FOTO / VALSUSA, LA CATTURA DI UNO STAMBECCO PER SOSTITUIRE IL RADIOCOLLARE

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DALLA CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO

BARDONECCHIA – A Rochemolles sabato 9 giugno si è conclusa nel migliore dei modi l’operazione di cattura di uno Stambecco (Capra ibex il nome scientifico) proveniente dal Dipartimento francese delle Hautes-Alpes, effettuata dagli agenti faunistico-ambientali del Servizio Tutela fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino.

L’esemplare maschio denominato “Dimanche” era stato catturato e dotato di un radiocollare per la prima volta nel maggio del 2015, quando aveva cinque anni, nella zona del Colle del Lautaretche, nel Briançonnais, segna il confine tra i Comuni di Villar-d’Arêne e di Monêtier-les-Bains. La cattura e il posizionamento del radio collare a scopi scientifici era stata effettuata dal personale di vigilanza del Parc National des Ecrins, nell’ambito del progetto di studi Alcotra Lemed-Ibex, cofinanziato dall’Unione Europea ed esteso dal Lac Léman (Lago di Ginevra) al Mediterraneo. Il progetto, a cui collabora la Città Metropolitana di Torino, prevede appunto una serie di catture per il posizionamento di collari e per l’effettuazione di prelievi genetico-sanitari su alcune centinaia di esemplari delle principali colonie presenti sul versante francese e e su quello italiano delle Alpi Occidentali. La durata massima delle batterie dei radiocollari è di tre o quattro anni: era pertanto era urgente la sostituzione della radio con un analogo apparecchio con le batterie cariche.

La cattura avviene con la telenarcosi, utilizzando un fucile lancia siringhe. L’operazione di sabato 9 giugno è stata effettuata nei pressi della diga di Rochemolles, a circa 2.300 metri di altitudine. Gli agenti faunistico-ambientali della Città Metropolitana di Torino hanno operato su richiesta del professor Luca Rossi della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino, il quale ha gestito la parte sanitaria della cattura e della successiva liberazione. A coadiuvare gli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora sono intervenuti i Carabinieri Forestali delle stazioni di Bussoleno e Bardonecchia e dueguardaparco del Parc National des Ecrins.

Lo studio degli spostamenti di “Dimanche” ha evidenziato un suo utilizzo del territorio anomalo rispetto alla consuetudine della specie, con un’elevata erraticità tra i territori alpini italiano e francese.

Come ricorda il vicesindaco metropolitano Marco Marocco (che ha le deleghe all’ambiente e alla tutela della fauna e della flora) “nel 1994 l’allora Provincia di Torino avviò un progetto di ripopolamento denominato ‘Operazione Stambecco’, che ha consentito di reintrodurre nelle nostre vallate questo splendido animale, di cui a metà anni ’90 nelle aree esterne al Parco Nazionale del Gran Paradiso erano rimasti solo pochi esemplari. Gli Stambecchi presenti una ventina di anni orsono nel nostro territorio si erano insediati nelle Valli di Lanzo, provenendo appunto dal Gran Paradiso. Oggi lo Stambecco è una presenza stabile e numericamente consistente in tutte le Alpi Occidentali”.

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2 COMMENTI

  1. Anomalo perché vaga fra francia e italia mi suona un attimino “non può passare la frontiera” spero che l’anomalo sia riferito ad altro.

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