LA CASSA DI LAMINAZIONE DELLA DORA PREOCCUPA CASELETTE, RIVOLI, ALPIGNANO E ROSTA: “CI SONO SOLUZIONI ALTERNATIVE”

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CASELETTE – Il progetto della cassa di laminazione sulla Dora Riparia è un’opera idraulica strategica gestita da Aipo e Regione Piemonte, finalizzata a proteggere Torino dalle piene.
Un progetto pensato all’indomani dell’alluvione del 2000 per difendere il capoluogo piemontese da futuri eventi catastrofici. La sua realizzazione interesserà centinaia di ettari agricoli tra i comuni di Alpignano, Caselette, Rivoli e Rosta che verranno espropriati o interessati dagli invasi di laminazione della Dora.
Il piano però ha sollevato forti preoccupazioni per l’impatto previsto sul territorio, portando così i soggetti interessati alla richiesta di soluzioni alternative.
Nel corso dell’incontro di martedì 10 marzo tra Amministratori (presenti i Sindaci di Alpignano Steven Palmieri, Rivoli Alessandro Errigo, Caselette Pacifico Banchieri e Rosta Domenico Morabito), Coldiretti (presente con il Presidente Bruno Mecca Cici e il Direttore Provinciale Carlo Loffreda), i Consorzi Irrigui e diversi proprietari dei terreni, sono emerse forti preoccupazioni per un progetto che se portato avanti nelle dimensioni prospettate arrecherà notevoli danni alle attività agricole presenti nella piana e pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, paesaggistico e turistico (non dimentichiamo gli investimenti fatti negli anni sulla ciclabile e sulla via Francigena).
Tutti concordi sulla volontà di risolvere i problemi di Torino, senza però creare ulteriori criticità ai territori coinvolti dall’opera prevista.
Per questo in passato si erano valutate soluzioni alternative, come l’innalzamento di tre ponti nella città di Torino o interventi minori su tutta l’asta della Dora, con la creazione di invasi utili all’agricoltura anche nella stagione estiva. Queste soluzioni avrebbero un impatto e un costo minore rispetto ad un progetto (tra l’altro non del tutto finanziato).
Queste soluzioni saranno riproposte nei prossimi mesi.
Nel corso dell’incontro (grazie anche al fondamentale contributo dell’ingegner Idraulico Livio Martina che supporta tecnicamente le Amministrazioni Comunali, i Consorzi Irrigui, Coldiretti e di conseguenza gli agricoltori), si è deciso di muoversi compatti e uniti, sia a livello politico che tecnico.
Entro lunedì 16 marzo i Comuni invieranno alla Regione Piemonte le loro richieste di integrazione documentale, poi se il progetto avrà seguito si ragionerà per le eventuali osservazioni. “Nei prossimi mesi si lavorerà in maniera coesa – dichiara il sindaco di Caselette, Pacifico Banchieri – per salvaguardare la piana della Dora e dare una prospettiva economica alle nostre aziende agricole”.

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3 COMMENTI

  1. In pratica, l’unica soluzione intelligente per gestire le piene, non la vuole mai nessuno. Si faccia una ricerca in rete e si cerchino i comitati contro le casse di laminazione, ne è pieno il mondo. Poi quando si va a bagno si da la colpa ai verdi, alle nutrie, etc …

  2. Ma serve anche quella per gli agricoltori
    I cui raccolti andranno a bagno , è tutto così semplice per mettere tutti d’accordo
    ma il problema sono i fondi che non si trovano , si trovano sempre per accomodare
    le divergenze della politica ,per le marchette elettorali di di questa elegante signora politica un po’ attempata ,di buone intenzioni ma cattive abitudini.

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