
COMUNICATO DI TELT
Si è concluso lo studio che definisce gli scenari per rafforzare la mobilità ferroviaria e multimodale delle valli alpine tra Francia e Italia.
Il documento, realizzato da TELT, promotore pubblico della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino-Lione, e dalla Conferenza delle Alte Valli (CHAV) con il supporto di Setec, Inddigo e PwC Italia, è stato elaborato a partire dalle esigenze emerse in workshop territoriali con enti locali, associazioni di categoria e operatori economici. Propone una visione integrata di medio e di lungo periodo per migliorare i collegamenti tra Maurienne, Valle di Susa e Briançonnais, un bacino di circa 170.000 persone, attraverso una lista di 24 azioni concrete.
LE PROPOSTE PER LA VALSUSA – FOCUS ITALIA
Valle di Susa: più treni, collegamento con l’aeroporto di Torino e integrazione con la futura stazione internazionale di Susa.
La Valle di Susa, con oltre 104.000 abitanti, rappresenta l’area più popolosa del perimetro di studio e svolge un ruolo strategico grazie alla vicinanza con l’area metropolitana di Torino. Il territorio presenta forti differenze interne: una bassa valle a vocazione industriale e pendolare verso Torino e un’alta valle a forte specializzazione turistica.
Dalla diagnosi emerge:
– una forte dipendenza dall’auto privata;
– un buon livello teorico di servizio ferroviario sulla linea SFM3 Bardonecchia–Torino, ma con margini di miglioramento in termini di regolarità;
– un’offerta di trasporto pubblico su gomma ancora debole e poco coordinata con il ferro;
– collegamenti transfrontalieri insufficienti e poco integrati.
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Le principali azioni per il territorio italiano
Lo scenario di riferimento prevede:
- Estensione della linea SFM3 fino all’aeroporto di Torino Caselle (orizzonte 2028-2029), creando un collegamento diretto tra le località alpine e lo scalo internazionale;
- Prolungamento dei servizi ferroviari regionali italiani fino a Modane, eliminando la rottura di carico e ripristinando una vera continuità ferroviaria transfrontaliera;
- Rafforzamento dei servizi ferroviari regionali express in valle;
- Migliore integrazione tra treni e autobus locali;
- Piena integrazione della futura Stazione Internazionale di Susa nel sistema di mobilità locale;
- Ripristino e consolidamento delle fermate dei treni a lunga percorrenza, in particolare a Bardonecchia;
- Sviluppo di una piattaforma digitale unificata (logica MaaS) per pianificazione, prenotazione e acquisto “porta a porta”.
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Particolare attenzione è dedicata al collegamento tra Alta Valle di Susa, Briançonnais e rete ad alta velocità, con il rafforzamento delle linee bus verso Oulx e, in prospettiva, verso la nuova stazione internazionale.
L’obiettivo è duplice: sostenere la mobilità pendolare verso Torino (oggi circa 15.000 spostamenti quotidiani) e valorizzare la vocazione turistica internazionale del territorio riducendo l’impatto del traffico su gomma.
FOCUS FRANCIA
Maurienne e Grand Briançonnais: accessibilità rafforzata, servizi ferroviari consolidati e superamento dell’isolamento alpino
Sul versante francese, i territori della Maurienne (42.760 abitanti) e del Grand Briançonnais (34.500 abitanti) condividono caratteristiche tipiche delle aree alpine: insediamenti diffusi, forte economia turistica, accessibilità complessa e forte dipendenza dall’auto.
Maurienne: potenziare il servizio regionale e valorizzare la futura stazione internazionale
Per la Maurienne, lo studio evidenzia l’opportunità di:
- Rafforzare la linea TER Chambéry–Modane con un servizio cadenzato per l’intera giornata;
- Migliorare la regolarità e ridurre le sostituzioni con autobus;
- Ottimizzare le coincidenze con i treni a lunga percorrenza;
- Sviluppare poli di interscambio multimodali attrezzati;
- Garantire un numero attrattivo di fermate nella futura Stazione Internazionale di Saint-Jean-de-Maurienne dopo il 2033;
- Mantenere servizi efficaci e adatti ai bisogni dell’interregionalità sulla linea storica, in particolare nei periodi turistici.
La Maurienne, oggi attraversata da importanti flussi turistici stagionali (fino a 100.000 viaggi in un solo sabato invernale), potrà beneficiare di un riequilibrio modale a favore del ferro, con riduzione delle congestioni stradali ed effetti benefici per l’ambiente.
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Grand Briançonnais: migliorare i collegamenti e garantire l’accesso all’alta velocità
Il Grand Briançonnais è il territorio più isolato dal punto di vista ferroviario. Lo studio propone:
- Potenziamento della linea Briançon–Gap, anche in vista dei Giochi Olimpici Invernali del 2030;
- Rafforzamento e semplificazione del collegamento bus Briançon–Oulx (oggi limitato e con prenotazione obbligatoria);
- Miglioramento del servizio del treno notturno per Parigi;
- Estensione e stabilizzazione dei collegamenti verso la futura stazione internazionale di Susa;
- Integrazione tariffaria e informativa transfrontaliera.
Il collegamento efficiente con Oulx rappresenta una leva strategica per connettere il Briançonnais alla rete ad alta velocità verso Parigi, Torino, Milano e Roma, oltre che all’aeroporto di Torino.
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L’obiettivo è costruire progressivamente una rete tra ferrovia e gomma, capace di rafforzare la mobilità quotidiana, l’accessibilità turistica e i collegamenti con le principali aree metropolitane, a partire da quelle che possono essere attivate nel breve periodo e in vista dell’entrata in esercizio del tunnel di base del Moncenisio, prevista per la fine del 2033. La Commissione Intergovernativa della Torino-Lione, prima destinataria del rapporto conclusivo, ha confermato la volontà di seguirne la fase attuativa con tutti gli attori fondamentali, le Regioni e i Gestori in primis.
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GLI ASSI PORTANTI DELLO STUDIO
Centrale, prima e dopo la messa in servizio della nuova linea Torino-Lione, lo sviluppo di un servizio ferroviario interregionale transfrontaliero, attraverso la linea storica, capace di connettere il servizio SFM3 piemontese Torino-Bardonecchia e la linea regionale TER Chambéry–Modane.
L’obiettivo è garantire, nel breve periodo e in modo prioritario, la riattivazione della connessione ferroviaria da Bardonecchia e Modane al fine di disporre di un servizio che risponda ai bisogni della mobilità transfrontaliera.
In prospettiva questo potrà evolvere verso una frequenza minima oraria, un’ampia copertura del servizio nell’arco della giornata e, nel lungo termine, abilitare la continuità del viaggio tra i due Paesi, con una linea diretta idealmente tra l’aeroporto di Torino Caselle e Chambéry, principale città della Savoia.
Lo studio prevede inoltre, in prospettiva dell’apertura del tunnel di base, un rafforzamento del servizio ad alta velocità, con una frequenza adeguata di fermate a Saint-Jean-de-Maurienne e Susa, assicurando un’integrazione con la linea storica. I servizi veloci saranno infatti completati con dei treni a lunga percorrenza sulla linea storica nei periodi di picco stagionale. Accanto al potenziamento ferroviario, gli scenari propongono un sistema strutturato e permanente di collegamenti autobus, in grado di connettere l’Alta Maurienne, l’Alta Valle di Susa e il Grand Briançonnais. Questi territori disporranno quindi di collegamenti sia alla linea ferroviaria regionale sia ai servizi alta velocità, che garantiranno una reale complementarità tra le diverse modalità di trasporto. Elemento chiave della strategia è anche la creazione di poli di interscambio multimodali gerarchizzati e adeguatamente attrezzati. Si delinea così una rete integrata, capace di rispondere ai bisogni quotidiani dei residenti, di sostenere l’attrattività turistica e di rafforzare la coesione territoriale su scala transfrontaliera.
Questa visione condivisa rappresenta una base strategica per le scelte di pianificazione e investimento, rispetto alla forte domanda potenziale di mobilità transfrontaliera: fino a 9.000 viaggi giornalieri tra Maurienne e Italia nei periodi di punta e oltre 11.000 tra Briançonnais e Valle di Susa nei sabati estivi.
Con questi interventi la nuova linea Torino-Lione, con le future stazioni internazionali di Saint-Jean-de-Maurienne e Susa, si andrebbe ad inserire in un sistema di collegamenti funzionali per il quotidiano dei territori facilitando la loro connessione coni principali nodi urbani europei.
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UNA STRATEGIA CON 24 AZIONI OPERATIVE
Il piano d’azione proposto comprende 24 misure operative, articolate in sei ambiti:
– Servizi ferroviari locali e accesso agli aeroporti
– Servizi ferroviari a lunga percorrenza
– Trasporto pubblico su strada
– Intermodalità e ciclabilità
– Integrazione tariffaria e informazione viaggiatori
– Governance transfrontaliera
Tra le priorità:
– Riattivazione della connessione ferroviaria Bardonecchia-Modane per la creazione di un servizio ferroviario di trasporto regionale transfrontaliero
– creazione di un Comitato per la Mobilità Transfrontaliera,
– implementazione di un sistema tariffario integrato,
– sviluppo di una piattaforma informativa unificata bilingue,
– rafforzamento strutturato delle linee bus tra i tre bacini alpini.
Lo scenario selezionato prevede un incremento significativo dell’offerta: circa 1,2 milioni di treni-km e 2,3 milioni di bus-km aggiuntivi all’anno, con l’obiettivo di generare nuova domanda e trarre beneficio attraverso maggiori ricavi.























d’ Buss…
Manca un mese al 1 di aprile.. ma veramente?? Cioè volete farci passare queste per novità quando c’è già tutto? Sono solo riuscito a leggere un terzo dell’articolo ma mi era già chiaro. Unica cosa positiva saranno i segusini che non vedono l’ora di avere il tav che passeranno anni con i lavori e zero turisti
Gli articoli andrebbero letti fino in fondo anche quando riportano assurdità di cui il giornalista non ha colpe.
Grazie al Cielo si tratta dell’ennesimo “studio” costoso quanto inutile come quelli che (statene certi) lo seguiranno.
Restiamo in attesa di prossimo dove almeno uno di questi “studiosi” si sarà preso il disturbo (la briga) di farsi un’andata e ritorno in Valle negli orari dei pendolari, scegliendo a caso una delle stazioni minori.
Dovremmo ormai essere vaccinati dalle buffonate di Telt, ma questa non demorde.
E forse è comprensibile, stante il vastissimo uditorio ansioso di sentirsele raccontare ogni volta che questa deve rinviare le sue precedenti promesse.
Effetto ad orologeria puntuale anche questa volta.
Per ogni comunicato Telt spende 5.000€ per lo studio, la scrittura, le correzioni, l’invio, che spreco di denaro pubblico.
Bla bla bla….
Incominciate a fare funzionare bene i treni locali, per pendolari e studenti, in vallata e non solo. Non ne siete in grado , e volete farci credere tutte queste fanta- cucche . Meno male che da oltre 3 anni abbiamo il governo dei migliori…a già la colpa è sempre di quelli di prima e dei magistrati rossi.
Che dire. Se non complimentarci con.i politici di Susa. Negli hanno hanno trattato e ottenuto la.stazione internazionale. La più importante compensazione. Susa diventerà la città più importante della valle. Complimenti. E noi a Avigliana avremo rumore, vibrazioni e cantieri in cambio del nulla. Che vergogna
Peccato che la stazione internazionale di Susa la faranno a Bussoleno.
E poi, detto fra noi, in cosa ci cambierebbe la vita, avere o non avere una stazione internazionale?
Vedere frotte di sciatori francesi scendere dal treno per andare in pullman a Serre Chevalier e Montgenevre? E nessuno nel resto dell’anno?
Si avranno la cattedrale nel deserto. Veramente l’inutilita’, sarebbe stato meglio se passava tutt in galleria e basta. Susa otterrà solo devastazione del territorio e polveri sottili che ci respireremo in tutta la valle
Solo il titolo fa venire la nausea… fatemi capire… tutto devastato, la natura all’ultimo posto, un autoporto che nella zona San Didero Bruzolo Borgone ci riempirà di scarico dei camion che si fermeranno lì… e alla fine se uno volesse fare una gita a Oulx o comunque dovesse recarcisi per qualsivoglia motivo, non ci sarà manco un treno, ma un autobus altrettanto inquinante, mentre vi saranno treni per Caselle dove la maggior parte dei cittadini “ricchissimi” della Valle di Susa non si recheranno mai in vita loro, perché di questo passo non avremo più i soldi manco per fare un weekend in Liguria… proprio un progetto ecologico… decisamente più utile avere una metropolitana per Torino dove molti vanno per lavoro, e un treno per l’alta valle… a scanso di equivoci e anche di invettive varie, preciso subito di non appartenere ad alcun movimento, penso solo a come sarà verde la nostra valle!!
ECOLOGIA! C’ e’ una tesi di una ragazza della Ca Foscari di Venezia , dove ben spiega il problema valsusino, cioe’ lo sfruttamento di un territorio abbandonato perche’ di confine.
E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
Vero che una parte non proprio valsusina ci mette il suo, ma girando vedo che molti stanno facendo una buona impresa.E ‘ triste vedere tanti cittadini poi accusati se i primi a fare in modo che avvenga il tracollo e’ lo Stato.Consiglio di studiare trovare soluzioni alternative per il proprio benessere se possibile
Questa volta “nell’argomentata relazione” hanno dimenticato il trasporto cargo/merci ! Volutamente o non volutamente in in quanto la concorrenza con la gomma non è sostenibile L’autotreno in poche ore consegna il materiale dalla stabilimento/deposito a destinazione e precisamente al civico esatto. La ferrovia impiega circa 15/18 giorni per consegna.
Necessita individuare la tipologia del carro, caricarlo su un mezzo per consegnarlo allo scalo merci più vicino quindi procedere al caricamento sul carro che andrà alla prossima stazione di smistamento. Si riformerà un convoglio specifico che arriverà alla stazione finale…da lì necessita ricaricarlo su un nuovo autotreno per la destinazione definitiva !!!!! Ditemi voi come è possibile essere competitivi quando oggi la velocita di consegna è determinante!
La dipendenza e’ stata create con la Fiat, ecco perche’ senza validi trasporti, in senso si tratta e coordinazione , sono sempre stati costretti con l’ auto.
Non c’e’ per loro alcuna dipendenza sono stati indotti e’ diverso
In pratica : da decine di anni a questa parte i turisti da Torino o dall’ estero sono potuti scendere comodamente a Oulx o Bardonecchia essendoci le stazioni , la linea, i treni locali, i diretti e i tgv che vi transitano regolarmente.
Il progresso e il benessere dell’ alta velocità Torino- Lione nel 2033 li farà scendere alla stazione internazionale chiamata di Susa (ma che in realtà è piantata in mezzo al nulla tra Bussoleno e Susa) e poi una volta scesi dovranno sperare di trovare posto sui bus ( posti permettendo, neve e catene montate permettendo e puntualità permettendo) per raggiungere le località sciistiche dell’ alta valle. E questa idea è stata voluta e applaudita dalla stragrande maggioranza dei Sindaci e e amministratori dei comuni dell’ alta valle. Ma gli albergatori e gli operatori turistici sono soddisfatti di questo ? Chissà se possiamo saperlo ?