IL MONDO DELLA DISLESSIA SPIEGATO DA VALENTINA: “NON SIAMO SVOGLIATI, MA FACCIAMO PIÙ FATICA”

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Valentina Bighignoli

di PATRIZIA PELUSO

Valentina Bighignoli è una giovane blogger che ha ideato un sito e una pagina Instagram che spiegano il mondo della dislessia in modo chiaro e intelligente. Oggi ci concede una frizzante intervista per raccontarci l’universo delle persone dislessiche.
Valentina, nella vita gestisci una pagina con moltissime visualizzazioni in cui proponi contenuti intelligenti e alternativi che descrivono l’universo della dislessia. Posso chiederti di che cosa ti occupi nella vita e come ti è nata questa idea? 
Lavoro nella scuola, sono una collaboratrice all’integrazione, una figura molto simile all’insegnante di sostegno. Seguo, aiuto e supporto, nella didattica, nelle autonomie e a livello assistenziale gli alunni con disabilità, che hanno diritto alla legge 104.
Hai mai ricevuto dei ringraziamenti da parte di persone dislessiche, che si sentono
comprese da te nelle loro caratteristiche? 
Sì, tantissimi sono i miei follower DSA che mi scrivono frasi come “mi sento capita/o” oppure “grazie per farmi sentire meno sola/o” e tantissime altre frasi stupende che ogni giorno mi riempiono di energia.
Spieghiamo in parole semplici ai lettori. Che cos’è la dislessia?
Si tratta di una caratteristica che ti permette di vedere e di percepire il mondo in un modo magico. La dislessia oltre che essere una caratteristica stupenda, rende però difficile la lettura, fa si che le righe di un testo si muovano come onde del mare, le lettere nelle parole giocano a invertirsi, a cambiare e le parole a travestirsi ingannandoti.
In passato i ragazzi dislessici venivano definiti “svogliati”: che cosa vorresti commentare rispetto a questa etichetta?
Non siamo svogliati, ma facciamo molta più fatica ad elaborare rispetto ai normolettori oppure come piace dire a me i NON-DSA. Dovendo fare più fatica, ci stanchiamo molto di più, oltre che impiegare più tempo. Non è questione di svogliatezza, ma di difficoltà.
Molte personalità famosissime sono note per essere state dislessiche: ne vuoi ricordare qualcuna?
Albert Einstein, Leonardo da Vinci, Ingvar Kamprad, Walt Disney, Steve Jobs, George Washington, Emile Zola e tanti altri ancora.
Che cosa vuoi dire a chi vive la dislessia desiderando di non essere dislessico?
Che li capisco, è faticoso vivere in un mondo dove si parla di inclusione, di accettazione della caratteristiche diverse, ma poi c’è ancora tanta strada da fare e ci sentiamo ancora tanto alieni, diversi. È vero, è faticoso riuscire a trovare strategie per compensare ogni giorno, ogni secondo le nostre difficoltà, ma la dislessia e i DSA ci permettono di essere speciali, ci regalano tanto, siamo creativi, abbiamo una grandissima capacità di problem solving, empatia e tanto altro: non guardate solo i lati negativi, conoscete a fondo la vostra caratteristica e scoprite i lati positivi, le cose belle che ci permette di fare, avere, vedrete che, poi piano piano sarete fieri di averla. Non lasciate che i giudizi e i pensieri degli altri vi buttino giù, siete forti, fortissimi, e vi assicuro che è bellissimo essere dislessici, bisogna solo fare amicizia con questa caratteristica, poi diventa come una migliore amica, non si può stare senza.
Le nostre scuole richiedono a tutti i ragazzi le stesse prestazioni, che si basano quasi
totalmente su lettura e scrittura. Per un ragazzo dislessico però questo approccio è
frustrante e faticoso: gli si chiede una prestazione proprio nell’attività per lui più complessa. Le potenzialità reali dei dislessici invece non sempre vengono lasciare
emergere. Se io fossi stata valutata per anni per le mie abilità a giocare a basket avrei odiato la scuola. Che cosa ti senti di dichiarare rispetto all’organizzazione scolastica attuale?
Sicuramente negli anni inizio a notare qualche cambiamento, ma c’è ancora tanto da fare. Proporre più modalità per studiare, metodi di studio, uscire dagli schemi, dare la possibilità di sperimentare, vivere situazioni e non solo limitarsi a leggere un testo è per noi, ma anche per tutti gli altri più accessibile, più facile poi da ricordare. Sarebbe bene imparare a non guardare solo l’elaborato finale, tenere anche conto di quanta fatica è stata fatta per realizzare quel contenuto. Quanta fatica è stata fatta per riuscire a memorizzare quella pagina? Anche se si ricorda 1/4, ma dimostra di aver studiato è giusto premiarlo pensate a quanta fatica dobbiamo fare ogni giorno.
Quali figure sanitarie si occupano della diagnosi e della gestione dei pazienti dislessici?
La diagnosi di dislessia può essere effettuata da neuropsichiatra infantile, foniatra e psicologico/a. È possibile rivolgersi all’Asl e quindi professionisti che operano in ambito pubblico oppure a professionisti  privati.
Valentina, grazie mille da parte mia e di tutti i lettori per questo splendido contributo, lasciamo a tutti il nome della tua pagina Instagram e del tuo sito web? 
Grazie a voi la pagina Instagram è @la-dislessia mentre per entrare nel blog cliccare il seguente link www.la-dislessia.it.

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