
ALMESE – Domenica 19 aprile 2026 alle ore 17.30, al Parco Robinson di Almese, il 30° Valsusa Filmfest ricorda Bruno Carli, partigiano e primo presidente dell’associazione, conferendo il Premio Bruno Carli nazionale 2026 alla Popolazione della Palestina tutta, in un momento di forte valore simbolico e civile.
Il Premio Bruno Carli è un riconoscimento con cui il festival rende omaggio alla figura di Bruno Carli, partigiano e primo presidente dell’associazione Valsusa Filmfest, destinandolo ogni anno a esponenti di realtà impegnate in difesa dei diritti e dell’ambiente.
Le motivazioni sono espresse nel testo della targa che verrà consegnata durante la cerimonia:
“Nel ricordo di chi ha lottato per la libertà e la dignità umana, questo premio vuole essere un ponte tra storie di resistenza. Oggi lo dedichiamo alle famiglie palestinesi accolte in Italia, simbolo di coraggio e speranza nonostante le difficoltà. La loro presenza ci richiama al valore della solidarietà e dell’impegno civile. Perché la memoria del passato continui a illuminare il nostro senso di giustizia nel presente”.
Il Premio Bruno Carli si articola tradizionalmente in due riconoscimenti, uno nazionale e uno locale, ed è curato da Maurizio Piccione ed Elena Masoni, che ne seguono l’organizzazione e i contenuti all’interno del programma del festival.
La cerimonia del 19 aprile sarà accompagnata dal reading teatrale musicale e dalla mostra fotografica “Parlami di Gaza”, di e con Ahmad Jarboa, infermiere e fotografo palestinese sopravvissuto al genocidio, Mervat Alramli, sceneggiatrice e scenografa palestinese nata a Gaza, e Mohammed AbusenJer, musicista palestinese sopravvissuto al genocidio.
Saranno presenti alcune famiglie sfollate da Gaza, contribuendo a trasformare l’evento in un’occasione di confronto autentico tra comunità e storie.
“Parlami di Gaza” nasce con l’obiettivo di mantenere viva e attiva la voce del popolo palestinese, raccontandola attraverso l’arte e la testimonianza di giovani palestinesi in diaspora e non.
Nel corso dell’iniziativa sarà attivata una raccolta fondi a sostegno delle famiglie palestinesi attualmente presenti sul territorio.
Come spiegano i curatori del premio, Maurizio Piccione ed Elena Masoni:
“Domenica avremo l’occasione di aiutare concretamente chi è stato costretto a fuggire da Gaza per curare i propri bambini, vittime della violenza genocida israeliana. Nell’ultimo anno, una quindicina di nuclei familiari sono arrivati a Torino per ricevere cure nei nostri ospedali. Purtroppo, però, a queste famiglie non è stato garantito un reale percorso di accoglienza e integrazione: sono tuttora ospitate in strutture temporanee, senza certezze sul proprio futuro e senza prospettive. Durante la giornata del 19 aprile attiveremo una raccolta fondi per sostenere le loro spese quotidiane e contribuire alla costruzione di una rete di supporto solidale. La solidarietà è un gesto concreto, non mancate”.
In caso di maltempo, la cerimonia si svolgerà al Centro sociale di Milanere, in via della Chiesa 1, fraz. Milanere, sempre ad Almese.
Da alcuni anni vengono assegnati due Premi Bruno Carli, uno a una realtà di rilievo locale e uno ad un personaggio o soggetto collettivo di rilievo nazionale.
Il Premio Bruno Carli locale verrà assegnato venerdì 24 aprile alla Taverna Tortuga di Chianocco (ore 18.15) ai membri della Commissione Tecnica Torino-Lione dell’Unione Montana Valle Susa, che da trent’anni dedicano il proprio impegno al servizio della comunità valsusina. La cerimonia sarà accompagnata dall’esecuzione di brani di Fabrizio De André a cura del Duo Enrico e Riccardo Cacciatori.
L’appuntamento si inserisce nel programma della 30ª edizione del Valsusa Filmfest, festival cinematografico e culturale di comunità dedicato nel 2026 a Fabrizio De André, in programma dal 28 marzo al 24 maggio in diversi comuni della Valle di Susa e a Torino, con un cartellone che pone al centro i temi della memoria storica, della montagna, dell’ambiente e dell’inclusione sociale.
La 30ª edizione del Valsusa Filmfest è dedicata a Fabrizio De André. Il festival prosegue fino al 24 maggio in otto comuni della Valle di Susa e a Torino, coinvolgendo scuole, associazioni, enti locali e una fitta rete di realtà del territorio.
Il programma propone proiezioni, incontri, spettacoli, concerti, presentazioni di libri ed eventi speciali.
Tra gli appuntamenti principali figurano il concerto “Mike Moran. A Night at the Freddie’s Opera”, in programma il 18 aprile al Teatro Magnetto di Almese, l’incontro del 28 aprile sempre ad Almese con Mauro Pagani, condotto da Enrico Deregibus, durante il quale sarà presentato con la regista Cristiana Mainardi il documentario Andando dove non so – Mauro Pagani, una vita da fuggiasco, e la serata del 22 maggio al Teatro Fassino di Avigliana, “La voce dell’anima sarda: ricordo di Andrea Parodi”, curata e condotta da Enrico Deregibus con i Tazenda, Elena Ledda e Mauro Palmas. Tra i momenti significativi dell’edizione vi saranno anche i due Premi Bruno Carli, l’incontro dedicato a Mario Soldati e la Valle di Susa, le proposte per le scuole, le mostre e appuntamenti legati al cinema e alla memoria civile.
Le informazioni complete ed il catalogo sono disponibili sul sito www.valsusafilmfest.it






















Che vomito
Avanti Mero, scatenati.
È tutto pane per i tuoi denti.
Cerca per una volta di essere un gladiatore e non il solito fagnan.
Speranza, gia’ la speranza e’ l’ ultima a morire , segue la persona.
Speranza in val di Susa e Borgone ma scherziamo! Dal 2017 al 2026 quello che passa la mia famiglia con i comportamenti di chi ci sta intorno
Fosse stato solo ieri , c’è stato di peggio solo che ero spesso sola, che pensa quello che penso io del resto sui comportamenti delle persone.Ieri mi e non solo mi e’ stato detto che la colpa e’ perche’ secondo la figura con cui mi sono rapportata .VORREI PRECISARE non sono mai andata a DISTURBARE nessuno e quindi nessuno deve Disturbare nella nostra proprieta’.
REGOLE BON TON , COSA SONO?
Sono regole di convivenza civile non scritte sul codice penale o civile in quanto dovrebbero essere state apprese.
Come funzionano: io chiedo a tizio ” scusa posso usare questo posto” di solito si dice ” si , per quanto tempo ecc.”QUELLO CHE NOI ABBIAMO SEMPRE FATTO.Invece qui come funziona’ che blocchiamo le uscite ecc.maltrattiamo donne gravide , bambini ecc ecc.
So che ognuno crede di avere ragione infatti per quello che noi non disturbiamo a casa altrui perche’ non siamo affini al pensiero di quest ed persone.Petche’ PER ALCUNI BON TON E BOTTON E’ lo stesso.Il Botton e’ il bottone della camicia.
NON CI E’ CHIARO PERCHE’ CERTE COSE PROSEGUANO AI DANNI di donne o bambini anche in piccoli paesi, spero di non essere costretta di portare a casa il BAU BAU: quello che scherzosamente chiamo entri ma da qui non esci….perche’ come lo conosco puoi entrare , ma non uscire, se esci affari tuoi, IO AVEVO DUE EMATOMI ALLA GAMBA..Se chi di competenza non aiuta e ha dimostrato volere aiutare a difendere la mia famiglia chiamo lui!
Parliamo degli stessi gazawi che in massa ballavano e cantavano in strada dopo il 7 ottobre,l’11 settembre ed ad ogni attentato nel mondo occidentale?
Bisognerebbe studiare la storia. È dal 1948 (anno di nascita dello Stato di Israele) che lo Stato di Israele massacra e perseguita il popolo Palestinese. Penso che anche Lei, se facesse parte di quel popolo perseguitato, sarebbe contento se rieuscisse ogni tanto a vendicarsi. O è talmente cristiano che porgerebbe all’infinito l’altra guancia? Da quello che leggo Lei non mi sembra che abbia tanta carità cristiana e compassione per il prossimo. Il sionismo è razzismo non dimentichiamolo.
https://www.thepostinternazionale.it/2023/12/07/marco-travaglio-quello-che-non-dicono-su-israele-palestinesi-intervista-tpi/
Studiala tu la storia dai libri sbagliati, revisionati e censurati.
Leggi bene quello che posti e poi capirai…..ahahah
Quella risoluzione fu un errore?
«Assolutamente no. Anzi, se non avessero suddiviso il territorio in due Stati, sarebbe stato subito un bagno di sangue. Ricordiamoci che in quel momento il leader dei palestinesi era il Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al-Husseini, uno dei migliori amici di Hitler, uno che aveva reclutato le SS musulmane durante la guerra mondiale ed era arrivato a proporre di avvelenare l’acquedotto di Tel Aviv per sterminare gli ebrei. Prima del 1947 c’era stata la Grande Rivolta Araba con scontri e massacri fra ebrei e palestinesi e dopo la guerra del 1948 ci fu la Nakba, l’esodo forzato di centinaia di palestinesi da Israele verso gli Stati arabi e il parallelo controesodo di centinaia di migliaia di ebrei dagli Stati arabi verso Israele. Non era possibile creare un unico Stato in cui convivessero entrambi: si oscillava tra la guerra latente e quella effettiva».
Ha ragione chi ritiene che la comunità internazionale abbia registrato una chiusura a priori verso il riconoscimento del popolo palestinese?
«La risoluzione Onu 181 del 1947 stabiliva che anche i palestinesi avessero il loro Stato. Quello che oggi tutti sogniamo – il principio “due popoli, due Stati” – è nel diritto internazionale da 76 anni. Purtroppo i peggiori nemici dei palestinesi si rivelarono la loro leadership e gli Stati della Lega araba che li tenevano sotto tutela. Infatti nel ’48, anziché dare vita allo Stato palestinese accanto a quello ebraico, rifiutarono la risoluzione dell’Onu e scatenarono la guerra contro Israele per ricacciare a mare gli ebrei. Ma persero sia la guerra sia i territori, che in minima parte furono annessi da Israele e in gran parte furono occupati dagli Stati arabi: dal 1948 al 1967 la Striscia di Gaza se la tenne l’Egitto e la Cisgiordania l’annesse la Transgiordania, che si chiamò Giordania proprio per quello. In quei 19 anni gli Stati arabi non mossero un dito per far nascere lo Stato della Palestina: preferirono usare i palestinesi nei campi profughi come arma propagandistica contro Israele. Intanto preparavano altre guerre e persero anche quelle: quella di Suez nel 1956 e quella dei Sei Giorni nel 1967».
Ti confermi l’analfabeta che sei purtroppo…
La risoluzione 181 ONU del 47. Voleva creare due stati in Palestina. Dando il 55% del territorio alla minoranza ebraica. Mentre la lega araba voleva uno stato solo Palestinese con salvaguardia alla minoranza ebraica. Il nodo da sciogliere resta fermo al 1947.
Mi sembra che si parli di un popolo che, avendone pieno titolo, aspira ad una terra, ad uno Stato, alla propria indipendenza, alla normalità di non morire ammazzato per diletto altrui e ad una pace ragionevole e rispettata.
La sua è la solita manfrina preconfezionata.
Ripeto la domanda per chi come lei non è stato attento:
“Parliamo degli stessi gazawi che in massa ballavano e cantavano in strada dopo il 7 ottobre,l’11 settembre ed ad ogni attentato nel mondo occidentale?”
Cominci a rispondemi nel merito e non solo per slogan ed apra dei libri di storia (non quelli che leggete nei presidii) e capirà come mai i palestinesi sono dei reietti tenuti lontani anche dai loro “fratelli” arabi.
Giordania e Libano le dicono qualcosa?
Di solito sono molto attento, attentissimo, nell’osservare gli eventi e cercare di capirne la portata.
Questo è il motivo per cui non sento alcuna necessità di rispondere alla Sue puerili domandine.
Comunque vorrei venirle incontro, provi a considerare una risposta quanto segue.
Quando è dal 1948 che ti hanno rubato la tua terra, ti hanno cacciato e rinchiuso in lager chiamati campi profughi, continuano a massacrarti e non hanno nessuna intenzione di smettere, cos’altro avrebbero dovuto fare in quel noiosamente ripetuto 7 ottobre e nell’ormai dimenticato 11 settembre?
Dispiacersi anziché gioire?
Nulla Le impedisce di credere nel mondo delle Fate, ma non pretenda che ci credano anche gli altri.
Perché in Occidente è giusto occupare casa altrui e in medioriente è ingiusto occupare Gaza altrui?
Che vomito!
RossiMario.
Che diarrea!
Neanch’io arrivo ad eguagliarlo.
Che vomito
Alla sagra del terrapiattismo, pluripremiato il film “terrapiattisti in Cina” benché nessun vi fosse a ritirarlo.
Il mero è sempre immenso nella sua nullità
Contraddica nel merito quello che ho espresso.
Nella classe differenziale dell’Asilo Mariuccia che frequenta non hanno spiegato come si fa?
Ill.mo (illuminatissimo) Il Merovingio, già fatto.
Legga sopra per un necessario ripasso.
Per essere ancora più esplicito, Le dirò che qualche ammazzato, in Israele o nel Suo amato Occidente, non saranno una bellezza, ma non potranno mai giustificare l’annientamento premeditato di un intero popolo (leggasi genocidio).
Bella personcina che è lei,convinto fiancheggiatore dei terroristi nostrani e anche adoratore del terrorismo internazionale di matrice islamica.
Un piccolo ripasso (e mi fermo ai fatti italiani):
ATTENTATI TERRORISTICI palestinesi in ITALIA. Roma Via XX Settembre, Aeroporto di Fiumicino 1973, Sinagoga di Roma, Via Veneto Roma, Via Bissolati Roma, Nave Achille Lauro, Aeroporto di Fiumicino 1985…49 MORTI…168 FERITI
Scommetto che il 7 ottobre è sceso in strada anche lei a ballare insieme ai suoi sodali.
I suoi numeri confermano quanto ho già scritto.
Non si tratta da adorare o anche solo parteggiare per l’una o l’altra delle parti in conflitto.
È una questione di semplice senso delle proporzioni.
Per questo e per il senso della misura, mi troverà sempre a favore.
I morti e feriti si contano, non si soppesano.
Visto a lei piace essere informato si informi anche su questo:
Articolo 414 del Codice Penale.
Lo sa che cosa è?
Si informi anche Lei.
Processo di Norimberga, crimini di guerra, per i reati più gravi pena capitale per impiccagione?
Non scorge qualche parallelismo.
Gianduja, che usurpa un nome non suo, invece è immerso nel sostegno al terrorismo e all’estremismo islamico.
Sarà l’ennesimo avatar di Bruno?
Dopo Sheradzade non mi stupirei più di tanto.
Cosa dirà il Signor Galliano sempre pronto a bacchettare chi usa i nickname e vorrebbe che tutti firmassimo con nome,cognome,indirizzo,codice fiscale e esame del DNA?
Salvo i suoi amici,si intende…
Spedite Bruno e Bau Bau Elisabetta a Gaza …il primo realizzerà il suo desiderio di gazate e la seconda è troppo persino per Hamas.
L’ineffabile Bruno rischia di fare la fine di Arrigoni strangolato con il fil di ferro dai suoi “amici” terroristi palestinesi.
Elisabetta, il bau bau si è impossessato di te? O forse tu ti sei impossessata di lui? A parte che si chiama Babau e non Bau bau, ma pazienza…ci vuoi spiegare che caspita hai scritto?
Lo sa solo lei…
O forse neppure lei.
Cosa trovi di strano in quello che scrivono Elisabetta e Bau bau?
Se Donald Trump avesse la stessa chiarezza di idee e pensieri, sarebbe un miracolo planetario.
Chiarezza di idee profondamente errate è peggio che essere confusi.
Quindi, come sempre , il festival, Bruno e Actarus sono dalla parte dei terroristi e di chi ci vorrebbe eliminare?
Ufficio ovale, a parte che è solo Elisabetta a “scrivere” e non anche Bau Bau. Al massimo il secondo è vittima della prima…e a parte che anche tu scrivi erroneamente il nome della creatura…se non trovi nulla di strano in Elisabetta, probabilmente sei un suo simile. E se Elisabetta ha dei simili è una notizia tra il comico e l’apocalittico. D’altra parte sveli la tua “natura” nella seconda parte del tuo intervento…
Bruno come al solito da buon sinistro non risponde nel merito e ributta la palla in campo citando addirittura il processo di Norimberga.
Allora lo aiuto io:
L’Articolo 414 del Codice Penale punisce,tra gli altri,chi fa apologia del terrorismo,esattamente quello che fa lui ed i suoi fidi compagnucci su queste pagine.
Leggiamo insieme i punti 3 e 4 della legge:
3. Alla pena stabilita nel numero 1) soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti. La pena prevista dal presente comma nonché dal primo e dal secondo comma è aumentata se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
4. Fuori dei casi di cui all’articolo 302, se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà. La pena è aumentata fino a due terzi se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici.
Tutto chiaro?
Chiarissimo!
Carissimo Merovingio,
lasci maneggiare le leggi a chi ne ha competenza.
Le ipotesi di reato non si individuano al bar.
“Esattamente quello che fa lui (cioè io)e i suoi fidi (fidi?) compagnucci” è una Sua personalissima visione maniacale del mondo che addirittura Le impedisce di capire quello che legge.
Il sionismo ha condotto lo Stato di Israele a commettere continui crimini di guerra.
Punto.
Se le vittime di questi crimini rispondono con i mezzi di cui dispongono non c’è molto di cui stupirsi.
Se questi mezzi vengono definiti da persone come Lei “terrorismo”, ne prendo atto senza dovermici adeguare.
Approvarli (questi mezzi) o meno è secondario, compararli in termini di vittime è, come Le ho già spiegato, semplice e dovuto senso della proporzioni.
Le decine sono diverse dalle decine di migliaia.
Primaria è la certezza criminale del razzismo sionista. Il male all’origine di questa inaccettabile tragedia umanitaria.
La vera tragedia è che al mondo esiste gente come lei.
Ottusi girafrittate con la testa piena di slogan che negano l’evidenza.
E sulle ipotesi di reato ha ragione,non si decidono al bar,ma magari la Digos avrebbe qualcosa da eccepire sulle sue affermazioni.
Interpelli pure la DIGOS.
Chieda anche se nel Codice penale sono previsti reati e pene per i tifosi dei genocidi?
Vi riempite la bocca di questo termine e lo citate un giorno si e l’altro anche,ma senza conoscerne il significato.
Basterebbe solo questo per qualificarvi e dare la misura del vostro livello intellettivo.
Deir Yassin, 9 aprile 1948.