IL NUOVO LIBRO DI LAURA CAVALLO: LA “MONTALBANO” VALSUSINA

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La protagonista, Alessandra Rizzo, è un avvocato che vive e lavora a Torino e deve difendere un uomo accusato di avere ucciso la moglie. Accanto al cadavere, la scritta “Dio”. Seguiranno altri omicidi, tutti apparentemente legati allo stesso filo conduttore. La protagonista si muove in una Torino a tratti magica e a tratti nera, proprio come le caratteristiche della Rizzo, brillante e intuitiva, ma al tempo stesso flagellata internamente da cicatrici che sembrano riproporle un passato che non si vuole cancellare. Il giallo è un crescendo di colpi inaspettati, fino a un esito imprevisto. La protagonista è di una potenza tale da innamorarsene fin dalle prime pagine, ironica e lacerata dentro al tempo stesso. Si può conciliare il tono nero di un legal-thriller con l’accento comico di dialoghi e personaggi? Si può. Ma ci va una penna come quella di Laura P. Cavallo.

Di seguito l’intervista all’autrice.

“Il dubbio dell’avvocato” è in vendita da soli pochi giorni ed è già in vetta alle classifiche. Wow!

La risata sembra impacciata di chi non se l’aspettava. “Credo che il merito sia tutto del personaggio di fantasia, l’avvocato Alessandra Rizzo, protagonista di questa prima inchiesta. Io non c’entro niente. Anche se sospettavo, mentre la partorivo, che sarebbe piaciuto. Bé, ci speravo anche.” Di nuovo una risata, stavolta convinta.

E allora chiediamolo alla protagonista di questa storia qual è il segreto di questo successo preannunciato.

Innanzitutto l’originalità del personaggio, credo: donna, indipendente, affermata, libera e al tempo stesso fragile di una fragilità interiore che affonda le radici in un passato difficile fin da ragazza, ai tempi in cui la famiglia abitava a Mirafiori, arrivava dalla Puglia; il padre faceva l’operaio alla Fiat. Non ce lo ricordiamo più: ma di quelli che all’epoca chiamavano “terroni”. Alessandra cresce in una Torino “a sovranità limitata” dove farsi spazio da avvocata in un mondo maschile è un’impresa mica da niente. E preferisce fare la paladina dei vinti e dei perdenti, piuttosto che gareggiare alla più figa del reame. Si può dire figa in un’intervista?” La risata è contagiosa.

Una fragilità che è destinata a peggiorare perché – senza fare spoiler – accade nel libro un evento drammatico e doloroso che la segna un’altra volta. Forse indelebilmente, stavolta?

Indelebilmente. Esatto. Non potrebbe essere altrimenti. La perdita di una persona importantissima, lo diciamo? O facciamo spoiler? Ma no diciamolo, dai, tanto il seguito è ancora tutto un mistero! Perde il figlio, in circostanze misteriose, una sparizione avvenuta tanti anni prima.

Ora però ci devi dire se lo ritroverà. Se è già pronto il secondo libro, insomma. D’altra parte il personaggio è chiaramente seriale e io non mi stupirei se presto o tardi la vedessimo in tv come Montalbano al femminile!

Di nuovo quella risata, ma stavolta è sospetta: “Devi attendere l’uscita del secondo per saperlo. Però, si dai ti posso dire che il seguito è nella mia pancia: il parto…a molto presto…”

Un’ultima domanda. Doverosa. Quanto ti somiglia Alessandra Rizzo? Stavolta la risata è la mia.

Per la verità molto poco. Alessandra è una donna dai sentimenti potenti, una donna di grande intuito e con una personalità forte e decisa. Io sono una cazzabubbola! Ecco, chi mi conosce forse riconosce in lei la stessa mia “testadicazzaggine”. Si può dire “testadicazzaggine” in un’intervista?

Ultimo ma fondamentale, destinerai parte dei tuoi diritti alla Ricerca sul cancro.

Si. Dedicato a mia sorella Tattina, che ci ha lasciati davvero troppo presto.
Una frase che direbbe la Rizzo alla fine di un’intervista.
“Ora non mi rompete le palle per un po’ che mi devo mangiare la parmigiana e bere il Primitivo di Lizzano che mi ha spedito mio padre!” Ecco, lei non chiederebbe se si possono dire le parolacce. Lo vedi che siamo diverse?

Mi lascia con un sorriso avvolgente. In tempo di Covid manca la stretta di mano ed è un peccato perché sono sicuro che sarebbe stata avvolgente.

Dice dell’autrice l’editore, Giancarlo Caselli: Laura P. Cavallo non solo ha scritto un giallo avvincente, ha creato un personaggio indimenticabile, l’avvocato Alessandra Rizzo, attuale e coinvolgente che con ironia, sarcasmo e determinazione affronta le difficoltà della vita. Ne sentiremo parlare molto!

(Il dubbio dell’avvocato, di Laura P. Cavallo, ed. Golem, in vendita in tutte le librerie e store on line dal 15 settembre)

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