GIAVENO E LA BIMBA DISABILE RIFIUTATA / IL COMUNE E IL CENTRO ESTIVO SI DIFENDONO IN CONFERENZA STAMPA: “SIAMO STATI VITTIME DI CALUNNIE”

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di JAKOB HILFIKER

Il caso sollevato dal quotidiano ValsusaOggi sulla piccola Sara, la bambina di 11 anni rifiutata dal centro estivo che ha sede nella scuola elementare Anna Frank, e una piscina privata di Giaveno, fa ovviamente discutere.

Ed Il Comune ha indetto giovedì pomeriggio una conferenza stampa, a cui hanno partecipato il sindaco Giacone e gli assessori Cataldo, Carbone e Barone, per rispondere “a quella mancanza di comunicazione” che, come ha dichiarato il sindaco “è mancata tra problema e istituzioni”. Alla conferenza stampa era presente anche il padre della piccola, che ha lanciato un appello a favore delle persone con disabilità, per sensibilizzare la popolazione: “Non è possibile che nel 2015 quando vado in giro con mia figlia devo preoccuparmi che i locali siano in grado di accoglierla – ha detto il padre – basta una passerella!”.

LA QUESTIONE DEL CENTRO ESTIVO

A inizio di giugno, l’Estate Ragazzi organizzata nei locali della scuola Anna Frank non ha ritenuto opportuno far aderire la bambina in sedie a rotelle. Perché? “Si è ritenuto di non farla aderire a un progetto in cui le attività motorie quali esercizi e danze formavano una parte preponderante del programma – hanno detto i gestori dell’associazione “Arte in movimento”, che si occupa del centro estivo – per seguire ragazzi con disabilità motorie è prevista la presenza di personale altamente specializzato, che non è stato  possibile reperire, a causa del poco tempo rimasto”. La giunta comunale ha inoltre precisato che il centro estivo della scuola Anna Frank non riceve finanziamenti, ma ha a disposizione per le attività i locali della scuola. “Il centro estivo del comune è alla Crolle – ha dichiarato l’assessore Anna Cataldo – ed è provvisto del personale e delle strutture idonee ad accogliere persone con handicap”. Peccato che a giugno non ci si possa più iscrivere: “Le iscrizioni sono state raccolte nei mesi di dicembre e di maggio – ha affermato l’assessore – e noi non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di iscrizione dalla famiglia della bambina”. Su questo punto, la famiglia di Sara ha spiegato il motivo all’assessore: “La famiglia ha dichiarato di aver ricevuto a suo tempo l’informativa sul centro estivo di la Crolle – ha aggiunto la Cataldo – ma in quei mesi non era ancora sicura di poter partecipare al centro estivo del Comune”. “Per tutta la vicenda di Sara siamo stati vittime di calunnie infondate – hanno detto il sindaco e gli assessori – ci dispiace che delle polemiche su Facebook mettano in cattive luce il nostro operato. Il comune di Giaveno è ed è sempre stato molto sensibile a certe tematiche”.

LA QUESTIONE DELLA PISCINA 

Durante la conferenza stampa i toni si sono accesi quando si è parlato invece del caso della piscina di Selvaggio. Dal Comune hanno ricordato la versione data dal gestore dell’impianto. Sara è stata accompagnata dalla mamma e dalla sorella a Selvaggio per trascorrere una giornata in piscina ma si è vista rifiutato l’accesso allo stabile. “Alla richiesta di spiegazioni per un simile rifiuto, la proprietaria della piscina, privata, in quanto rientrante nelle strutture di un maneggio, si è giustificata con il fatto che, mancando le attrezzature e il personale idoneo all’accoglimento di disabili, non si voleva assumere la responsabilità della sicurezza di una bambina” hanno ricordato in conferenza stampa. Ma questa giustificazione non è ritenuta accettabile dal papà della piccola, che si è indignato: “I gestori della piscina in questo caso ha avuto poca umanità” ha detto.

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