GIAVENO, IL SINDACO GIACONE ATTACCA L’OPPOSIZIONE: “FANNO SPETTACOLO, NON SANNO PIÙ DISTINGUERE L’AULA DEL MUNICIPIO DA FACEBOOK”

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GIAVENO – Dopo l’ultimo Consiglio comunale molto turbolento, il sindaco Carlo Giacone commenta lo scontro con Tizzani ed il Gruppo “Per Giaveno”. Il sindaco ritiene che l’obiettivo da parte dell’opposizione fosse quello di “nascondere una notizia che sicuramente li allarmava: lo sblocco e la possibilità di applicare l’avanzo di amministrazione, che ci consentirà di realizzare una serie di importanti opere e iniziative, che lungo quest’anno abbiamo individuato e progettato(come il parcheggio del Palazzetto dello Sport), per via dell’alleggerimento del Patto di Stabilità”.

Altro obiettivo dell’opposizione, sempre secondo il sindaco, era “tentare d’impedire l’approvazione del provvedimento cercando il rinvio, o di far mancare il numero legale”.

A proposito delle frasi pubblicate sul suo post di Facebook in cui si parla di “sistema mafioso”, che hanno fatto infuriare Tizzani annunciando querele, il sindaco ribatte “per lo spazio dato “a messaggi trafugati, della cui originalità non è certo il Consiglio a essere competente”. Un gesto per Giacone che “non è proprio il massimo della correttezza istituzionale”. “Per questo – continua il sindaco – ci riserviamo di adire alle più adeguate vie legali, per verificare fino in fondo la situazione”.

Per il sindaco, i consiglieri Tizzani, Ruffino e Mellano sono “professionisti della politica”, che hanno “ormai smarrito la capacità di distinguere tra l’Aula di Palazzo Asteggiano e l’arena dei social network”. “Arena a cui l’opposizione, che tiene sempre a portata di mano il tablet, sembra aver affidato tutte le proprie energie, aggregando – e strumentalizzando – un manipolo di fedeli seguaci pronti a riproporne i messaggi. Secondo il principio del “armiamoci e partite”, si attivano anche falsi profili o gruppi esclusivamente dedicati al linciaggio mediatico”.

“Aver ridotto il confronto tra le parti ad un inacidito duello virtuale – conclude Giacone – ha avvelenato la convivenza civile nella comunità, rendendo difficile il compito di rappresentanza di tutti proprio delle Istituzioni”.

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