FRAIS: “IL COMUNE NON HA FATTO NULLA IN 6 ANNI E MEZZO, HANNO VINTO PER 6 VOTI”

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LETTERA DEL GRUPPO DI OPPOSIZIONE “LA CASA DEL COMUNE”
Buongiorno consigliere Vigliano,

riteniamo doveroso precisare alcune affermazioni che risultano sconnesse dalla realtà dei fatti, prima di congedarla insieme alla presunzione che spesso accompagna i suoi interventi pubblici.
Sembra sfuggirle – così come ad altri esponenti della maggioranza – che, a differenza del metodo personalistico che caratterizza il gruppo del sindaco, la minoranza lavora in modo collegiale.
Le posizioni espresse non sono il frutto di una singola voce, ma il risultato di un confronto costante tra consiglieri e cittadini che collaborano attivamente per opporsi con fermezza alla trascuratezza e alla deriva amministrativa che questo territorio sta subendo.
Il gruppo La Casa del Comune ha il dovere politico e morale di rappresentare i cittadini che hanno espresso la loro preferenza per la nostra lista e per la capogruppo Lucrezia Bono.
Un gruppo che non si fonda su un leader unico, ma su una pluralità di competenze e sensibilità: questa è la nostra forza, non una debolezza.
Ricordiamo inoltre che la lista La Casa del Comune ha raccolto la maggioranza dei consensi nel capoluogo, volontà poi ribaltata esclusivamente dal voto della frazione Ramats. La capogruppo Bono esercita quindi il proprio ruolo nel pieno rispetto di una larga parte della popolazione di Chiomonte, e merita rispetto istituzionale, non attacchi personali.
Proprio per questo appare quanto meno inopportuno che lei si permetta di esprimere giudizi politici e personali, considerato che la sua presenza in Consiglio Comunale non è frutto di una scelta popolare, ma di un meccanismo che ha escluso dal Consiglio il consigliere Sergio Mejer, al quale riconosciamo, pur nelle differenze politiche, un grande rispetto e dignità istituzionale cosa che non gli ha invece dimostrato il suo gruppo politico.
Con i suoi nove voti complessivi, è difficile rivendicare una legittimazione politica forte. Ancora più difficile è farlo dopo un secondo mandato in cui non si è riusciti nemmeno a raggiungere una soglia simbolica di consenso. Il “giochetto” della maggioranza ha prodotto un risultato grave: la defenestrazione di un consigliere legittimamente votato, a suo vantaggio che la popolazione aveva chiaramente escluso.
Nel merito, ogni sua affermazione continua a proporre una narrazione fuorviante, scollegata dalle decine di interrogazioni, mozioni e documenti ufficiali depositati dalla minoranza.
Tentare di piegare la realtà può essere un esercizio dialettico, ma non è corretto né serio sul piano amministrativo.
È inoltre surreale continuare a raccontare la favola dei “due gestori”, probabilmente con l’unico obiettivo di confondere i non addetti ai lavori. Il Comune non è e non potrà mai essere un gestore e non potranno mai esserci due gestori ma il fatto è che questa amministrazione in 6 anni e mezzo non è riuscita a trovarne nessuna soluzione.
Il vero punto politico è un altro, e lei lo sa bene: con milioni di euro a disposizione non siete stati in grado di produrre un progetto serio, destagionalizzato, credibile per il Frais.
Dopo sei anni e mezzo:
non esistono aree sciabili approvate;
non esiste una visione strategica;
avete brancolato nel buio, e continuate a farlo;
avete perso 3,5 milioni di euro e altre opportunità decisive;
avete lasciato il Frais chiuso, spesso anche in presenza di neve.
Su quasi 35 milioni pare non ci sia nulla tranne una stazione a Cippato non voluta per la frazione Frais
Colpisce che, dall’alto di una legittimazione elettorale così debole, lei preferisca attaccare la capogruppo anziché spiegare alla cittadinanza le scelte sbagliate, i fondi persi e sei anni e mezzo di immobilismo.
Molte delle iniziative di cui il Comune continua a vantarsi – sempre lo stesso elenco ripetuto da sei anni – sono in realtà merito di associazioni, volontari e singoli cittadini, non dell’azione amministrativa.
Ci rammarica solo una cosa: che invece di una riflessione seria sul denaro sprecato, sulle piste chiuse, sul declino del Frais e sullo stato del paese, si preferisca trattare i lettori come ingenui, distogliendo l’attenzione da un bilancio amministrativo che definire fallimentare è ormai un dato oggettivo.
Il nostro consiglio è semplice: riflettere sul vostro operato, smettere di accampare scuse e di puntare il dito.
La situazione del Frais, di Chiomonte, della piazza, delle attività che chiudono, dovrebbe essere l’unica vostra preoccupazione.
Davanti a una parte consistente della popolazione chiomontina che ha votato la lista guidata dalla capogruppo Bono, il rispetto istituzionale che Le riconosciamo tutti noi è qualcosa che dovrebbe avere anche lei.
La casa del Comune

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6 COMMENTI

  1. Chiara, precisa, professionale. Avanti così, la maggioranza deve farsene una ragione. LA CASA DEL COMUNE C’È E CI SARÀ.

  2. Ma andate a raccontarla ad altri la storia che non avete amicizia con i Cerutti!!
    Grazie a questi soggetti che il Frais, Chiomonte son bloccati da anni.
    Per decenni han fatto bello e brutto tempo a loro piacimento.
    Continuate come gruppo ad appoggiarli e non sapete che i Cerutti…………….
    La Bono cerca solo di entrare in politica regionale, di Chiomonte se ne frega! Aprite gli occhi!!

  3. Colpa mia …colpa tua…colpa tua …colpa mia …e su dai, invece di perdere tempo con articoli di qui, articoli di la’, ma fate qualcosa di costruttivo per Chiomonte, Frais e Ramats ….prima che tutto diventi ” paese fantasma ” !!!! …Un plauso per tutti quelli che tengono duro perché evidentemente ci tengono al paese e alle sue frazioni !

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