FOTO / TROVATO UN LUPO MORTO A NOVALESA

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dalla REGIONE CARABINIERI FORESTALE “PIEMONTE” GRUPPO DI TORINO STAZIONE CC-FOR DI BUSSOLENO

NOVALESA – Lo scorso 31 dicembre, in un bosco del Comune di Novalesa, è stato rinvenuto un esemplare di lupo femmina morto presumibilmente a causa di un’evidente ferita sull’arto posteriore sinistro. La carcassa, sottoposta a necroscopia presso l’Università di Torino Dipartimento di Scienze Veterinarie, ha permesso di stabilire che si trattava di un animale giovane di circa diciotto mesi morto per collasso cardio circolatorio conseguente all’emorragia.

La tipologia della lesione era compatibile con il possibile attacco da parte di un cinghiale adulto, quindi la morte dell’animale può essere ricondotta ad una causa naturale.

Sono stati effettuati prelievi di campioni biologici che permetteranno attraverso le analisi del DNA, di risalire al branco di origine di questo esemplare, che potrebbe appartenere al branco della Val Cenischia che frequenta la zona o essere un giovane animale di passaggio nella fase di dispersione che temporaneamente era presente in Val Cenischia.

La ricolonizzazione delle Alpi Occidentali da parte del lupo è in corso oramai da più di vent’anni e il primo insediamento di un branco in Valle di Susa risale al 1996, nel territorio del Gran Bosco di Salbertrand.

Dagli ultimi dati di monitoraggio raccolti nel 2017-2018 nell’ambito del Progetto LIFE WOLFALPS in tutto il territorio della Valle di Susa si stimano 5 branchi certi che, stabiliti gli equilibri nell’ecosistema in cui vivono, garantiranno una protezione di quel territorio dall’introduzione di altri branchi di lupi e manterranno quindi stabile la popolazione.

Si aggiunga inoltre che, la possibilità di incontrare un lupo rimane comunque un evento raro in quanto si tratta di un animale elusivo che tende a fuggire in presenza dell’uomo. Durante i suoi spostamenti notturni è possibile che frequenti zone di interfaccia tra bosco e centri abitati o zone in prossimità di grandi vie di comunicazione, in particolare in Valle di Susa dove la forte antropizzazione frammenta i territori dei branchi obbligandoli ad attraversare strade statali o la ferrovia.

Soprattutto durante la stagione invernale le principali prede del lupo, gli ungulati, tendono a pascolare a quote più basse. Le ore di luce sono minori e diventa maggiore quindi anche la possibilità di incontri fortuiti tra uomo e fauna selvatica compreso il lupo, che segue gli spostamenti delle proprie prede. In tali occasioni la maggiore diffusione di telefoni cellulari e dei social network aumenta la velocità di diffusione della notizia che, nel caso specifico del lupo, diventa “virale” dal punto di vista mediatico.

A tale proposito è importante ricordare che il lupo è una specie protetta e che (come nel caso di incontro con qualsiasi altro animale selvatico) è opportuno evitare di avvicinarsi o inseguire l’animale lasciandogli sempre una via di fuga. In caso poi di avvistamento su una strada a grande scorrimento, specie se di notte, è opportuno evitare di inseguire l’animale per riprenderlo o fotografarlo, soprattutto se si è alla guida di un veicolo. Oltre a comportare uno stress ed un rischio per l’animale, che cercherà di fuggire correndo davanti al veicolo, diventerà anche un grave pericolo per chi dovesse sopraggiungere in senso contrario.

Nel caso in cui venga osservato un animale in prossimità di centri abitati è necessario evitare di lasciare del cibo a disposizione.

Rimane importante segnalare gli avvistamenti documentati agli organi competenti sul territorio che si occupano del monitoraggio del lupo, quindi per qualsiasi informazione e/o segnalazione tutti i cittadini possono rivolgersi alle Stazioni Carabinieri Forestali, al personale della Città Metropolitana di Torino – Servizio Tutela Fauna e Flora e al personale dell’Ente di Gestione delle aree protette dei Parchi delle Alpi Cozie che da anni promuove serate informative in tutta la valle.

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