GIAVENO, SCONTO DEL 50% PER LA MENSA SCOLASTICA ALLE FAMIGLIE CON PIÙ DI UN FIGLIO

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GIAVENO – Darà un po’ di fiato alle famiglie in difficoltà, l’iniziativa dell’Amministrazione comunale di scontare del 50 per cento dal secondo figlio in avanti il costo della mensa scolastica per le prime tre fasce di reddito I.S.E.E.: da 0 a 3.300 Euro, da 3.300 Euro a 5.500 Euro, da 5.500 a 8.800 Euro. La riduzione si applica su materne, elementari e medie. Le famiglie che beneficeranno dello sconto, circa 32 nuclei famigliari, risparmieranno sull’anno scolastico tra i 180 e i 400 Euro. In più, nonostante il provvedimento sia stato approvato a gennaio, sarà retroattivo.
È allo studio un modo per rimborsare le famiglie rientranti nelle tre fasce della differenza rispetto a quanto già pagato.
Stando alla previsione del Comune, la manovra comporterà un mancato introito stimato tra i 7.000 e i 10.000 Euro, che verranno coperti da un fondo per le famiglie in difficoltà.
Come raccontano l’assessore alla Scuola Anna Cataldo e il consigliere di minoranza Alessandro Cappuccio (CambiAMO Giaveno), l’iniziativa vede una convergenza su un problema segnalato dal gruppo di Cappuccio con una mozione. Il punto era presente alla maggioranza, che aveva già nel programma il proposito di intervenire in materia di costo delle mense.
All’inizio CambiAMO Giaveno ha chiesto un’esenzione totale per la fascia più debole e uno sconto sulla seconda. L’Amministrazione, a fronte di un bilancio che non si conciliava con l’esenzione per la prima fascia, ha proposto con un emendamento l’attuale formulazione, estendendola anche alla terza fascia di reddito. Il lavoro è stato portato avanti interfacciandosi con gli uffici del Servizio Socio Scolastico. “Come gruppo siamo soddisfatti – il commento di Cappuccio – ma vogliamo che questo non sia un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Vedremo di fare di più il prossimo anno”.
Entusiasta per il risultato anche Cataldo: “Siamo contenti, speriamo anche le famiglie. Questa iniziativa dimostra che non ci si tira indietro dal collaborare, quando si tratta del bene della cittadinanza”.

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