti della situazione dell’ex hotel Ricky?

BORGIS:
“Prendo l’esempio del Club Med di San Sicario, che ha investito una cifra importante per creare mille posti letto di alta gamma, è evidente che il tessuto alberghiero è fondamentale per sopravvivere. Non dobbiamo dire che occorre trasformare gli alberghi in seconde case e togliere il vincolo alberghiero, perché questo significherebbe togliere il fiato e ossigeno alla nostra attività turistica, perché vorrà dire che i turisti non avranno più strutture dove andare. Dobbiamo capire come sostenere gli albergatori, dobbiamo capire cosa fare per sostenere gli alberghi, non per togliere il vincolo agli alberghi, perché uccideremmo Bardonecchia. Possiamo trovare delle forme di agevolazione, non immaginare di chiudere gli alberghi ma difenderli, migliorarli e incentivarli. L’ex hotel Riki è un struttura che fa male, la differenza sta nel trovare interlocutori validi, dobbiamo far capire che Bardonecchia sta investendo sulle infrastrutture”.

AVATO:
“Il tema è spinoso, dal punto di vista asettico, dire che a Bardonecchia possa essere utile togliere il vincolo alberghiero… io credo di no, dobbiamo ragionare su chi può venire a investire per le strutture alberghiere, perché se la località non si presenta in movimento, (operatori che creano nuovi mercati), allora noi abbiamo fallito sul campo urbanistico, mantenendo un vincolo, e abbiamo anche fallito sotto il profilo della nostra capacità di essere attrattivi. Guardare ai fondi che possiamo avere, sono gli strumenti attraverso i quali operare. Bardonecchia merita 4 milioni e più di euro che la Regione le deve, sulla riqualificazione del villaggio olimpico”.

CICCONI:
“La risposta è improponibile, noi ci siamo impegnati a mantenere almeno il numero di posti letto esistenti a Bardonecchia, è però anche vero che ormai il turista richiede servizi che l’albergo non sempre può dare. Non tutti gli alberghi hanno la possibilità di adeguarsi alle nuove esigenze. Nel nostro programma c’è il desiderio di rendere Bardonecchia accessibile, (es. abbattere barriere architettoniche negli alberghi). È meglio spostare i posti letto verso altre strutture che possano adeguarsi al passo dei tempi. Pensiamo alle strutture ricettive che non hanno il vincolo alberghiero: la legge non permette di obbligare chi non ha tale vincolo, a mantenerlo: bisogna incentivare, cioè creare condizioni per fare arrivare turisti. L’ex hotel Riki: esisteva la progettazione per convertirlo in una struttura residenziale, ma ora non è più vantaggioso economicamente, ecco perché il progetto è rimasto bloccato”.

  1. IMU e TASSA RIFIUTI HOTEL – Oggi a Bardonecchia paradossalmente l’Imu è più vantaggiosa per il proprietario che abbia affittato un immobile piuttosto, di chi ha licenza commerciale di struttura ricettiva. È favorevole o contrario?

– Per gli hotel e strutture ricettive, non sarebbe meglio prevede la TASSA RIFIUTI solo per il periodo “stagionale”, ovvero quando le strutture sono aperte ed operative?

AVATO:
“Posso non essere d’accordo con le leggi sull’Imu, ma chi amministra deve capire in che modo muoversi. È ingiusto in generale, non mi soffermerò a criticare tutta la normativa che mette in difficoltà gli imprenditori. Chi ha attività fa i salti mortali, per tassazioni comunali e per il meccanismo di funzionamento delle imprese. Bisogna lavorare in generale, per il contenimento di imposizione locale, con interventi precisi e mirati, rendendo la gestione virtuosa. Tassa rifiuti: rifiuti zero è un progetto che amiamo.. Vogliamo passare dalla tassa alla tariffa puntuale: più ricicli meno paghi”.

CICCONI:
“L’aliquota ridotta per chi affitta vale solo se il contratto supera i 90 giorni, ed è del 6 e mezzo per mille, altrimenti è del 10 per mille, 7.6 per mille è l’aliquota minima di legge da applicare agli alberghi. Ciò che abbiamo incassato in Comune è andato direttamente nelle casse dello Stato. Avremmo dovuto aumentare l’imu, ma secondo noi non è corretto. Noi potremmo aumentare aliquote sulle seconde case, ma non risolveremmo il problema degli alberghi. Tassa rifiuti, la tariffa applicata è già ridotta del 25%, ma la legge permette una ulteriore riduzione dell’8%, solo se l’attività ha licenza stagionale, quindi sta alla scelta di chi ha la struttura ricettiva, capire se li conviene”.

BORGIS:
“7.6 va allo Stato. È una legge dello Stato, non possiamo fare nulla per superare questo problema. La Regione non dà nessuna agevolazione sul turismo. L’altro aspetto è come si può adeguare la raccolta rifiuti alle esigenze degli albergatori, con tariffazione adeguata a quanto loro conferiscono. Imu ragionamento sovracomunale”.

  1. GIOVANI

– In caso di elezione di quali iniziative si farà portatore nei confronti della gioventù? Elencate in breve i progetti che proponete. La lettrice sostiene che il paese offre poco ai suoi residenti sia dal punto di vista delle attività sportive non legate allo sci, sia dal punto di vista dello svago serale e questo viene avvertito anche dai non residenti.

CICCONI:
“20 anni fa c’era il treno della neve, ed era comodo anche da Genova. Se non c’è niente per la sera, i turisti vengono una volta e poi non tornano più. Obiettivo: Bardonecchia frizzante e divertente”.

BORGIS:
“Ho composto la mia lista su persone che si occupano di giovani, ringrazio i gestori di locali che resistono anche se prendono esposti ogni settimana!”.

AVATO:
“La Polisportiva è un soggetto affidabile e storico, sosteniamolo per i giovani. Coinvolgiamo prima i ragazzi del posto, poi i turisti”.

  1. CAMPEGGIO BOKKI

– Il campeggio Bokki situato ai piedi della Valle Stretta sarà senza gestore dal 9 giugno. Nel campeggio ci sono centinaia di roulotte, case mobili che saranno prive di sorveglianza e disabitate e quindi occupabili da ogni tipo di sbandati. Cosa intende fare per risolvere il problema?

BORGIS:
“È stato individuato il perito per mettere a norma il campeggio, per poter bandire gara per avere il nuovo gestore. Due azioni mi rimangono: un’ordinanza sindacale nella quale chiedo ai campeggiatori di poter fare un’azione di guardiania nel confronti dei loro beni per evitare che ci siano occupazioni abusive che farò entro venerdì, se non trovo altro strumento. Altrimenti, con una delibera di giunta, se riesco a convocarla entro venerdì, inviterò i campeggiatori alla guardiania dei loro beni per tutelarli, fino a quando si stipulerà il nuovo contratto con gestore. Una bella notizia appena arrivata: il Consiglio di stato ha accolto la sospensiva, quindi il problema è risolto fino al nuovo gestore”.

AVATO:
“Il campeggio non può essere abbandonato, il villaggio olimpico fu saccheggiato. Il Comune deve imporre ai proprietari delle case mobili di frequentare il campeggio, di viverci normalmente, compete al Comune costruire un atto amministrativo che individui un soggetto che sia quello che gestirà da qui alla nuova realizzazione del campeggio, il campeggio stesso. Campeggiatori mettetevi insieme per ottenere un atto che vi permetta di starci dentro a pieno a titolo fino al nuovo progetto”.

CICCONI:
“Dal 2009 è scaduta la concessione del campeggio. In tutti questi anni, nessun sindaco si è preso la responsabilità politica di prendere una decisione, bisognava fare un bando e l’adeguamento del campeggio. È una rogna che dovrà prendersi immediatamente il nuovo sindaco, il bando deve essere allestito rapidamente con soluzioni realistiche per non abbandonare il bene”.

  1. BUROCRAZIA COMUNALE (risposta 2 minuti)

– Uno dei problemi degli ultimi anni pare essere un’eccessiva difficoltà burocratica da parte degli uffici comunali. Come intende gestire la macchina comunale?

AVATO:
“La macchina del Comune è complessa. Le persone che vi lavorano hanno ruoli stabiliti per legge, l’amministrazione deve essere presente e indicare la direzione. La dice lunga che Borgis non sia riuscito a fare una delibera così importante come per il Bokki, anche in questi ultimi 5 giorni. Bisogna esserci, il sindaco deve essere una guida”.

CICCONI:
“Il Comune va coordinato e organizzato, come in una squadra di calcio l’allenatore deve far ottenere i risultati voluti, noi ci proponiamo di semplificare il più possibile. Non possiamo eliminare le barriere burocratiche, ma possiamo semplificarle, il Comune deve essere al servizio del cittadino”.

BORGIS:
“Viviamo in mezzo ad una burocrazia che ci strangola, è un dato di fatto. C’è la volontà di mettere a regime il sistema, non dipende da noi per le grandi difficoltà. Le responsabilità sono onerose”.

  1. GIUNTA E ASSESSORI (2 minuti)

– Avete già scelto gli assessori della futura giunta? Nominerà anche assessori esterni?
Quale lista voteresti al posto della tua?

CICCONI:
“Il punto di forza della nostra lista è la competenza. Ciascun elemento della mia squadra potrebbe essere candidato sindaco al posto mio. A Bardonecchia la politica deve essere forte, con una giunta forte e competente, insieme ad una imprenditoria forte, per portare benessere. Per domenica, consiglio di fare una x in alto a sinistra!”.

BORGIS:
“La scelta degli assessori dipende dal risultato, dalla loro disponibilità e dalle loro competenze, perché l’impegno nel comune è tanto. Si ragionerà per assessori esterni. Se non sapete chi votare, in alternativa per domenica vi consiglio di andare al mare!”.

AVATO:
“A votare ci dovete andare. L’assessore esterno è una possibilità che esiste e di cui un sindaco deve valutare l’eventualità, tecnicamente infatti la valuterò. Invito tutti a votare”.

Alla conclusione del convegno, i tre candidati hanno risposto ancora ad alcune domande del pubblico in sala, come il turismo per anziani e i progetti per i disabili.

“Gli anziani sono una clientela importante. Le attività sono tante per loro: concerti di musica d’estate, stagione teatrale di grandissimo successo con rassegna premiata tra una delle rassegne migliori del Piemonte”, spiega Borgis e continua Avato: “Reperire clientela di quel tipo è un lavoro alla stregua degli altri”. Cicconi incalza: “Uno dei progetti che mi sta più a cuore è “Bardonecchia accessibile”. Vogliamo valorizzare anche il turismo che ha difficoltà e che cerca località dove queste non diventino un problema”.

Il moderatore del confronto Fabio Tanzilli, conclude con l’ultima domanda: “Perché i bardonecchiesi dovrebbero votarvi?”.

BORGIS:
“Perché siamo persone motivate, determinate a impegnarsi per il bene comune. Abbiamo onestà e indipendenza per lavorare esclusivamente a favore di Bardonecchia, con nel cuore e nell’anima il motore del paese, il turismo”.

AVATO:
“Auspico che ci votiate perché siamo la vera alternativa a due facce della stessa medaglia, due gruppi creati sulla base di divisioni, non di unioni. Noi siamo l’alternativa”.

CICCONI:
“Perché la nostra lista è nata da un’iniziativa popolare, dal 20% di elettori. Siamo professionisti che vogliono amministrare il paese, siamo in grado di mantenere le promesse”.

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