GIAVENO, IL CASO DELL’ISTITUTO PACCHIOTTI: “SCIOGLIETE LA FONDAZIONE E AFFIDATELO ALLA CITTÀ METROPOLITANA”

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GIAVENO – Lo strano caso dell’Istituto Pacchiotti di Giaveno.
In consiglio comunale, il 28 luglio, è stata discussa un’interpellanza presentata dal consigliere di opposizione Alberto Portigliatti. L’edificio è di fatto proprietà del Comune di Giaveno, che è il socio unico della Fondazione Pacchiotti.
Circa 13 anni fa, nel 2012, il Comune di Giaveno aveva richiesto agli altri 2 soci di recedere dalla fondazione: Casa di Carità e Comunità Montana Valsangone.
La Casa di Carità aveva ottenuto la concessione gratuita dei locali del Pacchotti, che vengono utilizzati dall’ente per la formazione professionale degli studenti.
Il tutto per mantenere l’impegno e le volontà testamentarie di utilizzare l’edificio per la formazione professionale dei giovani della zona.
Ma tale accordo – secondo il consigliere Portigliatti “Non ha tenuto conto della carenza di liquidità che si sarebbe venuta a creare per la Fondazione Pacchiotti, a causa dei mancati introiti dell’affitto dei locali. Ha di fatto tracciato una strada che presupponeva l’impegno finanziario del Comune, senza poi garantire di fatto questa obbligazione”.
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I DEBITI E I PROBLEMI FINANZIARI
Nel corso degli anni i debiti sono aumentati, “fino ad arrivare alla soglia dei 500mila euro”. Per cercare di tamponare il rosso in bilancio, il Comune è intervenuto nel tempo con dei finanziamenti e con la cessione del campo sportivo. Ma secondo il consigliere Portigliatti “La situazione non può dirsi sanata: la gestione non è in equilibrio, e le spese straordinarie necessarie per rendere l’immobile sicuro, moderno ed energeticamente sostenibile sono enormi”.
“In questo momento il Comune di Giaveno è socio al 100% della Fondazione Pacchiotti. Può utilizzare i locali a suo piacimento, ma deve accollarsi tutti i costi e far quadrare il bilancio” afferma Portigliatti “inoltre lo Statuto della Fondazione prevede una pluralità di soci, in quanto è stato redatto quando i soci erano 3, e questo alla Regione non sta bene”.
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LE RICHIESTE DELLA REGIONE PIEMONTE AL COMUNE DI GIAVENO
“La Regione Piemonte – spiega Portigliatti – nel 2014 e nel 2022 ha chiesto espressamente al Comune di ricostituire la pluralità dei soci, o di modificare lo statuto per adattarlo ad un socio unico. Oppure di sciogliere la Fondazione Pacchiotti. Non ha dato una indicazione precisa, ha dato la possibilità al Comune di scegliere tra le tre opzioni”.
In merito ai conti della Fondazione, secondo Portigliatti, “i costi superano i 200.000 euro e i ricavi si fermano a meno di 150.000, dopo che sono state firmate delle convenzioni con le associazioni di Giaveno che utilizzano i locali”.
Dal 2025 il Comune fa pagare l’affitto anche alle associazioni che utilizzano i locali (prima venivano concessi gratis).
Per quanto riguarda le “entrate”, circa 20.000 euro provengono quindi dalle associazioni, da sommare al rimborso spese da 53.000 pagati dalla Casa di Carità, e ai 70.000 euro pagati per l’affitto e rimborso spese dalla Città Metropolitana di Torino, per le aule usate dall’istituto superiore Pascal (nel dettaglio, 30.000 euro di affitto  e 40.000 euro di rimborso spese).
“Nelle nostre osservazioni – spiega Portigliatti – chiedevamo al Comune che venissero conteggiati dalla Fondazione i costi per l’utilizzo dei locali da parte delle associazioni e che il Comune se ne facesse carico – spiega – così come si facesse carico del mancato pagamento dell’affitto, valutabile in 50.000 euro circa, dei locali usati dalla Casa di Carità. Che ha dalla sua il contratto di comodato d’uso gratuito voluto fortemente nel 2012 dal Comune stesso. Comunque pur conteggiando anche questo mancato incasso, i conti non tornerebbero lo stesso”.
L’appello del consigliere Portigliatti è chiaro: “Il Pacchiotti ha bisogno di opere di restauro straordinarie per centinaia di migliaia di euro, se si ha a cuore il problema, va risolto”.
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FONDAZIONE PACCHIOTTI: SCIOGLIMENTO, SOCIO UNICO O RITORNO A 3 SOCI?
Arriviamo quindi alla questione della “messa in regola” dello statuto della Fondazione Pacchiotti, con le tre opzioni indicate dalla Regione Piemonte.
In merito all’ipotetico ritorno della Casa di Carità come socio della Fondazione, secondo il consigliere Portigliatti, “Il Comune dovrebbe trattare con la Casa di Carità. La quale in un documento del 2019 aveva posto alla Città di Giaveno delle condizioni per rientrare come socio nella Fondazione Pacchiotti, a mio parere, estremamente gravose. Quali il risanamento totale dei debiti, la realizzazione di alcune opere straordinarie e l’equilibrio della gestione: tutto questo a carico del Comune, unico attuale socio finanziatore. Una volta rientrata nella Fondazione Pacchiotti, la Casa di Carità vuole essere libera di esimersi dalla partecipazione a spese non gradite. Ma che socio è mai questo? La Città di Giaveno cosa avrebbe in più di quello che abbiamo già ora? Perché dobbiamo dividere il patrimonio con Casa di Carità, patrimonio che è attualmente consolidato al 100% nel bilancio del Comune?”.
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L’IPOTESI DI MODIFICA A SOCIO UNICO: “NON SI CONTINUEREBBE AD AVERE UN ENTE INUTILE?”
Per quanto riguarda invece la seconda opzione, ossia se il Comune scegliesse di modificare lo statuto della Fondazione Pacchiotti per rimanere socio unico, secondo Portigliatti “non si continuerebbe ad avere un ente inutile, con una gestione separata e inefficiente, subordinata all’amministrazione comunale senza autonomia finanziaria? Pur dotandola di autonomia finanziaria a carico del Comune, non sarebbe comunque un aggravio inutile di spesa?”.
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L’IPOTESI DI SCIOGLIMENTO DELLA FONDAZIONE 
La terza opzione, invece, riguarda lo scioglimento dalla Fondazione Pacchiotti, in modo da gestire l’istituto come una qualunque altra scuola di proprietà del Comune, e risolvendo così l’attuale anomalia gestionale. “Le spese rimarrebbero sempre e comunque a carico del Comune, ma la gestione sarebbe affidata al personale dipendente della Casa di Carità, ente professionalmente preparato e competente. La finalità del lascito sarebbe sempre e comunque salvaguardata dal contratto, o da un rinnovato contratto con Casa di Carità, che è l’ente sicuramente più preparato per la formazione professionale”.
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LA LEGGE SULL’EDILIZIA SCOLASTICA CONSENTE AL COMUNE L’AFFIDAMENTO DELL’EDIFICIO ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO
Per quanto riguarda l’aspetto dell’edilizia scolastica, e i costosi lavori per ristrutturare il palazzo, che risale al 1890, il consigliere Portigliatti ricorda la possibilità offerta al Comune di Giaveno dalla Legge 23 del 1996, il cui articolo 8 consente di trasferire l’edificio in uso gratuito alle province (in questo caso alla Città Metropolitana di Torino) tramite convenzione, oppure trasferirne la proprietà. Così come hanno fatto già tanti Comuni. Portigliatti non propone la cessione della proprietà del Pacchiotti, ma di trasferire l’Istituto Pacchiotti in uso gratuito alla Città Metropolitana. “Un’immobile che così può essere ristrutturato, ammodernato e reso efficiente dal punto di vista energetico, e efficace dal lato economico. Il tutto a spese della Città Metropolitana di Torino“.
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LA SOLUZIONE ESISTE, MA IL COMUNE E LA CITTÀ METROPOLITANA SONO D’ACCORDO?
“La soluzione dunque esiste – secondo Portigliatti – sciogliere la Fondazione Pacchiotti, in quanto ente inutile con un socio solo, e mantenendo le volontà testamentarie originarie, stipulando una convenzione con la Città Metropolitana di Torino”, per trasferire l’edificio in uso gratuito all’ente provinciale. Tutti gli spazi del Pacchiotti, anche quelli attualmente da ristrutturare o utilizzati per altri fini, saranno adibiti alla formazione in un edificio finalmente riqualificato, ammodernato ed energeticamente efficiente”.
La proposta dell’opposizione è chiara. Ma non si possono fare i conti senza l’oste. In primis capire se il Comune di Giaveno intende perseguire la proposta fatta dal consigliere di opposizione, ma soprattutto verificare l’eventuale disponibilità della Città Metropolitana di Torino. Che nel caso di un accordo simile, dovrebbe poi assumersi i costi di ristrutturazione dello storico edificio di Giaveno.

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