GIAVENO, LO SFOGO DELLA CONSIGLIERA BECCARIA (PD): “VOGLIONO FARMI FUORI POLITICAMENTE E SOSTITUIRMI CON UN ALTRO SEGRETARIO”

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Vilma Beccaria del Pd

GIAVENO – “Nei miei confronti da quattro anni è in atto un vergognoso, amorale e disgustoso linciaggio mediatico”. Nei giorni ferragostani la consigliera comunale del Pd Vilma Beccaria si sfoga sui social network, commentando sulla pagina “Vita Giavenese” l’articolo di ValsusaOggi dedicato all’ultima approvazione del bilancio. “Sono stata coperta di m… – scrive la Beccaria – addirittura inventandosi parole mai dette durante un consiglio comunale”. Secondo la Beccaria si tratta “di una vergognosa campagna di odio scatenata nei miei confronti con più scopi: 1) screditare me e il mio partito in modo da impedirci alle prossime elezioni di contare in modo decisivo per la vittoria del candidato sindaco; 2) farmi “fuori” politicamente, per sostituirmi con un altro segretario più “gestibile” e malleabile”.

Probabilmente la Beccaria si riferisce alle polemiche nate a seguito della mozione approvata in consiglio a fine luglio, quando era assente tutta la maggioranza, sulla riduzione del suo compenso (come presidente del consiglio comunale prende 1440 euro al mese), del sindaco e della giunta.

La consigliera comunale ha commentato l’argomento anche sulle pagine di ValsusaOggi, fornendo la sua versione dei fatti sulla vicenda della conferenza dei capigruppo convocata quella stessa mattina in cui si doveva approvare la mozione: “La conferenza dei capigruppo è stata convocata per un problema di interpretazione del numero legale, valido nella seconda convocazione del consiglio. La proposta di togliere dalla mozione sulla riduzione delle indennità la parte relativa al presidente del consiglio comunale è stata fatta dal consigliere Cappuccio e dal consigliere Tizzani, ed è stata rifiutata dalla sottoscritta. Però io ho segnalato che ritenevo il testo della mozione non corretto, in quanto il presidente del consiglio comunale non era citato nella parte del programma elettorale relativo alle indennità a cui si faceva riferimento nella mozione. Non ritengo giusto questo accanimento nei miei confronti”.

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