GIAVENO: TAGLIO DEL 30% AI COMPENSI DEL SINDACO, DEGLI ASSESSORI E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

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La Beccaria (al centro) e i consiglieri dei gruppi di opposizione (a destra)

 

di PAOLA TESIO

GIAVENO – Passa sul filo del rasoio la mozione presentata oggi da “Cambiamo Giaveno” sul taglio delle indennità a sindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. Alessandro Cappuccio ne ha illustrato le motivazioni durante il consiglio comunale di domenica 29 luglio: “Chiediamo che venga rispettata la promessa fatta dal sindaco riguardante il taglio delle indennità. La popolazione sta vivendo un periodo di crisi economica: molte persone sono senza lavoro e tante attività chiudono. Abbiamo pensato di applicare la riduzione nella misura del 30% e di utilizzare questi fondi destinandoli alle famiglie sotto la soglia di povertà e in parte per ridurre i costi del plateatico alle attività commerciali“.

Il presidente del consiglio comunale Beccaria, prima di procedere alle votazioni, ha chiesto la sospensione del consiglio e la convocazione dei capigruppo a porte chiuse e senza il pubblico presente, per tentare di evitare l’approvazione.

Da alcune indiscrezioni emerge che durante la riunione dei capigruppo, Vilma Beccaria avrebbe chiesto di approvare un ulteriore emendamento per escludere il presidente del consiglio comunale dal taglio delle indennità (ossia la sua carica). La Beccaria averebbe spiegato che nel suo programma elettorale non si faceva menzione di tale proposta. Infine, avrebbe detto che la sua indennità ha già delle riduzioni, in quanto una percentuale del suo compenso è destinata all circolo Pd di Giaveno.

Tale indiscrezione è stata smentita dalla Beccaria: “La conferenza dei capigruppo è stata convocata per un problema di interpretazione del numero legale, valido nella seconda convocazione del consiglio. La proposta di togliere dalla mozione sulla riduzione delle indennità la parte relativa al presidente del consiglio comunale è stata fatta dal consigliere Cappuccio e dal consigliere Tizzani, ed è stata rifiutata dalla sottoscritta. Però io ho segnalato che ritenevo il testo della mozione non corretto, in quanto il presidente del consiglio comunale non era citato nella parte del programma elettorale relativo alle indennità a cui si faceva riferimento nella mozione. Non ritengo giusto questo accanimento nei miei confronti”.

Nonostante le richieste il consigliere Cappuccio non ha effettuato modifiche, ritenendo che comunque anche la figura del presidente del consiglio, di fatto espressione della maggioranza, debba essere soggetta al taglio delle indennità. La mozione è passata con i voti favorevoli di Stefano Tizzani, Giovanni Mellano, Daniela Ruffino (“Per Giaveno”); Giovale Alet (“Movimento 5 Stelle”) e Cappuccio (“Cambiamo Giaveno”). Si sono astenuti invece Vilma Beccaria (Pd) e i consiglieri  Salvatore Martiniello, Saverio Scalise e Gianluca Maritano (“Progetto Giaveno”).

Soddisfatto del risultato Alessandro Cappuccio: “Siamo enormemente felici dell’approvazione delle nostre mozioni. Siamo riusciti, con non poche difficoltà, ad ottenere il mantenimento delle promesse fatte ai cittadini durante le elezioni: la riduzione delle indennità del sindaco, degli assessori e del presidente del consiglio. Il ricavato sarà messo a disposizione delle famiglie più bisognose ed utilizzato per la riduzione del plateatico delle attività commerciali giavenesi. Il lavoro non è finito, vigileremo in modo che la giunta approvi la delibera e terremo informati i cittadini. La mancata presenza della maggioranza, per la seconda volta consecutiva, dimostra una situazione preoccupante“.

 

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1 COMMENTO

  1. Buongiorno. Quanto riportato in questo articolo rispetto a quello che è stato discusso nella Conferenza dei Capigruppo non corrisponde al vero. La Conferenza dei Capigruppo è stata convocata per un problema di interpretazione del numero legale valido nella seconda convocazione del Consiglio. La proposta di espungere dalla mozione la parte relativa al Presidente del Consiglio è stata fatta dal Consigliere Cappuccio e dal Consigliere Tizzani ed è stata rifiutata dalla sottoscritta . Ho segnalato peraltro però che ritenevo tale testo non corretto in quanto il Presidente del Consiglio non era citato nella parte del programma elettorale relativo alle indennità citato nella mozione.Le richiedo di non pubblicare articoli che riportano mie dichiarazioni senza avere almeno avuto la cortesia di farmi dare la mia versione.Questo articolo è grandemente lesivo della mia dignità e del mio buon nome e non ritengo giusto questo accanimento nei miei confronti.

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