LA DOTTORESSA RISPONDE: QUANDO TOGLIERE IL CIUCCIO AI BAMBINI?

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di PATRIZIA PELUSO

Chi ha un figlio riceve continui consigli su come fare il genitore, si sa, e allora perché dovrebbe leggere un articolo che pretende di dare l’ennesimo suggerimento, addirittura sul ciuccio? Perché dietro al suggerimento c’è una spiegazione. Spesso i bambini non si mostrano affatto disposti a rinunciare al loro ciuccio, che d’altra parte è un ausilio prezioso per farli addormentare e tranquillizzare, ma è bene conoscere il momento in cui diventa necessario abbandonare quest’abitudine.

Il modo in cui il bambino introduce il cibo, infatti, si modifica naturalmente, passando da un’abitudine infantile alla suzione a una ricerca successiva della più elaborata masticazione. Analizziamo nel dettaglio le due fasi. Il neonato per nutrirsi usa l’atto del succhiare, è necessario per questo creare una pressione negativa all’interno della bocca: per farlo il bambino deve chiudere le labbra con forza e muovere la lingua all’indietro. Questo stesso movimento, una volta appreso, viene riprodotto anche sul ciuccio. Man mano che avviene lo svezzamento, invece, il bambino sostituisce questa tecnica con una nuova.

Quello che gli occorre è ottenere una buona elaborazione orale della pappa, tramite un movimento diverso: la lingua va dall’alto verso il basso, non è più utile aspirare serrando le labbra e creando una spinta linguale anteroposteriore. Concedere il ciuccio per troppo tempo, però, blocca la deglutizione a uno stadio infantile. Si mantiene cioè in allenamento la suzione in un bambino che sta contemporaneamente sviluppando una masticazione adulta.

Esistono conseguenze dovute a questo alterato sviluppo della spinta linguale? Ce ne sono diverse. Un residuo del riflesso di suzione in età adulta può provocare prima di tutto malocclusioni dentarie, in quanto la lingua, mantenendo il movimento anteroposteriore, spinge in avanti i denti che cresceranno sporgenti. Un secondo effetto può essere lo sviluppo di dislalie, cioè difetti di pronuncia: è caratteristica la cosiddetta zeppola, o per definirla con un termine medico, il sigmatismo.

Anche questa condizione deriva da un residuo riflesso di suzione, essendo provocata da un movimento della lingua dall’avanti all’indietro. Esiste inoltre il rischio dello sviluppo di un palato ogivale, cioè molto più concavo di quanto sia fisiologico. Un altro caso che si può verificare, questo non certo preoccupante, è che non spariscano le cosiddette bolle di Bichat, le “guanciotte” rotonde caratteristiche di tutti i neonati, a causa di un alterato sviluppo della muscolatura masticatoria; muscolatura la cui alterazione può anche manifestarsi con il mantenimento, da adulti, del “reclutamento” dell’anello labiale.

Questo significa che ad ogni deglutizione si contraggono con forza le labbra, anche se per ingoiare non è necessario muoverle. Esistono inoltre conseguenze sulla postura e sull’articolazione temporo-mandibolare. Attenzione anche ad un uso prolungato del biberon nell’arco della singola giornata. Intrattenersi per ore a ciucciare bevande zuccherate può provocare la comparsa di carie: nonostante si formino sui denti da latte, le carie devono sempre essere prevenute in quanto possono danneggiare le gemme dei denti permanenti! Importante infine evitare di incorrere nell’errore comune di eliminare ciucci e tettarelle ma dare al bambino bevande provviste di tappo a beccuccio o lasciare che si porti il dito in bocca.

Il ciuccio è quindi certamente un valido alleato per i genitori, di cui fare però un uso consapevole, fermo restando che in ogni famiglia esistono dinamiche diverse e tutte vanno comprese e mai giudicate. Dopo qualche mese di riduzione graduale del tempo di utilizzo del ciuccio, il momento in cui è necessario eliminare del tutto l’abitudine alla suzione è quando il bambino raggiunge i due anni e mezzo. Tramite questa semplice accortezza si potranno prevenire diversi possibili rischi.

Ed ora una piccola curiosità: mentre leggete questo noioso articolo in che posizione è la vostra lingua? In chi non ha un riflesso di suzione residuo, la lingua, a riposo, tocca il palato e la parete interna degli incisivi superiori. In chi ce l’ha invece, la lingua non si posiziona verso l’alto e tocca la parete interna degli incisivi inferiori.

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5 COMMENTI

  1. Il ciuccio non si toglie,si trasforma.Ad esempio nei maschietti raggiunta l’età di almeno 50 anni esso prende le parvenze di un amante di almeno 20 anni più giovane e di una spider anche usata,basta che sia appariscente come l’amante.

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