FOTO / IL 25 APRILE A VAIE E BORGONE

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di IVO BLANDINO

VAIE/BORGONE – Era il 25 aprile del 1945, quando gli alleati liberavano l’Italia dalla dittatura dal nazifascismo, questa importante data per la nostra Repubblica, segna la libertà di una Nazione oppressa e perseguitata dal potere della dittatura di 72 anni fa.

In tutti i paesi della Valsusa si stanno svolgendo manifestazioni per non dimenticare questa importante data e trasmettere alle nuove generazioni di giovani i valori della democrazia. Su questo filo conduttore, si è svolta a Vaie e Borgone questa mattina la manifestazione del 25 aprile.

La filarmonica di Vaie ha aperto il corteo partendo dal municipio con la presenza dei sindaci di Vaie e Sant’Antonino Enzo Merini, Susanna Preacco, la presidente dell’ANPI Elisabetta Serra, il consigliere regionale Antonio Ferrentino, la figura storica della resistenza in Vaie Ernesto Merini, altre autorità politiche militare e i Labari di tutte le associazioni presenti sul territorio.

Dopo la messa in suffragio dei caduti per la libertà, celebrata in chiesa dal parroco don Roberto Bertolo e animata la liturgia dalla locale cantoria, i partecipanti si sono ritrovati davanti al monumento ai caduti della guerra di liberazione, per il rito della benedizione e per ascoltare i vari interventi.

Hanno preso la parola l’assessora Monica Rossi, il sindaco Merini, la presidente Anpi Serra. Sono intervenuti i ragazzi del 5° anno scuola elementare di Vaie che, con alcuni interventi di testimonianze per la libertà ed alcuni messaggi musicali, hanno contributo a far sentire il loro “giovane ma importante” contributo per i valori di uguaglianza e ricordo della storia che mai si deve dimenticare, ma trasmettere.

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Erano presenti i neo diciottenni che hanno ricevuto una copia della Costituzione Italiana, i quattro ragazzi rifugiati richiedenti asilo che sono ospiti del Comune di Vaie e che si trovano in valle, grazie al contributo ed interessamento dell’associazione Pier Giorgio Frassati e la Diaconia Valdese “Corridoi Umanitari”.

Nei diversi interventi, sono stati sottolineati i valori della libertà non solo quella di 72 anni fa ma anche di oggi: combattere gli emergenti populismi, coloro che propongono e attuano l’erezione di muri, la chiusura delle frontiere e dell’accoglienza; è stato rivolto un appello ai molti presenti ma soprattutto ai giovani affinché sia garantita la libertà senza distinzione di razza, colore della pelle e credo religioso.

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Commovente il racconto da parte di Sara, che nel mese di febbraio ha partecipato al viaggio “Treno della memoria”, dove ha potuto visitare e rendersi conto di persona della barbaria e ferocia nazista, nel vedere i campi di concentramento soprattutto quello di Auschwitz Birkenau.

Un ricordo, una memoria, una storia, tutto questo per guardare avanti senza però mai dimenticare chi per la nostra libertà ha sofferto, ha combattuto e ha pagato con la sua vita, la libertà per noi.

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1 COMMENTO

  1. Mi commuovo sempre quando ricordo che i liberatori ci avevano liberato della casa bombardandola . Mio padre, ottimista, piangeva di gioia, ricordandoci che, per fortuna , la mucca non era morta sotto le macerie, in quanto già portata via dagli ” altri” . Però , gli avevano rilasciato regolare ricevuta.

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