GIAVENO, BUONE NOTIZIE: TROVATA UNA CASA PER ROSARIO E SUO FIGLIO DISABILE

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Gentile Direttore,

in merito al caso del nucleo familiare del sig. Rosario e di suo figlio,di cui avete scritto nei giorni scorsi sul vostro quotidiano online, come Sindaco di Giaveno e Presidente dell’Unione dei Comuni Montani Val Sangone, desidero rendere note alcune precisazioni, affinché i lettori possano comprendere meglio.

Innanzitutto mi dispiace di questa situazione famigliare, ma desidero comunicare che questo caso è seguito dai servizi sociali dell’Unione Comuni Montani Valsangone fin dall’anno 2003 e a tutt’oggi anno 2019. Le nostre azioni in merito si sono sempre seguite con coscienza e buon senso,nel rispetto alle normative e ai regolamenti che ci permettono di aiutare le persone in difficoltà.

Al momento ci risulta che Rosario abbia trovato un alloggio adeguato alle sue richieste e necessità; le Assistenti Sociali hanno provveduto a garantire, economicamente, che egli possa entrarvi entro fine mese. Ha quindi ottenuto regolare contratto, grazie al lavoro portato avanti dagli uffici competenti nel tempo.

Per quanto riguarda la casa popolare, risulta dagli uffici competenti, che il sig. Rosario non abbia mai fatto domanda, e se non si fa domanda la casa non può essere assegnata. In ogni caso, anche se la facesse ora, vi sono delle tempistiche e delle graduatorie da rispettare. Ricordo che le case popolari di Giaveno non sono del Comune, ma di proprietà dell’ ATC Agenzia Territoriale per la Casa di Torino, ente preposto a gestire tali immobili.

Mi dispiace ancora che le cose dettate in questo articolo possano mettere in dubbio la serietà, il lavoro e l’impegno degli Amministratori e anche degli uffici e dei loro dipendenti che trattano la materia Assistenza con grande preparazione e professionalità,da sempre attenti a tutte le situazioni di disagio o di difficoltà delle persone e delle famiglie.

Non sono d’accordo a strumentalizzare questi argomenti così privati e delicati per campagna elettorale.

La prassi prevede come sempre di gestire tutte le richieste fatte dai cittadini con la delicatezza, la sensibilità e il diritto alla riservatezza che richiedono situazioni fragili, con la presenza di soggetti minori. E questo lo si fa con i competenti uffici e servizi, che sono appunto dedicati ad operare con le necessarie competenze e gli strumenti giusti.

Ci vuole delicatezza e sensibilità ad affrontare queste situazioni, e bisogna attenersi alle leggi in materia e ai regolamenti che l’Unione si è data per evitare abusi. Ogni persona che si presenta con un problema viene ascoltata, accolta, e seguita in un percorso adatto alla situazione del singolo o del nucleo familiare, vengono fatti progetti specifici ad ogni caso. Non è certo “sbattendo i problemi in prima pagina” che poi le cose si risolvono magicamente.

Grazie alla redazione di Valsusaoggi, grazie alla solidarietà dei cittadini di Giaveno. Grazie all’Assessore al Sociale Enza Calvo.

Grazie a chi poi veramente ha risolto il problema e mi rivolgo a tutto il personale del servizio socio assistenziale dell’Unione che sempre ha operato e continua ancora ad operare con correttezza e professionalità.

Ringrazio anche il consigliere comunale che a pochi giorni dalle elezioni si è preso a cuore questo caso, ma non è sbattendo i problemi di una famiglia in prima pagina che si risolvono le cose e si vincono le elezioni.

I nostri migliori auguri al Sig. Rosario e a suo figlio, che possano con questa soluzione trovare un po’ di serenità..

Il Sindaco di Giaveno e Presidente Unione Comuni Montani Val Sangone

Carlo Giacone

 

RISPONDE IL DIRETTORE DI VALSUSAOGGI

Siamo contenti che – a seguito dell’articolo pubblicato dal nostro giornale martedì 21 maggio – il sindaco ci comunichi che il problema di Rosario sia stato risolto. Speriamo che questa buona notizia sia soltanto la prima di una lunga serie per la vicenda di quest’uomo e di suo figlio.

Ringraziando il sindaco per averci comunicato questa informazione, non siamo però d’accordo con gli accostamenti legati alla campagna elettorale, se sono collegati all’articolo in questione. Siamo invece d’accordo con il sindaco sul fatto che queste vicende non vadano strumentalizzate: infatti sul giornale questo non è avvenuto.

Quell’uomo, Rosario, ci ha messo la faccia ed era disperato. Non è candidato da nessuna parte, grazie al Cielo non tutto il mondo ruota attorno alle elezioni di Giaveno e alla politica del consenso. Ci sono cose più importanti: la casa, la famiglia, la dignità.

E’ vero che Rosario ha segnalato il caso a un consigliere comunale che è candidato, ma d’altronde a che cosa serve un politico, se non si attiva per questi problemi? Come dimostra lo stesso sindaco nella lettera, il Comune e gli altri enti si sono adoperati per risolvere il problema, ma non certamente per fini elettorali. Ci sono, appunto, cose più importanti.

Tale appello disperato è arrivato al nostro giornale perché Rosario temeva di “perdere” suo figlio nel caso in cui fosse rimasto senza un tetto tra pochi giorni: non gliene frega di un voto in più o in meno per una o l’altra lista. Gli interessava avere una casa dove dormire.

“Sbattere i problemi in prima pagina”, al contrario di ciò che sostiene il sindaco, invece serve proprio a risolvere i problemi. Questa è la prova: il caso di Rosario. Ma è solo il primo esempio di una lunga lista: penso ad esempio a nonna Maria, invalida di Susa che era costretta a vivere all’ultimo piano di una casa popolare. Proprio grazie all’aver reso noto il problema tramite ValsusaOggi, la politica e gli enti competenti si sono attivati risolvendo la situazione.

I giornali, i mass media servono a questo: a sensibilizzare chi si occupa della “cosa pubblica”, a far sapere le cose ai cittadini.

Così come per Rosario: in un sol giorno si è attivata una grande catena di solidarietà e grazie alla pubblicazione della notizia, da parte degli enti preposti è arrivata una notizia che quel povero uomo attendeva disperato.

Per Rosario l’importante era trovare una nuova sistemazione entro fine maggio, visto che il proprietario gli aveva comunicato che la casa dove viveva era stata venduta e che doveva andarsene. Poteva essere fine maggio o fine dicembre, poco importa che si voti a Giaveno tra qualche giorno: l’importante era garantire un tetto a lui e suo figlio, e non abbiamo dubbi che gli enti preposti – come giustamente scrive il sindaco – si siano attivati in tal senso.

E’ questa la principale funzione del nostro modo di intendere il giornalismo: rendere pubblico, pubblicare, dare voce a chi non ce l’ha e migliorare le cose, nel nostro piccolo mondo di provincia. E’ questa la nostra forza, il nostro valore. 

Non si tratta di un mestiere, ma di una missione, un servizio a favore dei lettori, gli unici padroni del nostro giornale.

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3 COMMENTI

  1. ha ragione il direttore, purtroppo certi problemi si risolvono solo “sbattendoli ” in prima pagina, ( visto che il caso era seguito dai servizi sociali dal 2003) e sono convinto che se non ci fossero state le elezioni, il caso, nonostante la prima pagna NON sarebbe stato risolto.

  2. Invece a mio avviso è pura campagna elettorale. Casi come questo e forse anche peggio in valle è pieno e nessuno ne parla. Sono contento che la situazione sia risolta.

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