FRANA DI BUSSOLENO, 120 SFOLLATI: “UN DISASTRO ANNUNCIATO, CI SONO COLPE GRAVI”

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di FRANCESCO RICHETTO (CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE)

BUSSOLENO – Tanto tuonò che piovve. Non ci sono parole per descrivere la rabbia e il dolore di chi con questa frana ha perso tutto. La casa, una vita di sacrifici, la terra in cui ha deciso di vivere e in cui è nato. Non ci sono parole per descrivere la paura o meglio il rischio che centinaia di abitanti di Bussoleno hanno corso ieri nella giornata di giovedì 7 giugno 2018. Un cambio delle precipitazioni, lo stesso fenomeno di notte e avremmo contato i cadaveri oltre che i danni.

Da subito sono corso verso la montagna, nel fango, insieme a tutto un paese che si è ripensato comunità, fragile. Persone gravemente malate evacuate con le bombole di ossigeno e gli occhi in lacrime per avere perso tutto. Famiglie in strada, con la loro dignità davanti alle macerie e al fango. Potremmo dire che questa è una calamità naturale, un disastro, una sciagura. L’ennesima sfortuna capitata alla valle di Susa dopo gli incendi.

Non è così, la frana di ieri è la cronaca di un disastro annunciato, a partire dagli incendi, ma almeno da un mese con la riapertura del conoide di via San Lorenzo. O meglio rio San Lorenzo, come molti abitanti già avevano ribattezzato la via. Il vicino sottopasso di via Battisti con i suoi allagamenti era ritornato protagonista ad ogni pioggia e i sacchetti di sabbia davanti ai cancelli a testimone di una paura che abbiamo visto non essere poi così infondata. Il fuoco, il terreno che si mineralizza, che non assorbe più le precipitazioni. La montagna che frana.

Ci sono delle colpe, gravi, delle inadempienze. Si poteva evitare o sicuramente prevedere quanto successo. Tutto il paese si era mobilitato con gli occhi rivolti in alto ad ogni pioggia. Non è stato un fulmine a ciel sereno. Chi poteva intervenire, da Torino non lo ha fatto, sopralluoghi e promesse della regione che non sono serviti a nulla. La montagna è crollata e oggi si contano milioni di euro di danni. Come dicevo sopra per una fortuita casualità non si contano i morti. Ma la Regione Piemonte sapeva e Chiamparino ha fatto le sue scelte. “Costruiremo la Torino Lione o dovrete passare sul mio cadavere”.

Per adesso passiamo sul fango e le macerie. Il “dossier via San Lorenzo Bussoleno” era ben chiaro sul suo tavolo. Non mi sento dunque di giustificare nessuno, ci sono dei colpevoli e tutti sanno dove guardare. La solidarietà istituzionale oggi serve a poco. Servono scelte e azioni. La popolazione e tutti i volontari accorsi le hanno fatte, sono a lavorare nel fango. Loro, la politica dei palazzi oggi ha guadagnato un’altra sfiducia sul campo e tutto il nostro disprezzo.

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6 COMMENTI

  1. Gent.mo Luca,
    senza parole è la condizione ideale per aiutare a spalare fango con più efficacia, grazie per la Tua disponibilità.

    • Facendo molto volontariato il problema non mi si pone , ma certe affermazioni puramente polemiche è sempre sui soliti temi detto da chi poi tav la usa per andare a Roma…. mi fanno alquanto fastidio… alla faccia della coerenza…

  2. Trovo che ci siano riferimenti completamente inadatti. Ti seguo volentieri ma questo articolo lo trovo fuori luogo. Di sicuro la colpa è si qualcuno ma mettere di mezzo una battuta fatta sulla Tav in un altro contesto in questo contesto, non mi sembra una gran mossa.

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