I NO TAV CONSEGNANO AL PARLAMENTO EUROPEO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DEI POPOLI / FOTO

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Foto di DIEGO FULCHERI

Il movimento No Tav oggi ha consegnato all’Europarlamento a di Strasburgo la sentenza del Tribunale dei Popoli. Oltre 150 cittadine e i cittadini in lotta contro le “Grandi Opere Inutili e Imposte” sono entrati nel Parlamento Europeo per consegnare alle Istituzioni Europee un atto politico e simbolico, la Sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli – TPP “Diritti Fondamentali, Partecipazione delle Comunità Locali e Grandi Opere – dal Tav Torino – Lione alla realtà globale”.

Quella di oggi, mercoledì 26 ottobre, è stata un’azione pacifica, decisa il 17 luglio 2016 a Bayonne dal 6° Forum contro le Grandi Opere Inutili e Imposte, anche con lo scopo di rafforzare le relazioni tra le associazioni e i movimenti in lotta contro le GOII a livello europeo, che ha avuto il sostegno dei gruppi politici della GUE, dei Verdi e del Movimento 5 Stelle.

La sentenza, emessa a novembre 2015 dal Tribunale Permanente dei Popoli – TPP, viene definita storica perché condanna l’intero Sistema delle Grandi Opere in Europa e oltre.

I cittadini hanno voluto segnalare che “la fiducia nel Parlamento europeo esige delle risposte e delle iniziative coraggiose che troppo tardano ad arrivare, pur sapendo che il Parlamento, unica Istituzione europea eletta, è debole perché non dispone dell’iniziativa legislativa”. Essi si attendono tuttavia che questa Istituzione, pur nel limite dei Trattati, agisca con delle iniziative più esigenti per i diritti delle persone, ponendoli prima della libertà di circolazione dei capitali e delle merci.

In questa Sentenza del TPP è scritto che nel Sistema delle Grandi Opere “i governi sono al servizio dei grandi interessi economici e finanziari e sono ignorate le opinioni delle popolazioni. Ciò rappresenta, nel cuore dell’Europa, una minaccia gravissima all’essenza dello stato di diritto e del sistema democratico che deve essere fondato sulla partecipazione e la promozione dei diritti, del benessere e della dignità delle persone”.

Nella Sentenza del TPP sono minuziosamente indicate le “violazioni dei diritti fondamentali degli abitanti e delle comunità locali e le responsabilità di queste violazioni attribuite in primo luogo ai Governi, all’Unione europeache ha omesso di dare risposte concrete alle denunce ripetutamente formulate dalle comunità colpite e presentate alla Commissione di petizioni del Parlamento europeo e infine al “Coordinatore europeo del Corridoio Mediterraneo TEN-T Laurens Jan Brinkhorst che ha contribuito alla diffusione di informazioni non controllate e alla squalificazione della protesta delle comunità della Val di Susa ignorandone i contenuti reali, e stigmatizzandole come poco rappresentative e violente”.

Alberto Perino, del Movimento No TAV ricorda che oltre 25 anni di lotte del popolo della Val Susa per impedire l’assalto alla diligenza dei beni comuni (denaro pubblico, territorio, futuro) da parte delle lobby del tondino e del cemento, osteggiati e perseguitati da tutti i poteri forti (governi centrali e periferici, media, magistratura e polizia) hanno trovato nella Sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli legittimazione e dignità di “sentinelle che lanciano l’allarme” che in tutta Europa cercano di impedire la distruzione dei beni comuni da parte delle Grandi Opere Inutili e Imposte, porteranno la Sentenza del TPP alle Istituzioni Europee perché rinsaviscano e cessino di porre il dio denaro e il dio profitto al primo posto nella scala dei valori e dei beni pubblici. E’ necessario che l’Umanità, la Fratellanza, la Difesa della Terra siano poste in cima alla scala delle priorità che un politico e un pubblico amministratore deve difendere: questa difesa e questo impegno deve essere l’obiettivo della politica europea.

Livio Pepino, Presidente del Controsservatorio Val di Susa e rappresentante dell’accusa nella sessione diTorino del TPP riconosce che la Sentenza del TPP è un documento importante perché “individua nelle politiche ambientali prevalenti, e nei progetti delle grandi opere in genere, attacchi gravissimi non solo al futuro del Pianeta ma anche al corretto funzionamento della democrazia”.

Di seguito la trascrizione di alcuni estratti della Sentenza del TPP.

La Sentenza del TPP afferma che nel Sistema delle Grandi Opere “L’opacità dei fini realmente perseguiti ha bisogno di formule programmaticamente oscure nel presentare le attività intraprese, sostituendo la trasparenza con la segretezza che è per antonomasia brodo di coltura del potere autoritario”.

Nelle sue conclusioni “Il Tribunale raccomanda ai movimenti sociali, alle associazioni e ai comitati che si battono o potrebbero battersi contro le violazioni degli obblighi di cui sopra in materia di grandi opere, di richiedere, esercitando i propri diritti e col necessario vigore, agli Stati e agli altri soggetti tenuti ad assicurare la partecipazione del pubblico alle procedure di deliberazione di grandi opere, di praticare in concreto tali procedure fin dall’inizio di ogni attività di deliberazione e per tutta la loro durata, così come richiesto dalla Convenzione di Aarhus”.

E infine il TPP ricorda che “Gli Stati hanno il dovere costituzionale di proteggere i diritti dei loro cittadini. Per questo motivo devono perciò assicurare questa protezione contro le lobby economiche e finanziarie nazionali o transnazionali esaminando ogni progetto secondo i criteri definiti da vari trattati internazionali, in particolare la Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998 che prevede una informazione adeguata ed efficiente, la partecipazione effettiva dei cittadini durante tutto il processo di decisione e l’obbligo delle istituzioni competenti di tenere in conto in modo adeguato dei risultati derivanti dalla partecipazione dei cittadini.”

(Fonte presidioeuropa.net)

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