I PROBUS A EXILLES: LE INCHIESTE DELFINALI DEL DUECENTO SUL TERRITORIO DELL’ALTA VALLE

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EXILLES – Delfini e Savoia, i nobili Auruç di Cesana, le vicende di uomini e donne che vivevano nei paesi dell’Alta Valle di Susa tra il 1000 e il 1200: sabato 9 agosto un incontro a Exilles narrerà le vicende di questi territori alpini, dalla storia unica nella nostra regione, perche’ per secoli parte integrante del Delfinato. Verrà presentata una importante pubblicazione che riporta documenti inediti degli archivi dipartimentali di Grenoble dal nome altisonante, i “Probus”: svelano notizie tra le piu’ antiche su Chiomonte, Exilles, Salbertrand, Oulx, Sauze d’Oulx, Beaulard, Bardonecchia, Rochemolles, Cesana, Sauze di Cesana, Clavière, Sestrière, permettendo di scoprire le caratteristiche di questo territorio profondamente interconnesso con le valli che lo circondavano.

Presenteranno l’opera lo storico Rinaldo Comba, già professore di Storia medievale delle Università di Torino, Nizza e Milano, e l’archeologa Anna Gattiglia, già cultore della materia in Archeologia medievale dell’Università di Torino. Fra gli autori interverrà Luca Patria, archivista paleografo; introdurrà Maurizio Rossi, Presidente dell’associazione Il Patrimonio Storico-Ambientale.

Il volume è intitolato «Potentati, poveri e presenze religiose nel Duecento nelle Alpi Cozie. Valli Chisone e Dora» (Laredit edizioni, Perosa Argentina). Curato da Piercarlo Pazé contiene, oltre a vari saggi di commento, una preziosa prima edizione integrale delle inchieste territoriali sull’alta valle Susa del ‘200, conservate presso gli archivi Dipartimentali di Grenoble.

Vi sono non solo i primi riferimenti ai cesanesi Auruç, che in quegli anni controllavano il castello di Exilles per il Delfino, ma anche le vicende degli uomini e delle donne che qui vivevano dall’inizio del secondo millennio sino a tutto il XIII secolo.

E’ la nascita dell’Alta Valle delfinale, tra mutamenti politici, ecclesiastici e sociali intervenuti in quei secoli, decisivi per gli assetti successivi.

La popolazione, composta da contadini, pastori, artigiani e minatori, di cui le liste degli estimi tramandano nomi e cognomi, era in forte crescita. A contendersi e poi spartirsi il potere sul territorio e sulle persone diversi protagonisti, dai nobili laici (i Delfini, i Savoia, il maresciallo cesanese Oberto Auruç) agli enti religiosi, come l’abbazia benedettina di Santa Maria a Pinerolo, la prevostura di San Lorenzo a Oulx, i Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme a Chiomonte.

Alla fine Delfini e Savoia prevalgono progressivamente e, marginalizzando gli altri, affermano le
rispettive signorie in contesti territoriali più stabili. Una presenza ecclesiastica frazionata in monasteri, pievi, canonicati, priorati e parrocchie man mano punteggia il territorio (e innalza i suoi tipici campanili), mentre poco più avanti verranno istituite le comunità fiscali.

Muta anche il paesaggio, con la fondazione di tanti nuovi nuclei abitativi, castelli e caseforti
signorili, chiese, con il diboscamento e l’estensione di colture e pascoli fino alle terre più elevate.

Si investe sulle strade, con l’attivazione del percorso stradale della val Chisone che si aggiunge ai più battuti itinerari della valle di Susa, si sviluppa la rete di sentieri sino agli alpeggi più alti, come la conosciamo ancora oggi.

Si struttura il territorio nelle sue caratteristiche fondamentali, rimaste uguali per secoli, sino agli anni Sessanta, ad esempio con i campi, i mulini, i borghi sparsi e l’allevamento, ma anche il quasi sconosciuto aspetto dell’estrazione mineraria, che incrementa la metallurgia, la
monetazione e gli scambi: la storia, che merita di essere riscoperta, di questo crocevia alpino, dove le montagne erano un destino comune che non divideva, ma univa le popolazioni di Val Susa, val Chisone, Briançonnais e Queyras.

L’incontro, ad ingresso libero, sarà sabato 9 agosto 2025, alle 16 presso il Forte di Exilles, cappella del beato Amedeo, organizzato in collaborazione tra Aipsam, Comune di Exilles, Associazione Amici del Forte di Exilles, Revejo.

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