IL DOSSIER PER CANDIDARE TORINO ALLE OLIMPIADI? COSTA 50MILA EURO E L’HANNO PAGATO SOLO I COMUNI DELLA VALSUSA

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CESANA – Beppe Grillo sceglie il professionista, i Comuni dell’alta Val Susa (e quindi i cittadini) pagano. Forse non tutti sanno che l’incarico per redigere il documento (proto-dossier) per candidare la Città di Torino alle Olimpiadi 2026 lo hanno pagato esclusivamente i Comuni Olimpici dell’alta Val Susa, guidati quasi tutti dalle amministrazioni di centrodestra (i vari sindaci sono iscritti o simpatizzanti di Forza Italia o Fratelli d’Italia, senza contare la Lega, che almeno è alleata di governo nazionale coi 5 Stelle). Il Comune di Torino non ci ha messo un euro, così come non li ha messi Bardonecchia. Il proto-dossier dovrà essere consegnato al Coni entro il 10 luglio.

A inizio giugno l’Unione Montana dei Comuni Olimpici Via Lattea ha approvato in giunta lo stanziamento totale di 50mila euro (più precisamente 49.990,72 euro lordi) per pagare l’architetto torinese Alberto Sasso.

Che non è un tecnico “qualunque”: Sasso era il candidato del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni politiche, per conquistare un posto da onorevole alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Torino 4 (zona Lingotto, Santa Rita, Mirafiori, ecc.). Ma alle elezioni gli è andata male, perché – pur avendo preso individualmente più voti rispetto a tutti gli altri candidati – nel suo collegio ha vinto Stefano Lepri del Pd con il sistema delle coalizioni (37.860 voti per il centrosinistra, 31.423 per i 5 Stelle).

Il legame coi 5 Stelle lo conferma Alberto Sasso su Facebook: “Sono operativo con Beppe Grillo e con il Movimento 5 Stelle a supporto della visione ambientale ed energetica degli edifici dal 2008 e nella mediazione e facilitazione per il Comune di Roma dello stadio e della riduzione volumetrica del business park di Tor di Valle”.

Detto questo, resta da comprendere come mai la cifra intera sia stata pagata solo dalle amministrazioni comunali dell’alta Val Susa e non sia stata “condivisa” con la Città di Torino, che però invece ha scelto il professionista a cui affidare l’incarico. Una parte di quei 50mila euro avrebbe potuti metterli almeno la Città Metropolitana (ossia l’ex Provincia di Torino a cui aderiscono 315 Comuni). E invece niente.

L’assunzione esclusiva della spesa di 50mila euro sarebbe avvenuta spontaneamente, secondo quanto i sindaci dell’Unione scrivono in delibera, durante l’incontro avvenuto il 1° giugno al municipio di Torino “nel corso del quale il presidente dell’Unione Montana (Maurizio Beria ndR) unitamente ai sindaci di Cesana, Sestriere, Pragelato e Claviere ha proposto di assumere in carico alla stessa l’affidamento dell’incarico per la predisposizione del proto-dossier, proprio al fine di ridurre al minimo i tempi per iniziare il complesso lavoro che richiede (…)”.

In quella stessa riunione la sindaca di Torino Chiara Appendino ha indicato l’architetto Sasso come “swoggetto al quale affidare l’incarico, anche in ragione della particolare attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica degli interventi da realizzare e del curriculum dello stesso, particolarmente significativo in materia di sostenibilità ambientale, riferita anche agli ambienti montani”.

La scelta di pagare 50mila euro per tutti, quindi, sarebbe dovuta a “motivi di tempo, in una situazione di obiettiva urgenza e imprevibilità” (anche se questo non spiega il perché, nella delibera dell’Unione Montana, non si sia aggiunta un riga prevedendo almeno una partecipazione alle spese da parte della Città di Torino. Si fa invece riferimento a una futura convenzione con tutti i Comuni, ma senza andare nello specifico).

D’altro canto, i Comuni Olimpici sostengono che l’incarico affidato all’architetto Sasso “assume comunque un’utilità a prescindere dalle Olimpiadi 2026, in quanto può contribuire a meglio orientare scelte strategiche funzionali, quanto meno, al piano di sviluppo di questa Unione Montana”. Soprattutto facendo riferimento all’analisi e alla getione degli impianti olimpici di Torino 2006 (trampolini di Pragelato e bob, slittino e skeleton di Cesana).

L’incarico all’architetto Sasso è stato assegnato senza consultare altri professionisti o fare un minimo di consultazioni, perché l’importo netto della “consulenza” ammonta a 39.400 euro, quindi inferiore alla soglia massima dei 40mila euro, che avrebbe impedito l’affidamento diretto da parte di enti pubblici.

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7 COMMENTI

  1. I soldi li avranno messi i comuni, ma sono comunque soldi dei contribuenti, non dei privati .
    se si sono spesi 50.000 euro per un ” doddier “e non sono pochi!! (quattro anni della mia pensione),
    chissa quanti ne occorrono per le olimpiadi , per poi lasciare andare tutto in malora.
    Torino 2006 non è servito a nulla!!!!!.
    Perchè se c’e da guadagnare tanto, non se le pagano chi poi ci guadagna , commercianti e industriali ecc.??
    Non sarà perchè le spese sono MOOOOLTO più alte che gli introiti!!

  2. Il buon giorno si vede dal mattino.
    Sognando di sperperare almeno quattro miliardi per raccogliere, in pochi, poche briciole, cominciano le furberie da ladri polli con i primi spiccioli.

    • Voglio prima leggere un serio studio di fattibilità , con numeri,non chiacchiere ,spese e ricavi attesi ,pay back(tempo di rientro del capitale investito). In una azienda seria un professionista che “inciucca” uno studio e’soggetto a penali da lisciargli il pelo.Questo per chiarire.

  3. no le olimpiadi non le voglio perchè hanno arricchito solo Torino e devastato il territorio dell’alta Valle. la valle di mezzo non ha avuto nulla.

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