FOTO / A GIAVENO NASCE L’OASI TORTORELLO: ECCO IL PROGETTO

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di MATTEO MAERO

GIAVENO – “Non possiamo accettare che gli abitanti di Borgata Sala debbano dire “scendiamo a Giaveno perché è una delle frazioni più vicine al centro cittadino“. Questa è la premessa della conferenza stampa indetta dal consiglio comunale di Giaveno afferente alla presentazione del progetto denominato “Oasi Tortorello”, che coinvolge la riqualificazione del tratto naturale compreso tra lo Stadio Torta e via Pacchiotti. L’opera, progettata da uno staff coordinato dall’ingegnere coazzino Carlo Ostorero, comprenderà la costruzione di una passerella pedonale, al cui intorno nasceranno zone verdi e percorsi floreali.

Il rilancio delle zone intorno al torrente Tortorello non solo riavvicineranno gli abitanti di Borgata Sala a Giaveno – afferma il sindaco Carlo Giacone – ma sarà utile anche per convogliare il turismo che scende dalla Sacra di San Michele, approfittando del senso unico da Valgioie. Il costo dell’intervento sarà di 580.000 euro ed il bando si dovrà tenere prima di fine dell’anno, con i lavori che partiranno in primavera e dureranno novanta giorni. I fondi proveranno dall’avanzo d’amministrazione, utilizzabili grazie al decreto per i comuni virtuosi“.

Presente anche il consigliere Marco Carbone: “Per la progettazione dell’opera è stato fondamentale la collaborazione della Fondazione Pacchiotti, del quale abbiamo potuto acquistare alcuni terreni per poter procedere ai lavori e togliere il passaggio pedonale dalla sede attuale. Ho potuto constatare in prima persona la pericolosità dell’attuale banchina, soprattutto nella strettezza delle carreggiate in prossimità di via Pacchiotti. Il nuovo percorso sarà accessibile senza pericolosità per tutti, da diversamente abili e mamme in carrozzina. Sarà integralmente illuminato e controllato dalle telecamere. Sarà una tratta immersa nel verde, con parchi e attrattive“.

Sulla tematica dell’accessibilità è intervenuta Susanna Rege, membra del tavolo comunale sulla disabilità: “Ringrazio a nome di tutto il tavolo, questi lavori rendono accessibile una zona davvero tortuosa, così come è stato fatto per altre zone in questi ultimi anni. La collaborazione con il comune, così come con Unarco, con la quale stiamo cercando di rendere i negozi sempre più accessibili“.

A spiegare più approfonditamente il progetto è l’ingegnere Carlo Ostorero: “Con il progetto Oasi Tortorello vogliamo ridare ai giavenesi un non – spazio, che possono giovare così di un ambiente precedentemente sconosciuto ai più. Questo è già capitato con la nuova Anna Frank costruita nei pressi del Seminario. Sono molto legato a questa Oasi anche perché coinvolge i terreni della Fondazione e dunque della scuola Pacchiotti, che ho frequentato durante gli anni delle medie. Innanzitutto la volontà è quella di costruire un percorso esente dal traffico veicolare connettendo due parti fondamentali della città. Da subito abbiamo dovuto collaborare con il comune e la fondazione per definire su quali zone operare senza dover passare attraverso la sovrintendenza dei beni culturali. Definito questo abbiamo pulito la zona e definito quali artefatti demolire per dare spazio al parco ed alle zone adiacenti: qui abbiamo trovato grandi spazi su cui operare con efficacia. La zona accoglierà non solo la passerella pedonale, ma anche un percorso comunicativo e didattico legato all’ecosistema di questa piccola zona“.

Infine l’ingegnere Ostorero ha mostrato alcune immagini prototipo del futuro di questa zona. “Salveremo tutti gli artefatti storici, come il semenzaio di epoca fascista, preservando inoltre il muro di confine del Pacchiotti. A tal riguardo, l’unica zona della Fondazione coinvolta da questo progetto dal punto di vista della modifica del tracciato sarà quella che porta direttamente su via Pacchiotti, fondamentale per dividere il tracciato del percorso della strada veicolare“.

IL PROGETTO “OASI TORTORELLO”

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1 COMMENTO

  1. Il commento non può che essere positivo, specialmente se si risanasse l’area attigua al percorso sullla sponda del Tortorello al momento colonizzata da sterpaglie,rovi e porcherie varie.
    Sarebbe ancora decisamente meglio se si estendesse il percorso all’interno del giardino Pachiotti per uscire all’esterno solo all’atezza dell’apertura con cancello già esistente.
    Si eviterebbe così la costruzione del tratto iniziale del percorso esterno. Tratto più stretto, costoso e rumoroso.
    Il risparmio ottenuto potrebbe essere dato in compenso alla fondazione Pacchiotti per la concessione.
    A disposizione per eventuali chiarimenti porgo distinti saluti.
    Luciano Busca

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