FOTO E VIDEO / GIAVENO, VITTORIO SGARBI SHOW ALL’INAUGURAZIONE DEL MUSEO DI ALESSANDRI

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Vittorio Sgarbi a Giaveno

di ANGELO FRANCO

GIAVENO – Domenica 12 maggio a Giaveno nella splendida cornice del Parco Comunale di Palazzo Marchini si è tenuta l’inaugurazione della sala museale dedicata all’artista piemontese Lorenzo Alessandri.

Ospite d’eccezione in memoria di un pittore straordinario ma a tratti sminuito e fin troppo poco celebrato dai grandi eventi dell’arte, e che proprio in quel di Giaveno ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni, il critico d’arte Vittorio Sgarbi: “L’ho conosciuto, sono stato a trovarlo nel suo studio e ho visto gli oggetti di una vita carica di misteri, di fantasia, di oriente. Voi oggi siete qua in questa bella giornata di sole e state per vedere quadri sorprendenti, fantasiosi, unici”, esordisce così il critico d’arte più famoso d’Italia, che ricorda Alessandri come un artista pieno di talento e al tempo stesso fastidiosamente ignorato e sottovalutato da molti critici d’arte dell’epoca, riferendosi non troppo ironicamente al cattivo operato di alcuni dei suoi “colleghi incapaci” che in passato non avrebbero riservato particolari attenzioni al lavoro dell’artista, “la critica obbedisce alle regole, mercati, musei”. A proposito del disinteresse manifestato dalla Biennale nei confronti dell’artista di Giaveno, Sgarbi emoziona il pubblico con una lettura riportante dichiarazioni originali del pittore: “Non sono mai stato invitato alla Biennale di Venezia e mai mi inviteranno, ma faccio stupendi sogni a colori tutte le notti”. Non mancano alcune note della famosa e pungente ironia del critico in merito alla Biennale: “alla Biennale partecipano soltanto due italiani, una è la Favaretto, che ha presentato una nuvola di fumo, non vi sembra una presa per il c**o?” E in tema “arte contemporanea”, sbotta: “Voi direte che uno che tira tagli ad una tela è un genio: certo, è un genio, ma anche un r***********i!!!”.

Presenti all’evento le autorità locali, il sindaco di Giaveno Carlo Giacone, la vedova Dina Foppa (che ha donato le cinquanta opere inaugurate) insieme ad un’emozionante e appassionata Concetta Leto, curatrice della mostra: “Non è semplice sintetizzare in poche parole il percorso di quasi vent’anni, l’emozione è grande e mi sovrasta, credo fermamente che ognuno di noi abbia una vocazione e una missione da compiere, la mia è anche questa, riportare la memoria a chi non c’è più ma merita di esserci ancora perché ha qualcosa da trasmettere tramite la sua arte e la sua testimonianza”. In memoria di Alessandri: “Era ed è un artista di un’originalità unica, un genio: era colto, spiritoso, poliedrico, eclettico, sensibile, profondo, sognatore, aveva settant’anni e con molta pazienza mi aveva spiegato la sua arte, opera dopo opera. Pomeriggi interi trascorsi a discutere sul senso dell’arte e della vita, rimpianti, gioie, sogni che lo avevano accompagnato, lacrime per un successo non arrivato e per la trascuratezza di una certa critica che lo aveva emarginato. Non organizzava più molte mostre perché si aspettava che qualcuno le organizzasse per lui. E perché era consapevole del tempo limitato a sua disposizione. Doveva dipingere il più possibile, doveva finire i suoi quadri, e la vita stava per finire. Negli anni in cui l’ho studiato recandomi nella sua casa museo, ho scritto articoli per diversi giornali d’arte cercando di far riemergere tutti i suoi sforzi e ho sempre avuto la chiara convinzione che ciò non potesse bastare a un personaggio così ricco e importante. Dal lontano 1996 ho cercato l’appoggio di critici d’arte e politici di spicco, perché per lui pretendevo spazi espositivi riservati solo ai grandi pittori. Ho bussato alla porta di molti, ho scritto lettere appassionate a editori e assessori, molti di questi appelli sono caduti nell’indifferenza; soltanto le ultime due amministrazioni e il noto critico paladino della pittura dipinta Vittorio Sgarbi, hanno saputo cogliere l’insistente invito a conoscere meglio questo artista. A loro e ai numerosi collezionisti va oggi un ringraziamento speciale”.

L’inaugurazione giunge al momento del taglio del nastro per mano dell’elegante vedova Dina Foppa al fianco di Vittorio Sgarbi e del sindaco di Giaveno. Segue un’interessantissima visita presso i locali dell’ex-palestra adibita a museo, un viaggio attraverso le straordinarie opere di Lorenzo Alessandri.

 

 

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