GIAVENO E LA RESISTENZA: EMOZIONANTE L’INCONTRO CON CERVI

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di LUCA CALCAGNO

GIAVENO – Un Adelmo Cervi battagliero, quello che giovedì 5 aprile a Villa Favorita ha incontrato i giavenesi in un incontro promosso dal Comune e dall’A.N.P.I. locale. “La nostra è la Costituzione migliore del mondo e si ispira ai principi della Resistenza – ha affermato – e chiedere che venga rispettata è la nostra arma migliore per creare maggio giustizia”.

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A introdurlo il Sindaco Carlo Giacone, che si è detto entusiasta di poter avere la presenza di Cervi a Giaveno e il Consigliere delegato alla Cultura Edoardo Favaron, anch’egli contento di far incontrare ai giavenesi una testimonianza d’eccezione con la Storia.
Anche il vicepresidente dell’A.N.P.I locale, Maurizio Arnaud, ha preso la parola, ricordando che “il fascismo è un mostro strisciante, che oggi si annida nei muri e nella discriminazione”. A lui è seguito l’intervento della presidente Liliana Giai Bastè, che ha ringraziato Cervi, leggendo la poesia La madre di Piero Calamandrei dedicata alla nonna di Adelmo, Genoveffa Cocconi.

Cervi ha subito spiegato il suo modus operandi: “Io parlo, ma non vi fate problemi ad alzare la mano e intervenire. Non aspettate che abbia finito, perché non finiscono mai. E non vi preoccupate di farmi
perdere il filo, perché ne ho tanti di fili”.
Cervi ha poi sottolineato l’importanza di conoscere e tramandare i valori della Resistenza, a partire da uno studio approfondito delle vicende della Seconda Guerra Mondiale nelle scuole. Dopo alcuni
filmati, di cui uno ha riproposto la vicenda dei sette fratelli Cervi, l’Assessore Anna Cataldo ha prestato la voce per la lettura di diversi brani dal libro di Adelmo, Io che conosco il tuo cuore, da lui in seguito commentati e contestualizzati.
“Ci sono molte vie e piazze dedicate ai sette fratelli Cervi – ha osservato Adelmo – ma non leggo la dicitura partigiani. Così quando chiedono chi erano, la gente pensa addirittura a personaggi del
Risorgimento!” un suggerimento sulla toponomastica?

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