VIDEO E FOTO / VALSUSA, GROSSO INCENDIO AL MONTE MUSINÈ

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante incendio e attività all'aperto

di ANDREA MUSACCHIO E IVO BLANDINO (Foto di FRANCESCO RASCHIO, LUISA PAVARINO e LEONARDO TROMBIN)

AGGIORNAMENTO ORE 21.40: incendio Casellette pendici monte Musinė. Attualmente tre squadre di volontari dei vigili del fuoco sono impegnate nelle operazioni di contrasto dei fronti dell’incendio. Numerose anche le unità Aib. È stato posizionato un furgone UCL unità comando locale con personale a coordinamento delle attività. Domani mattina alle prime luci del giorno è atteso intervento elicottero Erickson flotta antincendio nazionale.

AGGIORNAMENTO ORE 21:È stato spento il lato a ovest tra Almese e Caselette. Sul posto stanno intervenendo le squadre dei vigili del fuoco di Alpignano, Almese, Avigliana, centrale Torino più le varie squadre Aib.

AGGIORNAMENTO ORE 19: stanno operando 111 volontari Aib con 35 automezzi. Sino alle ore 18 sono stati operativi 2 elicotteri regionali. L’incendio è ancora attivo. Al momento non ci sono rischi per le abitazioni.

CASELETTE – Questo pomeriggio lunedì 15 marzo, è scoppiato un grosso incendio nei boschi del Monte Musinè, nel territorio di frazione Grangiotto nel comune di Caselette.

Sono in corso le operazioni di spegnimento. Il vento è fortissimo, quindi l’attività di Aib e Vigili del Fuoco è molto complessa. Le fiamme continuano a risalire verso la montagna: alle ore 19 la situazione è ancora critica. Per tutto il pomeriggio c’è stato anche il supporto degli elicotteri.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante incendio e attività all'aperto

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15 COMMENTI

  1. MA CHE CAZZO ..DICI…
    SEI PROPIO UN FENOMENO…..
    PRENDI UNA PALA E VAI A SPEGERE IL FUOCO .MAGARI TI SCHIARIGLI LE IDEE…

  2. Quindi non apriamo neanche le indagini, sa già tutto lei.
    I Carabinieri sono aperti fino alle 20.00, ha tempo di andare a parlarci e fare una deposizione.
    Si faccia una camomilla.

  3. In questo momento non servono polemiche ma vedere di risolvere questo problema che puntualmente compare quando vi è un clima secco e molto ventoso. Allora le zone sono quasi sempre le stesse da Caselette sino a Bussoleno. Io dico almeno quando le previsioni dicono vento forte si dovrebbero monitorare le montagne con voli di elicotteri dei carabinieri forestali e di altri corpi e nel frattempo allertare le squadre AIB e Vigili del fuoco pronti ad attivarsi, oppure facciamo come in altri Paesi con maxi torrette di visualizzazione poste in cima le montagne. Starò sognando ? può darsi.

  4. Quando c è forte vento siamo alle solite e sempre qualcuno che da fuoco(e sembra anche che sanno chi è.. Così ho sentito dire) e uno che non le piace la montagna.. Ma allora vai in città….. Xche non dicono a noi abitanti di queste zone chi sono?? tutte le volte che c è un po’ di vento dobbiamo avere il terrore… La paura di dover evacuare e lasciare la casa… TUTTI GLI ANNI…. SEMPRE.LA STESSA COSA…. BASTA…. ma se sanno chi sono che senso ha tutto questo?? Scusate lo sfogo….

  5. Mi sono iscritto apposta per rispondere al commento di ferraudo(noto politico Aviglinese)
    Ferraudo…tu fai propaganda elettorale in modo piuttosto discutibile.
    Ascolta il consiglio del signor Andrea…. prendi una pala e va a spegnere l’incendio sul Musiné… magari scopri che il mondo non è solo chiacchiere

  6. Mi chiedo se si fanno indagini per prendere i responsabili oppure sono fatti considerati minimi e quindi senza importanza.
    Si potrebbero mettere delle telecamere trappola sulle strade di accesso ai boschi che registrano chi passa…
    E poi se li prendono cosa gli danno ? qualche mese con la condizionale cosi’ da ricominciare subito ?
    Ci vanno decenni a crescere un bosco che é un polmone di aria pulita per tutti, senza contare chi rischia la vita per andare a spegnere.

  7. I notav forse non sono stati ma staranno godendo visto che amano solo il gasolio dei camion e le bombe incendiarie
    ma non capisco perchè si consente ancora a chi vive in campagna o montagna di bruciare sterpaglie
    appena uno di questi amanti del fuoco accende un fuoco si nota a 100 chilometri ma nessuno li va a fermare
    si aspetta sempre che poi si incendia una montagna

    questo incendio ha tanto co2 e polveri e inquinanti quanto un anno di una città di un milione di abitanti

    • Non e’ vero che tutti vedono subito l’ incendio.La miccia messa da quel qualcuno non si nota subito e con il vento che c’ e’ si propaga velocemente e ormai brucia..Glielo dico perche’ c’ era mio marito nel 2017 al Seghino quando bruciava e quando sono rimasti accerchiati dalle fiamme.E’ questione di un attimo con questo vento.

    • Emerito signore, i no TAV non godono per la distruzione del proprio territorio….segua il consiglio…prenda una pala e vada a spegnere il fuoco a Coldimosso…che nel frattempo sta bruciando!

  8. Prevenire non si potrebbe? Esempio, soffia il Fohen: controllo delle vie di accesso (in ore strategiche, anche casuali), controllo del traffico telefonico (non ci sarà proprio una folla che staziona in quell’area), mettere qualche telecamera (costerà sempre meno dei danni), giro di controllo dai rivenditori di inneschi (anche solo informale), eccetera….

  9. copiato e incollato da FB dove questo personaggio Michele Ferraudo usa account finti:
    Ecco chi è da segnalare tutti come account falso..pubblicato su valsusaoggi..Fulvio Grandello ecco chi è…alias Michele Ferraudo, alias Democratici di Avigliana, alias Paolo Rocca, alias Tersite, alias ……, figlio di un ex stimato assessore all’urbanistica ai tempi del Sindaco Amodeo (socialista), è stato assunto in Sitaf dall’On. Franco Froio, (socialista) ed è stato repentinamente nominato rappresentante sindacale della CGIL più o meno nel periodo in cui si ipotizzava un accordo della Sitaf con l’Amministratore delegato Lorenzo Necci delle Ferrovie per la realizzazione del Treno ad Alta Velocità in Valle di Susa. In quel periodo ero assessore all’industria nella Comunità montana con il presidente Luciano Frigieri entrambi contrari, già allora, ad una nuova linea ferroviaria. Inspiegabilmente, si fa per dire, sono stato trasferito nella Centrale automatizzata di Villa Quagliotti ad Avigliana e successivamente inserito in una lista di dipendenti da licenziare. Il signor Michele Ferraudo, sindacalista, non si è distinto per animosità contro questi discutibili provvedimenti, al punto che qualcuno ipotizzava la presenza in Sitaf di un sindacato “giallo”. Successivamente è stato nominato Amministratore Delegato della Sitaf l’Architetto Mario Virano in rappresentanza dei soci privati che facevano capo al Gruppo Gavio e il Sindacalista Michele Ferraudo è stato licenziato per motivi mai resi pubblici. In quel frangente mi sono sentito in dovere di difendere questo povero collega vittima di un licenziamento apparentemente immotivato. Lo sciopero ha riscosso una partecipazione eclatante: eravamo in due, io e il suo compagno di stanza. Probabilmente, mi piace pensarlo, è stato licenziato per la sua eccessiva propensione ecologica. Sta di fatto che adesso è un fervente supporter di chi l’ha fatto sloggiare e lavora per la smart valley, certamente in seguito a regolari gare d’appalto. Ha come hobby la pubblicazione continua di libelli contro Carla Mattioli, accusata di essere una cementificatrice, e la mia modesta persona accusata di essere serva delle lobby autostradali e magari delle agenzie di pompe funebri che potrebbero aumentare i loro profitti grazie all’inquinamento dei TIR. Mi sospetta di ostacolare un traforo ferroviario per favorire l’autostrada, operazione che se va bene, o male, secondo i punti di vista, vedrà gli effetti tra una ventina di anni. A tempo perso tiene il bordone al noto Senatore Stefano Esposito, già promoter del Bingo, già amministratore di SETA, società che si occupa di rifiuti, già promoter delle Olimpiadi, attuale promoter del TAV. Tutte situazioni che richiedono passione civile e naturalmente un superbo disprezzo per i miliardi che ruotano attorno a queste nobili attività. Nel frattempo qualcuno mi ha creato un clima talmente ostile nel mondo politico torinese, seminando dubbi sulla mia correttezza professionale nel rapporto tra autostrada e Tav, che mi sono sentito in dovere di rassegnare le dimissioni da direttore di esercizio dell’A32. Se fossi un venduto, sarei un venduto scemo, mentre quelli che mi conoscono bene mi considerano solo scemo.

  10. Perché è stato rimosso il primo commento? Così quelli che rispondono con tanta foga non si capisce a cosa rispondano e “sembrano” scemi.

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