FISIOTERAPISTA A SUSA: CON “FISIOCARE” LA RIABILITAZIONE DELL’ERNIA DEL DISCO

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SUSA – Da lunedì 4 maggio, lo studio Fisiocare, con sedi a Susa e Giaveno ha riaperto le porte ai suoi preziosi pazienti rispettando le norme igienico sanitarie imposte dal decreto legge e ci parla della fastidiosa ernia del disco, una delle più frequenti cause del mal di schiena che può interessare una o una molteplicità di vertebre della colonna causando forti dolori e criticità nei movimenti e nella deambulazione. Fra le discopatie è sicuramente la più nota, non sempre, però riconosciuta come tale. È ricorrente la situazione di chi si porta avanti una nevralgia o una lombalgia per mesi senza andare a fondo sull’origine della problematica, ovvero senza sottoporsi a visita ortopedica o svolgere gli esami diagnostici previsti in queste circostanze: radiografie, risonanze magnetiche, TAC.

L’ernia del disco è una patologia da usura o da sforzo che interessa sia uomini che donne in età giovanile o adulta, la fascia maggiormente interessata è quella compresa fra i 35 e i 55 anni. L’ernia del disco è dovuta ad una fuoriuscita del nucleo morbido di uno o più dischi intervertebrali, a causa di una compressione.

La fisioterapia in questi casi ha lo scopo di consentire il totale recupero della funzionalità della schiena e degli arti, in modo da poter fare le attività della vita quotidiana.
Per questo motivo il fisioterapista “tara” questi esercizi sulle esigenze e sulle condizioni del paziente, incentrandosi non solo sulla maggiore o minore gravità dei sintomi, sullo stadio e sulla posizione dell’ernia, ma anche sull’età e sulle necessità di tutti i giorni. Generalmente nei training che si propongono ci sono esercizi basati sul metodo McKenzie, che intervengono sulla decompressione dei nervi in particolare in caso di ernia cervicale, e il metodo della cosiddetta “Back School” che punta a sbloccare le articolazioni interessate dal dolore con esercizi di stretching.

La riabilitazione può contare anche di uno strumento speciale come l’acqua, l’idrokinesiterapia è indicata soprattutto per chi fa fatica a fare allenamento in palestra oppure è in grave sovrappeso.

La ginnastica posturale (accompagnata ad un test posturografico) e il programma riabilitativo variano in base alle zone della colonna vertebrale interessate dall’ernia, come facilmente comprensibile. Un esempio sono gli esercizi specifici per lenire il dolore dell’ernia discale L5 – S1, una delle più frequenti in assoluto. Il segmento in cui si presenta la protrusione discale e la compressione è la vertebra finale della zona lombare della schiena, sulla quale la pressione tende comunque a crescere fisiologicamente con l’andare avanti dell’età.
Possiamo vedere un esempio di esercizio in grado di intervenire su questa precisa discopatia. L’obiettivo è quello di rimettere in sede il nucleo polposo del disco.

In che modo?
Distendendo la schiena in modo di ridurre al massimo la pressione.
Di seguito l’esercizio in ogni suo passaggio.

  • Mettersi in piedi, dopodiché poggiare ambedue gli indici delle mani sul punto della schiena su cui si ha dolore.
  • Mettere in atto una pressione iniziale flettendosi in avanti.
  • Dopo qualche secondo si fa una seconda pressione piegando la schiena totalmente all’indietro (tenendo sempre le dita sul punto).
  • Durante queste fasi è fondamentale provare ad allungare il collo al massimo, evitando di farsi male.
  • L’ultima posizione va mantenuta per tre secondi.
  • L’esercizio va reiterato per dieci volte.

Nell’essere regolari e costanti sta il raggiungimento dell’obiettivo, soprattutto in un percorso di riabilitazione attiva come questo.Occorre, pertanto, fare allenamento quotidianamente o almeno fra le tre e le quattro volte in una settimana. Quello descritto poco fa, come altri, sono esercizi che possono essere eseguiti anche in posizione distesa.

La tecarterapia è decisamente indicata qualora si presenti questa tipologia di infiammazione. Essa affiancata ad altre tecniche manuali, come gli esercizi di ginnastica posturale evidenziati, e strumentali garantisce una guarigione totale dall’infiammazione e dal dolore.

La tecarterapia, qualora si presenti un’ernia del disco, è svolta in modi differenti in base allo stato dell’infiammazione. Nella fase acuta è preferibile un trattamento atermico usando solo l’elettrodo capacitico che permette di avere un beneficio di fatto immediato sul dolore calmando notevolmente lo stato infiammatorio. In presenza di un’ernia infiammata vi è sempre associata una neuropatia. Prima di eseguire il trattamento di tecarterapia, è importante rivolgersi ad un medico specialista e alla valutazione di un fisioterapista dello stato dei riflessi, della sensibilità e della risposta motoria. Nei casi più acuti, qualora si verificassero notevoli deficit motori e sensitivi, è importante indirizzare il paziente da un neurochirurgo. Nei casi meno gravi si può eseguire il trattamento tecar a livello dell’ernia del disco. Lasciata alle spalle la fase acuta si possono usare ambedue i manipoli, capacitivo e resistivo, che dovranno ridurre l’edema radicolare, ottenere un effetto antalgico – sedativo e antinfiammatorio e porre rimedio alle contratture antalgiche.

Durante le sedute di tecarterapia all’ernia del disco, il terapeuta non si interviene con il manipolo esclusivamente sulla zona di dolore e di infiammazione ma in maniera attiva accoppia il trattamento strumentale con un massaggio decontratturante e superata la fase acuta, che dura per circa una settimana, iniziare ad eseguire tecniche manuali di mobilizzazione e allungamento muscolare. Occorre ricordare che non occorre usare tanto calore. Questo potrebbe accrescere il dolore e lo stato infiammatorio. Quando si è in presenza di un’infiammazione vi è già un aumento locale del sangue. Pertanto occorre fare un lavoro di drenaggio usando modalità a bassa potenza.

Il numero delle sedute di tecarterapia varia in base all’età del paziente, dalla competenza del fisioterapista, dalla diagnosi e dalla bontà delle apparecchiature. Non è facile indicare con esattezza un numero. Generalmente nei casi meno gravi e laddove non vi sia uno stato infiammatorio acuto si eseguono cinque sedute che permettono un recupero totale dal dolore e dall’infiammazione. Quando si presenta un’infiammazione cronica o acuta si svolge un ciclo di dieci sedute. Le sedute durano in media trenta minuti e sono svolte circa tre volte a settimana.Nei casi in cui occorre avere un riscontro più rapido possibile si possono fare sedute doppie, mattina e pomeriggio, o trattamenti di un’ora. Si consiglia, altresì, una volta superata la sintomatologia e intervenuti sull’origine dello stato infiammatorio di eseguire ogni sei mesi un ciclo di cinque sedute al fine di prevenire eventuali ricadute.

Per maggiori informazioni sull’argomento, o per prenotare un appuntamento, è possibile chiamare al 340-6071847, oppure mandare un messaggio alla pagina Facebook Fisiocare, o una mail all’indirizzo info@fisioterapiagiaveno.it.

FISIOCARE
Tel. 340 607 1847
Piazza Savoia, 11 – Susa
Via XX Settembre, 42 – Giaveno
Facebook Fisiocare
Sito Internet www.fisioterapiagiaveno.it

(Informazione pubblicitaria a cura della New Press – Testo di Valentina Addari)

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