GIAVENO E L’ALLUVIONE DI NOVEMBRE 2016: “DOVE SONO GLI AIUTI REGIONALI?”

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di JESSICA VALERIANO

GIAVENO – Nel consiglio comunale di ieri a Giaveno, a seguito della presentazione del “Documento Unico di Programmazione” (DUP), è emerso il problema dei fondi regionali che sarebbero dovuti arrivare dopo l’alluvione dello scorso 25 novembre. Daniela Ruffino ha domandato all’assessore competente per quale motivo questi fondi regionali non siano poi arrivati al Comune di Giaveno.

L’assessore Carbone ha spiegato che all’incontro tenutosi in Regione, era stato detto che la somma disponibile era di 56 milioni di euro, tutti orientati verso altri Comuni. I soldi con cui il Comune ha fatto fronte alle conseguenze dell’alluvione erano in parte fondi ATO (destinati originariamente alla cura dei fiumi) e in parte soldi provenienti dai fondi comunali.

Sono emersi due casi – in particolare – nei quali sarebbe necessario intervenire il prima possibile: il primo, presentato dal capogruppo dei Cinque Stelle Federico Giovale Alet, è quello della scuola Monte di Pontepietra. Giovale Alet ha chiesto se fossero previsti interventi, in quanto dei recenti controlli hanno evidenziato alcune criticità.

Carbone ha risposto che “la scuola è una vecchia costruzione, ed è presente una tubatura della fognatura che ha problemi ogni volta che ci sono precipitazioni più violente del normale. Su questa problematica sta già intervenendo la Smat. Un altro problema è l’umidità presente nella scuola, causata, come spiega Carbone, “dalla vicinanza dell’edificio alla riva del fiume”.

Per far fronte alle criticità evidenziate dai controlli, occorre trovare una soluzione tecnica, e finché tale soluzione non sarà trovata, non si può parlare né di tempi né di cifre.

La Ruffino ha invece chiesto che tipi di interventi si possono fare riguardo alle case dei privati cittadini danneggiate dall’alluvione. “La situazione è in stallo, in quanto il Comune sta cercando di addossare la responsabilità della frane agli enti che si sarebbero dovuti occupare della pulizia dei fiumi”, conclude Carbone.

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