ELEZIONI / DA GIAVENO PARTE LA CAMPAGNA DI DANIELA RUFFINO: “PORTERÒ LA VOSTRA VOCE IN PARLAMENTO”

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di PAOLA TESIO

GIAVENO – Un tutto esaurito per l’esordio della campagna elettorale di Daniela Ruffino in corsa per le prossime elezioni politiche sotto il simbolo di Forza Italia. La conferenza, tenutasi giovedì 1° febbraio a Giaveno, ha visto la sala degli alpini gremita di folla, tra cui molti cittadini che hanno seguito da vicino il suo percorso, avvenuto negli anni, proprio partendo dai banchi di consigliere comunale.

Una lunga carriera iniziata in passato nella Democrazia Cristiana, e poi proseguita sino a ricoprire incarichi di rilievo. Daniela Ruffino, attualmente consigliere della Regione Piemonte, venne eletta nel 2014 con il maggior numero di preferenze e oggi ricopre il ruolo di vicepresidente del consiglio regionale. Hanno presenziato alla serata inauguraLe della campagna elettorale il questore del Senato Lucio Malan, il coordinatore regionale di Forza Italia Piemonte Gilberto Pichetto Fratin, l’avvocato Stefano Tizzani capogruppo della lista civica “Per Giaveno” e il parlamentare europeo Alberto Cirio, oltre ad Osvaldo Napoli attualmente capogruppo di Forza Italia nel comune di Torino nonché candidato alle prossime elezioni nelle file di Forza Italia per il collegio 2 del Piemonte.

Danila Ruffino ha palesato più volte i sentimenti che la legano a Giaveno: “Il territorio in cui vivo e dove ho avuto la possibilità di essere amministratore e sindaco. Un luogo che terrò sempre nel cuore insieme alle persone che ho incontrato nel mio cammino e che ricordo singolarmente perché con ognuna di loro ho vissuto un tassello della mia esperienza. Se sarò eletta, intendo portare la loro voce in Parlamento perché spesso i territori rimangono inascoltati”.

La diseguaglianza sociale
Nel suo discorso ha focalizzato l’attenzione sulle condizioni di diseguaglianza tra i cittadini e sulla necessità di attuare nuove politiche del welfare: “C’è un Italia che non mi piace. È quella in cui le persone fanno fatica a vivere. Quando le vedo ai banchi alimentari che ricevono gli alimenti basilari per la loro esistenza, mi fermo a pensare che hanno lavorato una vita intera e poi a causa della crisi o della mancanza del lavoro si sono trovati costretti a fare la fila per chiedere i beni di prima necessità. Persone che hanno cresciuto figli, padri che si sono spaccati la schiena lavorando in campagna oppure nelle fabbriche, perché l’esistenza è stata per loro davvero dura. Questa è la prima cosa che vorrei cambiare, aiutare le famiglie che si trovano in difficoltà per la mancanza di un’occupazione, per le emergenze abitative dovute agli sfratti e per tante altre ragioni. La gente si rivolge agli amministratori dei comuni per chiedere aiuto, ma quello che si riesce a fare è sempre poco perché a livello locale non si hanno gli strumenti giusti”.

La sanità
Ha rivolto inoltre un pensiero alla carenza di risorse nella sanità: “Penso ai 30mila piemontesi che sono in lista di attesa per entrare in una casa di riposo, questa è un’altra triste realtà che non può essere dimenticata e messa da parte, ma a cui deve essere data una risposta e trovate delle soluzioni concrete. Recentemente ho giocato una partita per l’oftalmologia del San Luigi, in pochi giorni tra le strade abbiamo raccolto diecimila firme. Un servizio ospedaliero chiuso da un giorno all’altro, ho incontrato dei pazienti che erano rimasti in lista d’attesa per dei mesi, al fine di ottenere un appuntamento, poi improvvisamente un mattino si son trovati lì è hanno scoperto che quell’attività non c’era più. Stiamo inoltre perdendo l’oftalmico di Torino, un ospedale mono specialistico d’eccellenza. Abbiamo lanciato delle proposte in regione che però l’assessore alla sanità non ha saputo cogliere”.

Le tasse
Partendo dal suo cammino negli enti locali ha fatto alcune precisazioni sull’incremento della tassazione: “Ho scoperto che da sindaco si possono fare grandi cose però ci deve essere la volontà. In dieci anni con umiltà sono riuscita a non aumentare le tasse. Questo succede in tante altre realtà ben amministrate nella nostra nazione, ma a livello governativo abbiamo una pressione fiscale troppo alta. Oggi si è ridotto il ceto medio. Le persone che si sono costruite una casa dopo anni di fatiche, non riescono più ad andare avanti. I negozi di prossimità non riescono più a sopravvivere. Per tutte queste persone mi sento dire meno tasse, meno burocrazia, meno Stato. Perché questo Stato oggi così invadente non è riuscito sicuramente a cambiare le situazioni e a migliorare la nostra qualità della vita. Al contrario mi sento di dire più persona, più impresa, più famiglia. Bisogna lottare ogni giorno per riuscire a dare alle famiglie quello che non riescono più ad avere. Questi sono i temi a cui tengo. Sono un sogno? Un sogno che deve diventare un progetto realizzabile perché non bisogna deludere le aspettative”.
Daniela Ruffino è intervenuta sul tema dell’istruzione: “Occorre dare dei servizi anche ai nostri ragazzi, ed avere il primo giorno di scuola gli insegnanti dietro le cattedre, compresi quelli di sostegno per i nostri figli. Anche nella scuola bisogna costruire il cambiamento”.

I volontari ed il territorio
Si è soffermata sulla sicurezza del territorio e sulla necessità di valorizzare le squadre di intervento: “La messa in sicurezza dei territorio è un elemento imprescindibile, chi se ne occupato sino ad ora? Di certo non lo Stato perché i nostri territori purtroppo non sono più in sicurezza, il governo non è riuscito a dare quelle garanzie che potevano permettere ad un territorio difficile come questo di reggere agli incendi e alle alluvioni. Mi sono impegnata in passato, e continuerò a farlo, per il riconoscimento dei nostri volontari e di tutti coloro che intervengono nelle emergenze: gli Aib, i Vigili del Fuoco. Angeli che ci salvano dalle fiamme e dalle alluvioni rischiando la propria vita ma poi vengono dimenticati e devono andare ad elemosinare alle fondazioni mezzi e risorse. Questo è un aspetto davvero molto degradante. Oggi lo Stato è come un’idrovora, prende tanto e restituisce poco!” .
Infine ha espresso il suo auspicio rivolgendosi al pubblico: “Desidero essere eletta nel collegio di Pinerolo perché questa è la mia terra, la mia gente e siete voi quelli che intendo rappresentare a Roma. Desidero mantenere il legame con le popolazioni, con i sindaci, con i territori, con le associazioni. Perché se io rimango in mezzo a voi so che riuscirò a portare in alto la vostra voce”.
Ha espresso un ringraziamento ad Osvaldo Napoli: “Lo considero il mio maestro perché mi ha insegnato a fare politica tra la gente, e la necessità di impegnarsi affinché tutti possano vivere con uguale dignità”.

Alberto Cirio, nel discorso conclusivo ha ricordato: “Ho sempre apprezzato Daniela Ruffino per il suo impegno, ricordo quando eravamo insieme in campagna elettorale e abbiamo girato il territorio della provincia di Torino. Nei nostri viaggi lei si segnava per iscritto i problemi delle persone che incontrava. Un gesto importante per non dimenticare le loro sollecitazioni. Ogni piccolo problema è sentito per chi lo vive e non va mai sottovalutato”.

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