FOTO / SCRITTE CONTRO LE FERROVIE ANCHE A BARDONECCHIA E BUSSOLENO

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Le scritte contro Rfi a Bardonecchia

BARDONECCHIA – Anche alla stazione di Bardonecchia sono comparse le scritte contro le Ferrovie, come già segnalato ieri a Susa e Bussoleno. “Rfi complice degli omicidi di frontiera” è lo strano slogan con cui è stata imbrattata la facciata della stazione.

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12 COMMENTI

  1. Si assumano le colpe tutti i buonisti pronti ad accogliere i migranti senza spiegare loro che non c’è posto, non possono attraversare i confini, nessuno li vuole soprattutto se non fanno nulla per integrarsi….i respingimenti sarebbero la cosa migliore è inutile accoglierli e poi abbandonarli a se stessi rimandiamoli a casa e aiutiamoli la!

  2. Che mentalità veramente folle e bacata!

    Seguendo il loro strampalato ragionamento, non solo le ferrovie sono responsabili, ma anche quelli che hanno prodotto i binari, quelli che li hanno posati, gli elettricisti che hanno attaccato la corrente e perfino quel maledetto che ha inventato il treno!

    Aggiungerei anche che è assassino pure quello che ha inventato barche e natanti vari, e Nostro Signore che ha inventato l’acqua, senza la quale molti migranti non sarebbero annegati durante il loro viaggio.

  3. Aiuta te stesso che ne hai più bisogno di loro.
    Dio scampi qualsiasi migrante dall’integrarsi con gente come te.
    Monsignor Vescovo Badini Confalonieri, anche senza essere un rivoluzionario, ha detto chiaramente che il dovere di integrarsi e reciproco, noi con loro e loro con noi (Susa, 22 aprile 2018, h. 19,00, in strada all’esterno della chiesa di San Francesco).
    Considerando infine che coloro che cercano di varcare i confini hanno altre mete più lontane, la pretesa di integrazione diventa ancora più assurda, o semplicemente disinformata.

    • Egr. sig. Bruno, l’argomento di questo articolo non sono i migranti, si stanno commentando le scritte contro RFI.

      Che lei difende i migranti lo sappiamo ed è liberissimo di farlo, ma questa volta provi a dire qualcosa di intelligente a difesa di chi ha fatto queste scritte del tutto insensate senza andare fuori argomento (le scritte e l’attacco a RFI).

      Cosa dovrebbero fare le ferrovie? Sospendere il servizio? Fare degli sconti? Sparire?

      Come è possibile che certa gente se la prenda anche con i sassi pur di sostenere un loro ideale, giusto o sbagliato che sia? Come può una persona intelligente condividere l’attacco a RFI?

  4. Caro signor Bruno, io sono Italiano ed ho la mia cultura ed il mio credo, dal momento che vivo in Italia non mi devo integrare a niente ed a nessuno, al massimo posso accogliere nel modo migliore (cosa che la nostra situazione economica non ci permette di fare), chi deve integrarsi sono loro, rispettando la nostra cultura, la nostra religione e le nostre leggi. Per garantire la dignità di ogni migrante la cosa migliore è aiutarli nei loro paesi impedendo così viaggi della speranza verso i nostri confini che spesso si concludono in tragedia. Non sapendo più contro chi scagliarsi si è arrivati ad accusare anche rfi, ridicolo. Se questa grandiosa Unione Europea impedisce ai migranti di abbandonare l’Italia non è sicuramente colpa di rfi, ma degli Stati che elogiano il comportamento dell’Italia nell’affrontare l’emergenza immigrazione ma al tempo stesso chiudono le frontiere.

  5. C’è anche chi non capisce le causalità e la consequenzialià della vita, tant’è che tira in ballo israele degli israeliani dopo 4000 anni, in altro post, ma non vede corresponsabilità di questo frangente, ma anzi discosta pure argomento migranti da argomento del post, che invece è molto connesso con la chiusura notturna delle stazioni. vero Sig. Emanuele?

  6. A domanda rispondo.
    L’attacco a RFI è sinceramente un non notizia, risolvibile con una mano di colore.
    Una frase non firmata, strampalata come altre anche peggiori, nulla aggiunge ad una riflessione su dinamiche mondiali ben al di sopra delle nostre visioni, spesso troppo ravvicinate e soggettive.
    La citazione del concetto di integrazione espresso dal nostro Vescovo m’era parsa, senza doverlo precisare, sufficientemente distante dall’oltraggio subito da un muro, già abbastanza lercio di suo, di una stazione che parrebbe quella di Bardonecchia.

  7. Gent.mo Uno Qualunque,
    io sono italiano, connazionale di quei quasi ottanta milioni di italiani oriundi nel mondo, figli e nipoti di almeno trenta milioni di italiani che presero la via del mare per cercare a volte fortuna e a volte di non morire di fame a casa propria.
    Tragedie ne vissero allora come quelle di oggi ma dove fu loro aperto crebbero civiltà e benessere e mai ci fu tanto progresso.
    Insieme a noi italiani per oltre un secolo migrarono, ispanici, irlandesi, polacchi, ebrei, tedeschi, svedesi, greci, turchi e molti altri popoli, al punto che si potrebbe dire che nessuno ne rimase totalmente escluso, neppure gli svizzeri.

    • Stimato Bruno, lei ha citato popolazioni di passate migrazioni portatrici di tradizioni culturali, tecniche e lavorative eccelse. Con indubbi riflessi positivi sui paesi che li hanno accolti. Ben più difficili da comprendere i presunti benefici che possano apportare all’Europa oggi popolazioni arretrate e povere culturalmente, scolasticamente, tecnicamente, con modi violenti e intolleranti e una religione opprimente, e che von arroganza pretendono siano i paesi ospitanti ad adattarsi a loro. Usi altri argomenti perché quello dei benefici all’Europa non reggono.

      • Egr. Sig. Bruno, condivido con Lei che sia una “non notizia”, man non condivido che sia solamente un oltraggio ad un muro lercio perché, pur trattandosi di poca vernice, fa emergere la mentalità violenta, radicale e boiarda di una certa parte che vuole invece fregiarsi di essere paladina dei diritti, della pace e dell’uguaglianza.

        Con riferimento al commento di Giulio, non si tratta di “tirare in ballo gli israeliani di 4000 anni fa”: la storia ha un valore inestimabile e fondamentale: ciò che è accaduto in passato risponde alle domande del nostro oggi e fornisce la stragrande maggioranza degli elementi che consentono di valutare lucidamente e correttamente le situazioni e la realtà attuale.
        Senza conoscere la storia si prendono posizioni che, sebbene mosse dai valori più alti, non possono essere considerate accettabili e conciliabili con quanto è accaduto in passato e che rende le posizioni delle parti coinvolte ben differenti da quanto possano apparire se si considerano solo le notizie di attualità.

  8. Vorrei citare al Sig. Pero, oltre alla verità storica che giustamente Emanuele rivendica come valore inestimabile e che potrà indagare con suo comodo sui libri di storia, anche alcuni spunti letterari per meglio collocare “l’eccellenza culturale, tecnica e lavorativa” di quanti migrarono dall’Italia e dagli altri paesi da me accennati:
    L’intera narrativa di John Fante,
    Vita di Melania Mazzucco,
    Il mondo dei vinti, Vol.1 e Vol. 2 di Nuto Revelli,
    Fontamara di Ignazio Silone.
    Lascerei per ultimo il lacrimevole e datato Dagli Appennini alla Ande di Edmondo de Amicis, racconto tra i più noti del celeberrimo Cuore.
    Spero che questi argomenti siano di suo maggior gradimento con la precisazione che non era assolutamente mia intenzione disquisire sull’arrivo o meno di presunti benefici per l’Europa, che potrebbe essere tutta un’altra storia, ma semplicemente rimarcare lo stato di necessità e di massima indigenza dei partenti di quei non lontani tempi e l’accoglienza ad essi accordata, a volte tutt’altro che istintiva, cordiale e generosa.
    P.s.
    Sui libri di storia potrà anche trovare notizie sui vergognosi cartelli “Non si affitta ai meridionali” della Torino degli anni cinquanta e sessanta in pieno boom demografico spinto dalla Fiat di Vittorio Valletta.

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