IN CENTINAIA AI FUNERALI DI LUCA PROCHET: ANCHE L’ELICOTTERO DEL SOCCORSO ALPINO HA RESO OMAGGIO ALL’AMATA GUIDA ALPINA

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di GLORIA VITALE

In centinaia ieri pomeriggio si sono recati al tempio valdese di Torre Pellice per partecipare ai funerali della guida alpina Luca Prochet, morto sotto una valanga venerdì scorso sul monte Terranera, a Cesana. È arrivato anche un elicottero del 118, sul quale Luca ha lavorato per 27 anni come tecnico del soccorso alpino: durante il funerale ha sorvolato proprio sopra il tempio di Torre Pellice. Durante le cerimonia sono intervenuti il figlio adolescente Simone, che dal papà Luca ha ereditato la passione per lo sci e per la neve: «Seguirò sempre le tracce che hai lasciato per me» ha detto tra la commozione dei presenti. 

E poi ha parlato anche il fratello Matteo, che già nei giorni scorsi aveva pubblicato una lettera aperta a Luca: «Non perdo un fratello, ma un amico, un padre. E mio figlio non perde uno zio ma un amico, uno zio, un nonno, un eroe». 

 

Prochet è stato ricordato dal pastore Marcello Salvaggio, che per l’occasione ha citato  alcuni versetti del profeta Isaia «Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto». «Quella montagna che trema, che Luca ha tanto amato e rispettato, rappresenta anche le nostre certezze e i nostri rapporti che vengono meno, ma la Parola ci dà pace», con le parole toccanti di don Giuseppe Alluvione, che conosceva Luca sin da ragazzino. Tra i messaggi istituzionali, quello di Aldo Galliano, presidente del Soccorso alpino piemontese, che nell’occasione gli ha ancora dietro “un grazie”, a nome di tutte le persone che ha salvato in questi anni. Presenti numerosi sindaci, autorità locali, maestri di sci, guide alpine della Vialattea, dell’alta Val Susa e della Val Chisone, oltre agli amici e colleghi di Briancon, dove Luca viveva con l’amata moglie Christine e i figli.

 

 

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