LA DOTTORESSA RISPONDE: I SOCCORSI DURANTE UN INCIDENTE AEREO

Condividi
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
di PATRIZIA PELUSO
“Attenzione prego, per cause tecniche dovremo effettuare un atterraggio di emergenza”. La domanda che si fa chiunque senta un avviso del genere è la stessa: e adesso che cosa succede? Essendo stata medico aeroportuale per due anni, posso fornire ai lettori una semplice spiegazione.
Quando durante un volo c’è un problema, come un’avaria a un motore, si organizza un dirottamento: il pilota contatta la Torre di Controllo dell’aeroporto più vicino e avverte che ha necessità di effettuare un atterraggio di emergenza. La Torre di Controllo avvisa l’Ufficio di Coordinamento Voli, che blocca le partenze e gli arrivi previsti. Sulla pista accorrono, prima ancora dell’atterraggio, tutte le figure utili alla gestione del problema.
Innanzitutto i Vigili del Fuoco: in ogni aeroporto c’è un gruppo di pompieri pronto all’intervento su pista, operativo in un paio di minuti. Esiste inoltre l’équipe del Pronto Soccorso Sanitario Aeroportuale, addestrata alla gestione delle piccole e grandi emergenze che possono crearsi. Ed ecco il ruolo del medico.
Per chiunque frequenti gli aeroporti è bene sapere che il medico aeroportuale è presente ventiquattro ore su ventiquattro, pronto ad assistere chiunque abbia bisogno di intervento sanitario, addestrato a lavorare nella calma dell’ambulatorio, ma anche in ascensore, all’interno dei bagni, su pista oppure a bordo dell’aereo.
L’assistenza medica non comporta nessuna spesa da parte di chi viene soccorso. Il medico aeroportuale si interfaccia quotidianamente con passeggeri che cadono dalla scala mobile, accusano crisi di panico, hanno malori di ogni tipo. Se per esempio qualcuno di voi preme il pulsante dell’emergenza in bagno o in ascensore, il segnale arriva immediatamente in Pronto Soccorso e a partire da quel momento il medico viene letteralmente cronometrato: i suoi tempi di reazione vengono valutati severamente, tanto da verificare che abbia percorso la strada più breve per raggiungere il passeggero a cui prestare soccorso.
Quello che un medico teme davvero, però, è il maxi incidente aereo. In questo caso l’ambulanza del Pronto Soccorso Aeroportuale accorre in pista immediatamente: il medico e i soccorritori sanno che si troveranno davanti centinaia di persone fra feriti, pazienti in stato confusionale, deceduti e ustionati.
È compito preciso di un membro del personale sanitario anche trasportare su pista la Scorta Intangibile, un container attrezzato con tutto l’occorrente per le maxiemergenze: al suo interno sono stoccati barelle, collari, farmaci, bendaggi e così via.
Un’intera grande macchina organizzativa si attiva e si tiene in contatto costante tramite messaggi radio, agendo con ordine e rispettando regole molto severe. Supponiamo di vivere una situazione in cui un aereo riesca ad atterrare ma abbia un motore in avaria che va a fuoco. La zona dell’incidente viene innanzitutto circondata dai pompieri che creano una cintura di sicurezza.
Solo quando i Vigili del Fuoco danno il via, il personale sanitario ha il permesso di accedere all’interno della cintura e procede ad eseguire su tutti i passeggeri un veloce triage studiato appositamente per gli incidenti maggiori; ad ogni persona viene assegnato dai soccorritori un cartellino che la identifica come codice verde, giallo, rosso o nero e il medico inizia a stabilizzare i pazienti con ordine.
Parallelamente, i supervisori contattano il Prefetto e allertano il 112: tramite queste figure viene richiesto agli ospedali vicini sia l’invio di ambulanze e personale medico sia di prepararsi ad accogliere i feriti. Tutti coloro che sono in grado di camminare vengono messi al sicuro tramite dei mezzi di trasporto detti Intercampo, su cui salgono anche il medico e i soccorritori.
Questi spostano i feriti al cosiddetto PMA (Posto Medico Avanzato), cardine dell’organizzazione dei soccorsi e dei trasporti ai più vicini ospedali. Infine i feriti stabilizzati vengono evacuati presso i Pronto Soccorso precedentemente allertati. Si attiva inoltre il comitato di supporto per la gestione di amici e parenti in attesa di avere notizie dei loro cari.
L’équipe dedicata a questo compito comprende Psicologi, personale sanitario e responsabili della Security: vengono organizzate vere e proprie “Sale parenti” in cui si gestiscono malori, crisi di panico e le inevitabili scene di rabbia da frustrazione esasperata. Una caratteristica di questi eventi tragici è proprio la frustrazione dei congiunti: infatti nessuno, per molto tempo, sarà autorizzato a comunicare notizie ufficiali.
La ragione di questo apparente disservizio irrispettoso del dolore dei congiunti è che è estremamente impegnativo effettuare un conteggio preciso di vittime, feriti e addirittura di passeggeri e assistenti di volo presenti effettivamente sull’aereo. Inoltre un nominativo della lista dei feriti potrebbe purtroppo passare, nell’arco di poche ore, all’elenco delle vittime.
Questo articolo vuole fornire una spiegazione che permetta di comprendere il perché di alcuni scenari a cui si potrebbe assistere. Vivere un dirottamento in prima persona, essere lucidi all’atterraggio e vedere i soccorsi pronti ad intervenire ma fermi al loro posto può dare un’idea di totale disorganizzazione e lentezza, laddove invece il personale medico sta solo aspettando il via libera dai Vigili del fuoco.
Non ricevere notizie può essere estenuante. Dietro ognuna di queste azioni però ci sono precisi protocolli che impongono scelte pesanti, ma efficaci nella gestione generale dell’evento.
FacebookTwitterWhatsAppFacebook MessengerEmailLinkedIn
Condividi
© Riproduzione riservata

1 COMMENTO

Che cosa ne pensi? Scrivici la tua opinione

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.