ELEZIONI BARDONECCHIA / BORGIS REPLICA A GRISA: “MI HANNO INSEGNATO CHE L’AVVERSARIO VA RISPETTATO”

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di ROBERTO BORGIS (Sindaco di Bardonecchia)

BARDONECCHIA – Del nostro modo di stare al mondo. Solo salito sul tatami all’età di 6 anni e quasi subito ho iniziato a combattere facendo judo e arti marziali fino a 34 anni, ma sempre mi hanno insegnato che l’avversario va rispettato, perché non si ha tempo per pensare, per avere paura, per demonizzare l’altro, perché bisogna concentrarsi su cosa si sa fare, sul “qui e ora”, pena essere messi giù, al tappeto!
Ovviamente non pretendo che in politica si percorra la via del “nobile guerriero”, del Bushido, ma certo è originale quanto fatto dall’assessore Grisa, ovvero presentare la propria lista elencando le cose non fatte dalla precedente amministrazione di cui faceva parte attivamente e accusare il sindaco, con il quale ha lavorato per cinque anni, di essere inconcludente.
È evidente che in una narrazione di un percorso politico ci possono essere visioni e pensieri diversi, ci possono essere strappi previsti o meno, è forse nell’ordine delle cose…
Dal mio canto rivendico che il futuro di Bardonecchia, per tutte le liste attualmente in campo, passa per degli amministratori che al mio fianco hanno imparato e lavorato e questo, al di là delle parole dette, è per me un onore, come il poter pensare che la mia lista del 2011 sia oggi fulcro, magari in modo inaspettato, degli anni a venire del nostro paese.
Certo ovviamente amministrare oggi non è facile, anche per comuni “ricchi” come quello di Bardonecchia repentinamente trasformati in ” bancomat ” dallo Stato centrale e quindi oggi più che “attaccare” gli avversari credo sia importante provare a pensare in modo nuovo e diverso per affrontare la congiuntura economica negativa.
Le elezioni, a mio avviso non devono tracciare solchi insanabili, devono essere una educazione alla cittadinanza, alla ragione per cui stiamo insieme e apparteniamo a una comunità per la quale con modi e azioni diverse cerchiamo il meglio.
Non so se “all’ alba vincerò” come direbbe Puccini nella “Turandot”, ma certo so che il mio gruppo è stato il viatico per una strada politica nuova, per un percorso nuovo. La fragilità della democrazia è di dover decidere, fra anime diverse, in continuazione per tutti, mentre la forza della democrazia sta nella flessibilità di poter cambiare, anche l’indomani, con quegli stessi uomini le decisioni e i percorsi intrapresi. Tutto qui!
A noi tocca oggi scrivere pagine nuove per Bardonecchia.

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