LA VISITA DI MATTEO SALVINI A GIAVENO: “REFERENDUM PER LA TAV IN VAL SUSA”. ABBRACCI COI FANS, SELFIE E COMIZIO CON COTA / GUARDA IL VIDEO E LE FOTO

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di FABIO TANZILLI e CORINNE NOCERA

Ieri pomeriggio, alle 18,30 è sceso dalla sua auto blu il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, in piazza “Operatori di Pace” a Giaveno, ed è stato accolto da molti suoi sostenitori, durante la SangonFest, manifestazione annuale organizzata dalla Lega Nord giavanese. È stato subito accerchiato da fans e militanti, in cerca di una foto ricordo.

GUARDA IL VIDEO DI SALVINI A GIAVENO CHE PARLA DI TAV

Appena sceso dall’auto, Salvini il primo saluto l’ha dato a Osvaldo Napoli, mentre i contestatori sono stati tenuti fuori dall’area del “Sangon Fest” da numerosi gruppi di forze dell’ordine in assetto antisommossa, che hanno circondato interamente il piazzale dove si teneva la festa della Lega. Oltre a Napoli, c’erano la consigliera regionale Ruffino, il sindaco Carlo Giacone e alcuni  componenti della maggioranza del Comune di Giaveno. Per la Lega Nord, era presente Roberto Cota, il segretario provinciale Benvenuto e il parlamentare Allasia.

A proposito della Tav in Val Susa, SALVINI ha dichiarato: “Io sono perché decidano i cittadini a-idiologicamente, senza partito preso. La Lega a livello nazionale ha sempre ritenuto che fosse un’opera utile, invece a livello locale si ritene troppo impattante. Qualora ci fossi io al governo farei referendum, per fare in modo che siano i cittadini a decidere”. Riguardo le violenze legate al cantiere della Torino-Lione, Salvini difende invece le forze dell’ordine, le quali a suo avviso devono essere sempre rispettate, in un paese civile. Ed aggiunge: “La rivoluzione non si fa con la violenza, soprattutto verso i più deboli”.

Salvini è entrato nel tendone principale della festa, a fare selfie in compagnia di tanti leghisti e fan. Ha bevuto una birra ed è andato a trovare i cuochi nelle cucine. Si è poi messo in un angolo del padiglione, per fare le foto ricordo con tutti gli attivisti e le simpatizzanti che la volevano.
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Ha poi salutato i cuochi e i vari militanti. Solo una contestatrice con una pentola in mano è riuscita ad avvicinarsi e urlagli “SALVINI non ti vogliamo” ma è stata subito allontanata, tra gli insulti dei leghisti.

Un breve comizio ha poi concluso la visita giavanese di Salvini: nel giro di una mezz’ora, il segretario federale della Lega è riuscito a toccare vari argomenti, spaziando dal classico discorso contro l’immigrazione; agli omosessuali, precisando che ognuno è libero di fare le scelte che preferisce nel privato, ma di essere contro il matrimonio gay; all’abolizione della “legge Merlin”, riaprendo così le “case chiuse” e “ripulendo le strade dalla prostituzione”; al problema della manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre montagne, fino ad arrivare a parlare degli studi di settore, che secondo Salvini starebbero rovinando migliaia di italiani.

Infine, alcune battute contro Chiamparino e chi governa il Piemonte: “Basta giochetti, bisogna tornare al voto. Il Piemonte rischia economicamente di fare la fine di alcune regione del Sud”. E sul villaggio olimpico di Torino: “Deve essere destinato agli studenti, non a 400 disperati e clandestini senza che ci siano regole”.

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