GIAVENO, ECCO TUTTI I PROGETTI REALIZZATI NEL SOCIALE DALL’UNIONE MONTANA VAL SANGONE

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Grazia Gerbi

di GRAZIA GERBI (ex assessore alle Politiche Sociali dell’Unione Montana Val Sangone)

GIAVENO – A completare il lavoro svolto presso l’Unione Montana Val Sangone fino alle dimissioni dalla giunta della sottoscritta e per fare il punto della situazione, ho pensato fosse utile, se non addirittura indispensabile, trasmettere un resoconto sintetico delle principali cose fatte e impostate nel campo d’azione assegnatomi.

Subito dopo l’insediamento mi sono occupata di far rientrare in sede l’impiegata amministrativa che era stata spostata a Sangano, nell’intento di costituire nuovamente un ufficio di segreteria in loco in grado di seguire in modo diretto tutte le attività dell’ente. L’idea a cui ci siamo ispirati era quella di ricostituire un gruppo capace di lavorare insieme in modo sinergico ed integrato. L’ufficio amministrativo, approfittando della necessità di ricollocare una dipendente ad altra mansione, è stato successivamente integrato con una nuova figura alla quale è stato affidato il compito di occuparsi del protocollo e in seguito il caricamento del SIA/REI.

Ad oggi i progetti caricati sono poco meno di 200 e vi assicuro che per ogni pratica il lavoro è tutt’altro che banale.

È stato riaperto lo sportello sociale (patronato) a cui i nostri utenti, ma non solo, possono rivolgersi direttamente dopo essere stati ricevuti dalle sociali. Inizialmente l’attività è stata gestita in convenzione con l’Acli, successivamente con un patronato di Giaveno. Lo stesso spazio è occupato dallo sportello forestale, anche questo un servizio che è stato riaperto. Sono stati risistemati gli uffici, collocando all’ultimo piano tutta l’area sociale, le tre responsabili e tutti gli altri operatori. Questa cosa ci ha consentito una maggiore comunicazione ed ottimizzazione delle risorse. É stato predisposto l’iter per riconoscere alla Croce Rossa un contributo a fronte del quale si stilerà un protocollo d’intesa, atto per garantire le attività di supporto per gli indigenti quali i trasporti sanitari ecc., ed è stato creato un tavolo di concertazione di tutte le associazioni che si occupano di distribuzione dei pacchi alimentari in Val Sangone, cosa che consente di evitare abusi e collaborazioni per casi particolari.

Il servizio di assistenza domiciliare è stato dotato di un ufficio, con spazio per le riunioni organizzative settimanali, ed è stato anche sistemato l’archivio. Si sono ricavati alcuni posti auto presso Villa Favorita e all’esterno del muro di recinzione, anche grazie all’autorizzazione rilasciataci dal Comune di Giaveno. Prima gli operatori prendevano servizio a Villa Favorita, ma poi dovevano andare a piedi a recuperare le vetture alla scuola Gonin, il che ovviamente provocava ritardi.

In questi 4 anni abbiamo adottato un programma di sostituzione degli strumenti informatici, ormai vecchi e poco efficienti; si è cambiato sistema operativo in modo che l’Unione e quasi la totalità dei Comuni potessero dialogare direttamente e anche da remoto, sopratutto con quelli che mettevano a disposizione il loro personale a supporto delle attività dell’ente di Valle. Abbiamo inserito il programma per la gestione di tutte le cartelle sociali che ora sono informatizzate e aggiornate in tempo reale.
Si è chiuso il vecchio consorzio socio-assistenziale “Casa”, che risultava ancora attivo dal 2011, anno in cui il servizio era stato delegato all’Unione dei Comuni: un’operazione complessa, alla quale ha lavorato attivamente anche l’ex presidente, allora sindaco di Trana, Ezio Sada. Questa operazione è stata possibile poiché si è svolto un importante lavoro di ottimizzazione delle spese e di recupero crediti con la Regione Piemonte, che ci ha portati a realizzare un risparmio di più di 200 mila euro. Somma necessaria, senza la quale questo ente non si sarebbe potuto estinguere.

È stata realizzata e predisposta la concessione sul Cst di Giaveno, che operava senza le previste autorizzazioni. Un progetto andato in appalto con una base d’asta di 180 mila euro, concluso con 450 mila euro di investimento a fronte di 20 anni di gestione. Il sevizio ora dispone di tutte le autorizzazioni necessarie al funzionamento, ha implementato le sue attività e ha reintrodotto i soggiorni marini per gli utenti, oltre a servizi di consulenza medica di supporto alle famiglie e fisioterapiche per gli utenti. Vengono inoltre gestiti laboratori aperti all’utenza esterna, oltre che con le scuole del territorio, perché fare integrazione è anche questo.

La concessione, gestita in sinergia con l’Asl, ci ha consentito di disporre la fatturazione separata. Il 70% all’ASL ed il 30% a noi. Questa manovra ci consente di non andare più in anticipazione di cassa, risparmiando risorse che prima servivano per pagare gli interessi passivi.

Si sono trasformati gli inserimenti alternativi al sussidio economico in progetti REI/PAS. Cosa che ci ha consentito di stilare, per ogni soggetto assistito, progetti individuali, producendo anche un notevole risparmio per i Comuni, che potranno, se lo vorranno, reinvestire le loro risorse a sostegno di altri soggetti, aumentando così la risposta assistenziale. Sempre con i progetti Rei siamo riusciti ad assumere una assistente sociale a tempo pieno, con contratto determinato fino a 36 mesi.

Questa unità è pagata con fondi dedicati, trasferiti dallo Stato. È stato predisposto l’iter amministrativo per procedere all’assunzione di una seconda assistente sociale a tempo determinato, regolarizzando sotto l’aspetto amministrativo anche questo aspetto.

È stato gestito il passaggio dal distretto di Rivoli a quello della Valle di Susa, con la quale si è avviato, secondo quanto previsto dalla legge regionale, l’accorpamento dei 2 enti gestori socio-assistenziali, che dovrebbe avvertire dal 1 gennaio 2019. Con questo passaggio e grazie all’ottimizzazione delle risorse finanziarie e di personale, si potranno migliorare le attività e ridurre i costi a carico di ogni ente.

Abbiamo approvato una delibera di implementazione dell’appalto di assistenza domiciliare territoriale attraverso un accordo con il Conisa: questo ci consentirà di poter aumentare le risposte sul territorio, sia come numero di utenti che di ore di attività senza un aggravio di costi. Il nostro personale verrà riconvertito in attività di sportello anche in collaborazione con l’AslTO3, percorso già avviato e non ancora attuato.

Sulla questione del Colibrì, si è avviato l’iter che ci porterà a stabilizzare anche questo servizio tenendo conto della modifica delle condizioni di salute degli attuali utenti. Ricordo che la comunità era stata trasferita “temporaneamente” nel 2011 alla Polveriera di Sangano per la subentrata inagibilità della vecchia casa-famiglia. Su questo argomento si è già detto tanto, spesso anche fuori contesto, per cui mi limito a dire che si era concordato di impostare le procedure per la costruzione di una Raf. Ma grazie all’entrata in vigore della Dgr regionale n˙8 del maggio scorso, abbiamo  iniziato a lavorare ad un avviso pubblico per i tre settori al fine di aprire, in Valle, due gruppi appartamento da cinque soggetti l’uno, in grado di ospitare ragazzi più o meno gravi.

In questo modo i due obiettivi che ci eravamo dati verranno raggiunti: tenere insieme i ragazzi e continuare a dare il servizio in Val Sangone, mantenendo i giovani vicini alle loro famiglie ed a tutte le attività e contatti fino a qui creatisi. Avviso a cui la responsabile sta lavorando in stretto contatto con i tecnici del Conisa e che credo sia pronto a breve. Esso includerà nelle possibili soluzioni anche la struttura di proprietà dell’Unione, di via Pinerolo a Sangano.

Abbiamo riattivato l’iscrizione al Coordinamento dei Consorzi, un tavolo di lavoro che ci ha permesso di restare in costante contatto con tutti i soggetti che si occupano di socio-assistenziale nella Regione Piemonte, essendo informati su tutte le novità e le criticità che via via si presentano.

Abbiamo ottenuto i seguenti finanziamenti:
– Progetto piano locale giovani, che ha coinvolto moltissimi ragazzi della valle che svolgono attività di animazione presso i propri comuni. È stato organizzato un percorso/soggiorno formativo, al termine del quale si è rilasciato un attestato, utile per le selezioni di personale per le estate ragazzi o attività di animazione giovanile.
–  Progetto europeo di assistenza domiciliare innovativa, che prevede l’introduzione di assistenti di borgata e/o condomini, oltre ad avviare un’attività di trasporto alternativo. Progetto elaborato con le valli del Pinerolese e della Val di Susa.
– Progetto “I CARE” insieme alla Valle di Susa.

Tutto questo ovviamente senza tralasciare l’ordinaria amministrazione.

Abbiamo gestito l’ennesimo passaggio da un ente all’altro, da “Unione Val Sangone” ad “Unione Montana Val Sangone”, cercando di svolgere questo complesso iter burocratico senza arrecare disguidi al personale. Un’attività che ha significato sia per il presidente che per la sottoscritta: non so quante ore passate di contatti telefonici con Roma, il sindacato, l’Agenzia delle Entrate, e non ho idea di quali e quanti altri enti superiori.

So che molte delle cose descritte sembreranno delle banalità, ma vi assicuro che nulla è stato banale, anzi. Ogni singola cosa, dalla più piccola alla più importante, ha richiesto centinaia di ore di lavoro, discussioni, telefonate e mail e…In ultimo è stato predisposto un protocollo d’intesa tra tutti gli enti gestori, in accordo con l’Asl TO3 per l’uso del fondo autosufficienza.

Un accordo che ci avrebbe permesso di attuare una sperimentazione, che prevedeva il sostegno diretto alle famiglie che intendevano mantenere a casa le persone in condizioni di non auto sufficienza. Questo protocollo non è stato approvato nell’ultimo Consiglio di Unione in quanto cinque Comuni su sei ne hanno chiesto lo slittamento.

Concludo ringraziando tutto il personale, che nonostante i ripetuti cambiamenti, le difficoltà le evidenti pressioni di ogni genere e tipo, ha sempre continuato ad operare attivamente, con la professionalità e la coerenza che contraddistingue degli ottimi collaboratori. È a loro che va il mio particolare saluto e la mia più profonda stima.

Come anche ai miei compagni di viaggio, grazie all’aiuto dei quali ho potuto costruire quanto vi ho segnalato. In particolare ritengo doveroso ringraziare i due presidenti con cui ho lavorato, Ezio Sada e Carlo Giacone, il Comune di Reano e Celestino Torta, che sulla questione del Conisa si è posto al mio fianco, ed in ultimo ringrazio anche il mio sindaco, che mi ha sempre sostenuta.

Un caro saluto

Grazia Gerbi

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