I DOCENTI DI BUSSOLENO PER LA PALESTINA: “FERMATE IL GENOCIDIO”

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BUSSOLENO – Come docenti che fanno parte di una realtà scolastica e territoriale riteniamo doveroso esprimerci a sostegno della popolazione palestinese ed esortiamo il nostro governo a prendere posizione e ad adoperarsi attivamente per far rispettare i valori espressi dalla nostra Costituzione.

In quanto comunità educante, chiamata a formare la coscienza civica delle nuove generazioni, non possiamo restare in silenzio di fronte all’oppressione e alle feroci violenze subite dalla popolazione civile palestinese da parte delle forze militari israeliane.

Ogni giorno, quando entriamo in classe, il nostro pensiero va alle bambine e ai bambini, alle ragazze e ai ragazzi che, anziché vivere spensieratamente la loro età, sono costretti a scappare incessantemente, sono rimasti senza casa, senza famiglia, senza sogni e senza futuro. L’esercito israeliano sta riducendo alla fame, costringendo all’esodo e bombardando indiscriminatamente un intero popolo: vengono colpiti ospedali, scuole, infrastrutture; neppure le persone in fila per ricevere il poco cibo a disposizione vengono risparmiate dagli incessanti attacchi. Stiamo assistendo ad un genocidio e come docenti, ma prima di tutto come esseri umani, non vogliamo e non possiamo restare indifferenti a una tragedia che travalica le posizioni politiche e il credo religioso e chiediamo pertanto: la cessazione della vendita di armi a Israele da parte del governo italiano; il diniego di ogni forma di promozione della cultura della guerra nella scuola.

Ci uniamo inoltre all’appello della comunità internazionale per chiedere:
l’apertura immediata di corridoi umanitari;
il cessate il fuoco permanente a Gaza;
la fine dell’occupazione militare israeliana;
l’interruzione di ogni forma di sopruso, segregazione e discriminazione ai danni della
popolazione palestinese;
il diritto al ritorno delle profughe e dei profughi.

Esprimiamo solidarietà all’azione umanitaria della Global Sumud Flotilla messa in atto coraggiosamente da coloro che rappresentano a nostro avviso la parte migliore della società, persone comuni che a dispetto dell’immobilismo delle istituzioni hanno scelto di agire.

I docenti di Bussoleno
Gianluca Calonghi
Valentina Cancelli
Debora Catalano
Arianna Comolli
Cinzia Richetto
Sara Suppo
Giusy Talladira
Silvia Ugolini
Michele Zapponi
Stefania Condo’

HANNO SOTTOSCRITTO IL DOCUMENTO:
Margherita Borgobello – Giorgia Gammino – Sandra Vottero – Giulia Rubino – Fiorella Moscatello –
Marisa Polidoro – Germana Aglietti – Celeste Curcio – Alessia Racca – Anna Maria Richetto – Chiara Pipino – Andrea Diatribe – Giada D’Amato – Andrea Bosio – Tiziana Pognante – Daniela Martinetti – Monica Bonino – Paola Caló – Cristina Burzese – Benedetta Garnero – Barbara Barbensi – Ersilia Mele – Cinzia Anzolin – Maria Rodio – Olion Mirashi – Giovanni Graziano – Michele Maria Genna – Mira Molettieri – Paolo Durandetto – Giorgio Mazzanti – Bartolomeo Mattia Grimaldi – Anselmi Franca – Francesca Alù – Tiziana Collaviti – Chiara Pignocchi – Gabriella Ghiotti – Stefano Breda – Virginia Carrozzi – Calogero Giordano – Alessandra Cono – Salvatore Lanza – Pamela Vair – Ambra Canepa – Diana Speranza – Giorgio Argento – Nicoletta Petris – Elena Pettigiani – Cristian Cecilia – Maura Bruno – Michela Cocola – Elisa Zaccheo – Angela Conversano.

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25 COMMENTI

      • Il solito commento del disagiato ai domiciliari.
        Invece di pontificare cosa è successo un secolo fa guardi cosa fanno adesso i suoi amici fascisti rossi.

      • Mi risulta solo un’etnia e una religione che fa’ saltare in aria i propri bambini come kamikaze per fare attentati.

          • Non vedo perché preoccuparmene visto che non gliene frega un Gazzo per primi a loro. Futuri terroristi. Cresciuti con il credo di uccidere gli ebrei.

          • Egr RossiMario
            Dalle immagini non risulta che non glie ne frega dei loro bambini, anzi…
            Ci saranno pure scellerati a cui non glie ne frega di quelli degli altri
            ma mettersi al pari livello degli scellerati non è un bel distintivo
            Certo tutta la violenza in cui i bambini crescono non è sana educazione

  1. Il discorso del governo come fu e come dicono di non essere come loro stessi in quel tempo , potevano smentire , potevano fare come Fini , chiedere scusa per il fu ma non volgere lo sguardo di fronte a un nuovo olocausto .

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