INCIDENTE IN VALSUSA, FUORISTRADA SI RIBALTA NEI PRATI DELLE PISTE

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di THOMAS ZANOTTI

BARDONECCHIA – Domenica 25 settembre, un turista svizzero a bordo del suo fuoristrada, incurante dei divieti, si è avventurato a Bardonecchia lungo una pista da sci del comprensorio sciistico dello Jafferau, perdendo il controllo e provocando il ribaltamento del mezzo. L’incidente ha causato seri danni alla pista dove in questi giorni la Colomion S.p.a. stava completando i lavori di preparazione in vista dell’imminente stagione invernale e dove ogni anno compie degli interventi di ripristino ambientale per prevenire dei dissesti e per tutelare l’ambiente come fonte di ricchezza turistica per chi vive in montagna.

Le parole del Direttore Commerciale della Società Colomion S.p.a, Enrico Rossi: “In un momento in cui la tutela dell’ambiente è più che mai un’urgenza, i concetti di “Green Economy”, sostenibilità del Turismo, della Mobilità e dell’Energia sono sempre più diffusi ci troviamo ancora una volta ad affrontare il problema dell’invasione di mezzi motorizzati sui sentieri e sulle piste da sci, dove il transito è assolutamente vietato. I fuoristrada dovrebbero restare sulle strade a loro dedicate. Dubitiamo fortemente che il turista elvetico avrebbe compiuto lo stesso gesto sui tracciati e sulle piste delle località svizzere.

Conclude Rossi: “È doveroso sottolineare che tali comportamenti irresponsabili non solo compromettono e danneggiano l’operato della nostra società che durante l’estate si dedica alla preparazione delle piste per la stagione invernale, ma rappresentano una vera e propria minaccia per l’ambiente. Ci auspichiamo che in futuro ciò non si ripeta nuovamente, anche grazie ad un maggior controllo, in modo tale che il nostro territorio possa essere rispettato e tutelato”.

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24 COMMENTI

  1. il mondo è pieno di gente che solo per essere seduti su un mezzo potenzialmente idoneo crede di saper e poter fare tutto, oltretutto dove è vietato. Sicuramente a casa sua si sarebbe ben guardato dall’ignorare un divieto.
    Per contro stride un pò sentir parlare di green, rispetto dell’ambiente da chi preparare le piste o ne apre di nuove a suon di bulldozer ed usa tonnellate di acqua per l’innevamento artificiale.
    PS. a scanso di equivoci sono uno che ama sciare

  2. Non sapevo che le piste da sci fossero sinonimo di tutela e rispetto ambientale! A questo punto l’innevamento artificiale immagino esista per incentivare la biodiversità.

  3. Esatto , ma più controlli non bastano , ci vuole più intelligenza ed educazione civica , soprattutto da stranieri che vogliono insegnare a noi Italiani

  4. Dove sta il problema..gli si fa una multa da 100.000 euro da pagare subito altrimenti galera finché non paga. A chiamato i soccorsi e quindi sì da chi è.

  5. Sono anni che in alta valle una quota di turismo é costituita da appassionati di fuoristrada sia motociclisti e sia conducenti di mezzi 4 x4. Si tratta di persone, in larga parte, provenienti da paesi europei nei quali la pratica del fuoristrada non è consentita o comunque limitata ad aree marginali, ex cave et. Sicuramente non alle vette alpine come in Valle. Alcuni si limitano a percorrere strade autorizzate, altri sentieri o altri percorsi magari creando scorciatoie o altre divagazioni. Ora, chiedere di intensificare i controlli potrebbe “incrinare” il buon rapporto con la Valle di questi turisti dell’off road.
    Resta inteso che percorrere percorsi al di fuori delle strade sicuramente arreca danno al terreno, provoca erosione ed estirpazione della cotica erbosa. A tal proposito, però, é anche corretto evidenziare che per costruire piste ed impianti sciistici si rimuove la vegetazione arborea, si scava e si riprofila il pendio e si costruiscono nuove e più ampie piste di servizio. Inoltre si utilizza l’acqua e l’energia per produrre innevamento artificiale.
    Detto questo, sapendo quanto è importante per l’economia della Valle lo ski da discesa occorre augurarsi un inverno con copiose nevicate in quota e costi energetici accettabili per far funzionare gli impianti.
    Al malcapitato conducente del veicolo 4×4 cappottato, che ci auguriamo non abbia patito alcun danno fisico, si rammenta che anche al di fuori della propria nazione occorre rispettare i divieti e l’ambiente. Un ultimo suggerimento è quello di percorrere gli itinerari autorizzati, che in Valle non mancano, e consento, comunque, di raggiungere punti panoramici e suggestivi.

  6. Sono d’accordo sul fatto che il signore svizzero ha sbagliato ( a casa sua non lo avrebbe di certo fatto ma tantè…).
    Però mi ha colpito una frase dell’articolo e cioè: “I fuoristrada dovrebbero restare sulle strade a loro dedicate”.
    Ecco, vorrei sapere dove sono le strade dedicate ai 4×4.
    Grazie per l’eventuale risposta.
    Mario

  7. Alla domanda del Signor Bonoli la risposta è:
    Le strade “dedicate” ai fuoristrada, ed ai guidatori di tutti gli altri veicoli che ci vogliono provare, sono quelle dove non ci sono divieti di transito.
    Strade, stagionalmente o per l’intero anno, aperte al traffico veicolare anche se non asfaltate e a volte parecchio sconnesse.

  8. Concetti di “Green Economy”, sostenibilità, rispetto dell’ambiente….. che “paroloni” e poi Bulldozer a gogo e innevamento artificiale.
    Ma mi faccia il piacere…”diceva Totò”

  9. Ma speriamo che la montagna si riprenda i suoi spazi.. hanno devastato interi territori e il problema sarà una macchina che si ribalta.. era stupendo durante questi anni fare le passeggiate con le piste chiuse, magari quest’anno il caro luce incentiva la chiusura, speriamo!

    • Certo, potremmo vivere tutti di reddito di cittadinanza, non ci avevo pensato. Anche l’utilizzo dello smartphone o del pc, inquina. Tutte le attività umane, in qualche maniera inquinano.

  10. Avere le targhe svizzere non signigica essere cittadino elvetico. Nel 99% dei casi, alla guida di questi veicoli ci sono italiani (o altri lavoratori stranieri) che semplicemente lavorano in Svizzera e scorazzano in modo arrogante nel sostro paese (fatevi un giro nel Varesotto, in Val d’Ossola o in Valle d’Aosta…)

  11. Mauro mi spiace ma la Sua volenterosa difesa dello svizzero, sempre eccellente, a scapito dell’italiano, sempre cafone, è ingiustamente esterofila.
    Per saperne di più non sarebbe male procedere con una confisca del veicolo…. “e vedere di nascosto l’effetto che fa” (E. Jannacci 1968).

    • شهرزاد, Shahrazād mi spiace per lei, io non difendo gli svizzeri, ma non parlo per sentito dire o per luoghi comuni
      Io in Svizzera ci vivo e lavoro da parecchi anni, e credo di conoscere abbastanza bene la cultura elvetica e soprattutto quella del 25% di immigrati e frontalieri (di ogni dove, non solo italiani, legga bene il mio commento) che spesso e volentieri quando oltrepassano le Alpi, non perdono l’occasione di mostrare il peggio della cultura del paese di origine.
      Non sono tutti cosi’, purtoppo in Svizzera, come in tanti altri paesi esteri, fuggono anche le piu’ brillanti menti del nostro paese. Ma questa è un’altra storia triste.

  12. Gent.mo Mauro,
    trascurando la tradizione mercenaria che per secoli ha devastato l’Europa al soldo della testa coronata che pagava di più, qualcosa di buono oltre agli orologi a cucù nella cultura svizzera c’è senz’altro, penso a Friedrich Dürrenmatt o ai suoi 27 nobel nelle varie discipline.
    Restando nel presente penso invece ai proprietari dell’Eternit…..
    Impareggiabili portatori di civiltà e cultura.
    Mi incuriosisce oltremodo quel 25% di stranieri residenti che quando sgobbano per gli eccelsi svizzeri padroni rigano dritto per poi lasciarsi andare ad efferatezze non appena vengono loro sciolte le catene ad aperti i confini.

    • Rispetto e condivido la sua opinione. Nello stesso tempo in Svizzera esiste un diffuso e a volte oserei dire “patetico” (ai nostri occhi) senso civico che noi ci scordiamo. Una democrazia diretta è quanto di piu’ nobile possa partorire una società. Certo è che un’economia fondamentalmente e culturalmente liberale non puo’ che tutelare i propri interessi anche a scapito degli altri (Glencore). Quel 25% non è costretto da nessuno, è libero di lavorare dove vuole, anche di tornare al proprio paese.
      Le posso garantire che lo svizzero DOC, quando viene in Italia crea code sulle strade perchè è l’unico a rispettare i limiti di velocità.

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