LETTERA / TURISMO, ALCUNE IDEE PER RILANCIARE L’ECONOMIA IN VALSUSA

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In un’epoca in cui a causa del cambiamento climatico l’economia basata sugli impianti di risalita risulta essere sempre più precaria, nelle vallate montane è necessario attingere a tutte quelle iniziative che ne possono riqualificare il territorio, facendolo crescere e rendendolo nuovamente attivo, attuale e vivibile.
“Il lockdown provocato dal Covid-19 ha portato alla riscoperta della montagna: una delle regioni climatiche più tipiche della nostra Regione. Una realtà che con il tempo ha cambiato la propria prospettiva economica a favore dell’urbanizzazione. Eppure la montagna può e deve ancora essere non solo un’alternativa, ma un sistema profit autoreferenziato e autonomo che crei sviluppo economico, occupazione, qualità della vita, oltre a proteggere e divulgare le tipicità dei territori”, così Alberto Busca, Responsabile Regionale Patrimonio Storico e Culturale di Italia Liberale e Popolare Piemonte, commenta la proposta dell’Associazione per la tutela e la riqualificazione dei territori montani.
Le località sciistiche, dove le alte temperature accorciano sempre più le stagioni e dove, spesso, diventa difficile usufruire anche dell’innevamento artificiale, possono trovare nuovi sbocchi economici tramite progetti territoriali che coinvolgano anche i comuni delle Valli, trovando valide alternative all’economia sempre più precaria legata ai soli impianti di risalita.
“Se lo sci non è praticabile, intervenga la cultura, si faccia avanti l’idea di un comprensorio sportivo innovativo, coinvolgente, al passo coi tempi. Ciaspole, maneggi, itinerari storici, strade enogastronomiche, alberghi diffusi, musei etnografici, sono tutte iniziative in grado di dare nuova linfa alle nostre vallate, ricche di peculiarità e storia che troppo spesso vengono banalizzate e non utilizzate come opportunità di crescita economica e sociale”, aggiunge Busca.
La montagna come attrattiva di investimenti alternativi, profittevoli e sostenibili anche economicamente. Uno scenario non sono agropastorale che ripopoli le borgate, ma che le renda a loro volta attrattive: creazione di percorsi ecomuseali ed enogastronomici alla scoperta della storia e delle tipicità locali, creazione di Laboratori Universitari a partire da Agraria, Veterinaria ed Architettura per la riscoperta, la tutela e la divulgazione del patrimonio storico dei territori, infrastrutture turistiche che associno storia del territorio e servizi all’altezza del turismo contemporaneo, sponsorizzazione ed attività mediatica in grado di raggiungere turisti ed operatori su scala nazionale ed internazionale.
“Burocrazia e cecità negli investimenti saranno i primi ostacoli da abbattere per velocizzare un processo che coinvolga produzione e turismo: Sindaci, Comunità Montane, Pro Loco, Associazioni Culturali e Imprenditori dovranno necessariamente creare un tavolo comune che analizzi nello specifico le possibilità di investimento, mantenendo prioritaria la salvaguardia dell’ecosistema e la sicurezza idrogeologica, sviluppando progetti che consentano un ripopolamento delle borgate ed una loro riqualificazione sociale ed economica”, continua Busca.
“Associare la tipicità del prodotto di Talucco con quello di Coazze, col Porcino Giavenese, alla riscoperta delle miniere di talco della Valle Germanasca, alla rievocazione del conflitto franco savoiardo tra il Forte di Mutin ed il Forte di Fenestrelle, un gemellaggio con il Forte di Exilles,, la riscoperta del Medioevo a partire dalla Festa del Cecio in alta Val di Susa, solo per citarne alcune. Solo solo alcune delle tante iniziative in grado di attrarre dallo sportivo all’amante del prodotto locale, fino all’appassionato ed al curioso della storia e del folklore dei territori”, conclude Busca.
Il Piemonte è ricco di attrattive e potenzialità territoriali ad oggi sotto utilizzate. Le possibilità per interi territori di trovare una nuova via economica e di miglioramento della qualità della vita sono notevoli: la riscoperta dei territori e delle loro peculiarità attraverso progetti di rete, può essere un importante volano per l’economia locale, anche su scala nazionale.
“La storia locale, le produzioni tipiche, la cultura del territorio, spesso non vengono utilizzate come potenzialità e valore aggiunto per progetti di sviluppo territoriale che possano creare una nuova economia locale, facendo da volano ad un processo di crescita dei territori. Un patrimonio che, se fruttato a dovere, potrebbe risultare il veicolo principe per territori che negli anni si sono desertificati dal punto di vista economico ed abitativo”, così Claudio Desiró, Segretario di Italia Liberale e Popolare.
I Comuni delle Valli Piemontesi sono spesso di piccole dimensioni e solo facendo rete, sviluppando progetti che incidano su interi comprensori, possono trovare le condizioni necessarie allo sviluppo di nuovi sbocchi economici a partire dalle singole potenzialità e tipicità.
“La nostra associazione, che mette i territori al primo posto come punto di partenza per la ripresa del nostro Paese, si sta attivando per essere il mezzo tramite il quale le diverse istituzioni locali, il mondo associativo e l’imprenditoria possano dialogare per sviluppare progetti locali specifici, in grado di dare una nuova vita a territori che riteniamo essere fondamentali per la storia ed il futuro di tutto il Piemonte”, conclude Desirò.
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3 COMMENTI

  1. Buone idee ma il tutto si scontra con la politica locale.
    Chi ha in mano le.chiavi del turismo sono i sindaci.
    Purtroppo non riescono a fare massa critica fra loro.
    Sono di un basso livello politico e chi lo fa come unico mestiere, lo fa come rifugio non avendo una lavoro.
    Insomma c e’ poco da sperare. Siamo gestiti da pensionati o persone senza un lavoro. Fa ridere ma è così almeno in bassa valle.
    Non rimarrebbe che togliere ai comuni la gestione del turismo e creare un ente che lo gestisca per tutta la valle con pieni poteri e con i finanziamenti.
    Possibile? Forse ma difficile. I comuni non molleranno mai: gestire finanziamenti vuol dire gestire clientele.

  2. Buone idee senz’altro ma perché le buone idee devono sempre essere messe in pratica da qualcun altro.
    Ognuno di noi potrebbe fabbricarne centinaia al giorno restando nell’olimpo dell’inutilità.
    Chi ne ha tante si dia da fare e cominci a realizzarne almeno una.
    Senza attendere o invocare i soliti tavoli, capolavori di inefficacia ed inefficienza buoni solo per fare chiacchiere e sterile retorica.

  3. Il problema di tutte queste cose è il passaggio dall’idea al fatto, diversamente rimane retorica.
    Sta bene scrivere “riscoperta delle miniere di talco della Valle Germanasca… rievocazione del conflitto franco savoiardo tra il Forte di Mutin ed il Forte di Fenestrelle… gemellaggio con il Forte di Exilles… la riscoperta del Medioevo a partire dalla Festa del Cecio in alta Val di Susa”. E quindi? Su questo siamo tutti d’accordo, ma è il COME che manca!
    Il progetto efficace che realizza queste cose deve essere, ad esempio, creare un sito collegato opportunamente con portali nazionali e internazionali di turismo, booking, tour-operator, ecc… dove ci si può prenotare per il tour guidato delle miniere, con un’offerta allettante di cose da vedere e posti dove fermarsi. Ogni luogo un programma di viaggio “zero pensieri” e poi propaganda a nastro su canali locali, ecc… Questo costa, certo, ma c’è gente che c’è riuscita con i canali di crowdfunding o tramite investitori vari. Il Comune al massimo mette un cartello, nessuno di loro è interessato a fare turismo nel senso pratico del termine…

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