INDAGINE DELLA FINANZA DI SUSA SULLE BADANTI: 4 MILIONI DI REDDITI NON DICHIARATI

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn

dalla GUARDIA DI FINANZA

SUSA – 4 milioni di euro i redditi percepiti non dichiarati e oltre 800 mila euro l’imposta evasa. È quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Susa nei confronti di centinaia di colf e badanti a partire dall’inizio di quest’anno fino ad oggi.

Tutti i soggetti controllati sono risultati essere, intanto, evasori totali in quanto hanno omesso di presentare le dichiarazioni, così come prevede la normativa poiché ogni soggetto è tenuto a dichiarare i propri redditi anche se non ne consegue alcun debito di imposta.

Elemento scatenante, che ha attirato l’attenzione dei Finanzieri della compagnia di Susa su questo fenomeno, sono state proprio le segnalazioni che pervengono, quotidianamente, da parte dei vari Reparti delle Fiamme Gialle operanti ai valichi di confine nazionali, in particolare, quelle inviate dalla compagnia di Caselle Torinese, nell’ambito dell’attività finalizzata al monitoraggio dei flussi di capitali in entrata ed in uscita dallo Stato secondo la normativa vigente sull’uso del denaro contante.

Si è così avuto modo di verificare, in concreto, come il soggetto segnalato, in uscita dallo Stato e recante con sè significative somme di denaro contante (spesso entro i limiti consentiti ovvero dieci mila euro), percepisse redditi derivanti da lavoro domestico subordinato senza versare le imposte dovute.

Successivamente a questa preliminare analisi, l’Inps ha provveduto a trasmettere ai militari della compagnia di Susa un elenco dei datori di lavoro che hanno regolarmente provveduto agli obblighi contributivi, tramite i quali si è risaliti al lavoratore domestico.

Altro elemento caratterizzante il servizio è stato l’analisi delle risultanze derivate dai costanti controlli effettuati dalla Guardia di Finanza agli operatori “Money Transfer”; infatti, molte delle somme trasferite all’estero derivavano proprio dal lavoro domestico prestato e per il quale non veniva pagata alcun tipo di imposta.

I militari della compagnia di Susa, inoltre, hanno scoperto, nel corso delle indagini, che molti dei lavoratori domestici controllati non solo avevano “nascosto” al fisco i propri redditi, ma avevano addirittura fatto richiesta di agevolazioni per la fruizione di prestazioni o servizi sociali e assistenziali, come ad esempio agevolazioni per l’iscrizione a scuola dei figli o all’università, per il servizio mensa o per la richiesta dell’esenzione del ticket sanitario. Tutto ciò non solo frodando lo Stato, ma togliendo questo beneficio a chi veramente spettava.

La tutela delle risorse dello Stato e il contrasto alle frodi alla pubblica amministrazione, sono compiti prioritari per la Guardia di Finanza che ricorda come tali situazioni, danneggino tutti i cittadini e fanno aumentare i costi dei servizi pubblici.

FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

11 COMMENTI

  1. Rovescio della medaglia positivo:
    gli elenchi Inps corrispondono a datori di lavoro che con correttezza hanno inquadrato previdenzialmente il loro personale domestico facendosi carico di relativi contributi.
    Rovescio triste della medaglia:
    I controlli descritti, sicuramente legittimi, colpiranno soggetti dal reddito comunque modesto e dal gettito fiscale effettivo, al netto di detrazioni e deduzioni che sarebbero comunque spettate presentando le dichiarazioni dei redditi, altrettanto modesto mentre i flussi milionari dei grandi Paperon de Paperoni verso i paradisi fiscali continuano a farla franca in larga misura.

    • Infatti, senza nulla ridire a chi effettua i controlli, allora lo Stato diminuisca le tasse, perchè molti anziani hanno dei redditi bassissimi e pure le loro famiglie, ma devono andare a lavorare , e se devono mettere a posto la badante con i libretti, non ce la fanno e quindi che devono fare, lasciare gli anziani a casa da soli??

  2. Una cosa è certa. Le fiamme gialle di Susa sono quello che tutti abbiamo sempre voluto. Lotta all’evasione, lotta al lavoro nero e lotta al crimine organizzato. Non mancherà molto che di sto passo becchino qualche eccellente con le mani nel sacco. Va ricordato che sull’autostrada i traffici ci sono da anni. E di vario tipo. Non a causa dell’A32 ma del fatto che è una via rapida tra italia e francia. Bravi!

    • Vogliamo parlare di quando percepiscono indennità di disoccupazione per sei mesi…quando passano da un lavoro all’altro. Pur lavorando in nero dal successivo!? Personalmente per non aver accertato la situazione ho perso una badante molto capace e richiestissima. Questo vuol dire che i più accettano di frodare….all’italiana.

  3. Penso che prima di tutto bisogna fare un’analisi delle varie situazioni. I figli non possono occuparsi dei genitori anziani perché con l’allungamento dell’età pensionabile sono al lavoro; gli stessi figli cmq lavorano per mantenere i propri figli, che per loro il lavoro è un miraggio; le rette delle case di riposo sono molto pesanti e i figli sono obbligati a contribuire. Ultima possibilità le badanti a cui bisogna dare camera personale, il più delle volte bagno personale, pasti e lavaggio biancheria. E la legge prevede il versamento dei contributi giustamente, ma come fanno i figli a integrare il costo salato di tutto ciò? Forse con un po’ di riflessione ci si rende conto che non è possibile materialmente pagare tutto……………pagando tutte le tasse, se è pur vero che c’è un po’ di rimborso in sede di denuncia di redditi non basta a pagare il salasso. E parlare di ridurre le tasse è un sogno di mezza estate…………..E allora dagli all’untore gli italiani tutti evasori…………In nome di un’Europa che privilegia la riduzione dei servizi assistenziali, per il pareggio di bilancio non capendo che se aumento il denaro circolante sicurante si evade molto di meno soprattutto nei piccoli cittadini……

    • Tutto giusto!! In media un pensionato costa 2000 euro mensili, e non ti trattano manco bene, il personale è troppo poco, il cibo piuttosto scadente, ti portano in bagno se e quando hanno voglia e tutto questo per una cifra che in media in Italia serve per fare sopravvivere un mese una famiglia di 4 persone… Se invece l’anziano invalido resta in casa sua, i figli e nipoti sono obbligati ad andare a lavorare per stipendi troppo bassi, ma se non ci vanno muoiono di fame. Dove li prendono i soldi per regolarizzare il tutto?? Ok i controlli, ma forse prima di punire chi è alle strette e non sa come fare per mantenere il lavoro e al tempo stesso non abbandonrare il genitore o nonno, bisognerebbe puntare più in alto, ci sono evasori fiscali che hanno attività redditizie, auto di lusso, ville etc… che guadagnano ben di più del poveretto che sceglie una badante per non perdere il posto di lavoro da opario o impiegato con stipendio medio basso… Senza parlare di tutti i traffici mafiosi e di spaccio che si svolgono quotidianamente da nord a sud, tipo la terra dei fuochi in zona di Caserta, dove quando passi con l’auto in autostrada vedi schifezze bruciare ovunque e fumi neri che si alzano, lì nessuno fa niente per portare la legalità e spegnere questi fuochi di rifiuti pericolosi che lentamente uccidono la popolazione costretta a vivere in quei posti??

      • E che dire di certi ” anziani ricongiunti ” , che abitano in Marocco proprietari di case,terreni e altre pensioni marocchine, ma che percepiscono anche la pensione di anzianità italiana ? Magari ,ogni tre mesi,tornano in Italia per qualche giorno , ospite dei parenti, a prendere in giro l’INPS ?.

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.