GIAVENO, ATTENTI AI BOCCONI VELENOSI CONTRO I CANI

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di LUCIANO DI SONDRIO

GIAVENO – Nella mattinata di lunedì 24 maggio sono stati rivenuti, in zona via Reguzzoni, numerose esche velenose sparse su suolo pubblico. Fabrizio D. come ogni mattina stava passeggiando con il suo cane, che ha annusato segnalando la presenza di un frammento, fortunatamente non ingerito. Il cittadino capendo la gravità e il rischio dei prodotti rinvenuti si è subito prodigato per allertare le forze dell’ordine, nonché altri passanti che stavano sopraggiungendo con i loro cani, come lo stesso sottolinea: “Non potevo lasciare il pericolo sul posto per cui mi sono munito di paletta, sacchetto e guanti, provvedendo a raccogliere tutto il materiale visibile e consegnandolo ai vigili urbani. Nel frattempo ho avvisato altre persone che stavano transitando con i loro cani affinché non passassero di lì suggerendo di prestare attenzione. Questa strada è un crocevia di passaggio, io stesso porto il cane più volte al giorno e di sera è difficile con il buio accorgersi di questi pericoli, con il rischio di morte dell’animale”.

Le esche sono state composte con del materiale rodenticida, che non andrebb mai sparso sul luogo pubblico né tantomeno in presenza di animali, nella maggior parte dei casi si tratta di dicumarolici ovvero ad attività anticoagulante, con conseguenze altamente tossiche per tutte le specie, persino per avvelenamento secondario, inoltre vi sono tipologie ad uso esclusivamente professionale che purtroppo sono vendute anche online. Non sono da escludere neppure i rischi per la salute umana, in quanto oltre ad essere appetibili per gli animali, per i loro colori attraenti potrebbero essere raccolti e maneggiati dai bambini. Specifiche Ordinanze del Ministero della Salute vietano espressamente l’impiego di esche rodenticida libere e sanciscono che le operazioni di derattizzazione in luoghi pubblici devono essere eseguite da ditte specializzate, con adeguata segnalazione e successiva rimozione, oltre al fatto che le esche devono essere collocate all’interno di contenitori protetti e non facilmente rimovibili. L’abbandono di questi rodenticidi al suolo costituisce inoltre fonte di inquinamento ambientale.

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1 COMMENTO

  1. Siamo ancora alle prese con questi riprovevoli e indegni gesti? Sarebbe ora che chi di dovere prendesse i giusti provvedimenti.

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