LA LETTERA DI ANGELO BRUSCO: “OULX, IL COMUNE E LE SCONFITTE LEGALI SU COMITATO E CAMPEGGIO”

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campeggio

di ANGELO BRUSCO (Ex presidente del Campeggio di Beaulard)

Gentile Direttore,

con grande amarezza scrivo questa lettera avendo appreso della recente sconfitta legale subita dal Comune di Oulx, ad opera del “Comitato”, istituito dallo storico sindaco ulcense, dott. Cassi Mauro.

Premetto che la mia amarezza non scaturisce dalla vittoria del dott. Cassi, ma dal fatto che, a mia opinione, forse alcuni amministratori locali rischiano di utilizzare l’istituzione pubblica per colpire le persone a loro scomode. In seguito a questo ”modus operandi”, in questi ultimi anni, il Comune di Oulx ha subito altre sconfitte legali che, sfuggite ai ritmi della quotidianità, hanno inesorabilmente pesato sulle tasche di tutti i cittadini.

Per fornire una chiara descrizione della situazione devo fare riferimento al lontano anno 2004, quando il dott. Cassi vinse le elezioni ed il prof. De Marchis ed il dott. Terzolo vennero relegati tra i banchi della minoranza. Il dott. Cassi mi propose di presiedere il consiglio di amministrazione della soc. Campeggio Beaulard che gestiva il campeggio situato nell’omonima frazione di Oulx. Incarico che ricoprii dal 29/12/2004 al 23/10/2007. La società, che corrispondeva al comune un canone annuo di affitto di circa 65.000 euro, risultava al 99% di proprietà comunale ed al 1% di proprietà dell’associazione agricola di Beaulard.

L’intera struttura evidenziava un avanzato stato di degrado e richiedeva urgenti interventi di messa in sicurezza. Tali interventi consistevano nella costruzione di strutture rivolte sia al ripristino degli evidenti cedimenti del terreno, sia al conferimento di un corretto adeguamento della configurazione altimetrica del terreno tutt’altro che pianeggiante.

Nel giugno 2005 si rese necessario il rifacimento del ponte principale in legno. La “solita” autobotte che trasportava il gasolio, attraversando il ponte, rischiò di finire nel rio sottostante. Vista l’urgenza degli interventi di messa in sicurezza e vista l’impossibilità di una provvisoria chiusura del campeggio, la società di gestione si accollò le spese della manutenzione straordinaria per non dover attendere i tempi lunghi che regolano il movimento degli ingranaggi della macchina pubblica.

Pertanto la mia gestione si accollò per intero le spese degli interventi di manutenzione straordinaria e corrispose al comune circa 100.000 euro di canoni di locazione relativi al periodo gennaio 2005 – ottobre 2007. Il comune venne meno agli accordi presi e non compensò le spese di manutenzione straordinaria con gli importi relativi ai canoni dell’affitto. Dai banchi dell’opposizione si levarono numerose polemiche, paragonabili a vere e proprie tempeste mediatiche, rivolte forse più a ledere l’immagine della persona che ad informare sulla reale situazione.

Tra i vari articoli che frequentemente si potevano leggere sui giornali locali, mi colpì quello pubblicato sul quotidiano “La Stampa”, in data 15/08/2010, dal titolo “Quando la roulotte diventa villetta”. L’ articolo, che aveva la mera finalità di pubblicizzare “l’optimus status civitatis”… ovvero … “la migliore forma di governo” dell’amministrazione De Marchis, ripropose le solite pesanti critiche che il vice sindaco, dott. Terzolo, era solito riversare sulla mia gestione.

Si trattò di un vero e proprio impetuoso fiume di critiche che andò addirittura a sfociare nei 4.000 euro di retribuzione mensile che avrebbe percepito il “Custode” della struttura. A questa “delirante baggianata” ed ai conseguenti e poco piacevoli “sfottò” di alcuni cittadini, contrapposi i reali 1.600 euro mensili che percepiva l’ “indispensabile dipendente” per svolgere la mansione di custodia, per consentire il funzionamento della reception e per il quotidiano aggiornamento dei libri contabili.

Per rendere questo articolo più interessante all’opinione pubblica l’amministrazione De Marchis fece inserire anche un “fattaccio di cronaca giudiziaria”, in cui venne fatto esplicito riferimento alle indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Torino in merito a presunte violazioni urbanistiche e di cui, io ed un costruttore di Rieti, risultavamo le uniche persone indagate. In realtà per queste presunte irregolarità vennero indagate altre persone che ricevettero “l’avviso di garanzia” nello stesso periodo in cui venne recapitato a me ed al costruttore di Rieti.

Per chiarire al meglio la situazione devo fare riferimento all’autunno del 2006 quando, nel tentativo di risollevare la situazione economica del campeggio, decidemmo di comprare e vendere cinque casette in legno. Si trattava di strutture lignee poggianti su di un basamento di cemento, molto simili alle quaranta casette che l’amministrazione del sindaco Bertero fece costruire all’interno della struttura tra il 1998 ed il 2004. Nel febbraio 2007, mentre era in fase di costruzione la prima delle cinque casette, il comandante della polizia municipale, dott. Bogge, ravvisò presunte irregolarità confacenti a violazioni urbanistiche. La segnalazione del dott. Bogge diede inizio ad un percorso giudiziario che sottopose a regolare processo il sottoscritto, il costruttore di Rieti, l’amministratore unico del campeggio che mi succedette, il professionista che seguì la parte tecnica e burocratica relativa alla costruzione delle casette, il funzionario dell’ufficio tecnico ed un impresario che aveva svolto nell’estate 2005 i primi interventi sulle strutture di contenimento del terreno. Il processo si concluse poi con la piena assoluzione di tutti per assenza di reato.

Questa situazione, oltre al danno d’immagine, comportò anche una beffa economica in quanto tre delle cinque casette, che furono da noi acquistate e da noi pagate, vennero fatte costruire e vendute dalla gestione che succedette la nostra.

Stanco degli attacchi ricevuti, stanco delle continue interferenze rivolte ad impedire la regolare gestione della struttura, presentai al sindaco Cassi , in data 23 ottobre 2007, le mie irrevocabili dimissioni. Oltre a me si dimisero anche tutti gli altri componenti del consiglio di amministrazione. Fummo sostituiti da un amministratore unico, il dott. Cocciolito, che amministrò il campeggio dal novembre 2007 al settembre 2009.

Il 3 marzo 2008 il sig. Gros, responsabile dell’area economica e contabile del Comune di Oulx, ravvisando alcune presunte criticità relative alla situazione contabile della mia amministrazione si rivolse alla Procura Regionale della Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica per gli accertamenti di rito. Le due Autorità Giudiziare, in seguita ad un’approfondita indagine, non ravvisarono irregolarità e/o reati ed archiviarono, nel luglio 2009, “la segnalazione” di questo funzionario .

Nel maggio/giugno 2009 la lista del prof. De Marchis vinse le elezioni comunali ed il campeggio divenne ben presto uno degli aspetti centrali di questa nuova amministrazione. I 308.000 euro di passività indussero il Sindaco ad avviare un percorso di risanamento societario. Un vero e proprio risanamento economico, che basandosi sul contesto di una “sana ed oculata gestione”, avrebbe dovuto condurre il campeggio al pagamento di tutti i debiti, avrebbe dovuto portare i bilanci societari in attivo ed infine, con la cessione del ramo d’azienda della società di gestione, avrebbe dovuto rimpinguare la cassa comunale di circa 170.000 euro.

I seguenti “ 6 magici punti”, che sintetizzano questo percorso di risanamento, consistono:

1) “Nella sostituzione, nel settembre 2009, dell’amministratore unico, dott. Cocciolito, con la sig.ra Giordano Maria”

2) “Nella delibera del ripianamento della società (come da verbale n. 51 del Consiglio Comunale del 23/11/2009) “. Il comune di Oulx procedette all’azzeramento della passività e versò al campeggio, in data 14/12/2009, i 308.000 euro necessari al pagamento dei debiti. Di questi 308.000 euro, 200.000 risultavano relativi a canoni di locazione rimasti insoluti durante il periodo 2004/2009 , 50.000 euro risultavano relativi a tarsu ed il restante importo risultava destinato al pagamento di vari debiti ). Il comune ritenne i 308.000 euro un “prestito” e vincolò il campeggio alla restituzione dell’importo nella misura dell’86% (circa 250.000 euro). Il restante 14% (circa 50.000 euro) venne considerato un omaggio e pertanto non oggetto di restituzione.

3) “Nell’azione legale contro di me e contro gli altri ex amministratori del consiglio di amministrazione”. L’amministrazione De Marchis, ritenendoci gli unici responsabili di questa passività, nel dicembre 2010, diede inizio ad un’azione legale, tramite la quale avanzò una richiesta di risarcimento danni pari ad un importo massimo di 250.000 euro.

4) “Nella riduzione dei canoni di locazione (come da delibera di giunta n.37 del 27.04.2010) “. L’amministrazione De Marchis ridusse di 40.000 euro l’importo annuo del canone di locazione, che da 65.000 euro scese a 25.000 euro. La delibera medesima non si limitò al solo anno 2010, ma venne estesa anche agli anni 2011 e 2012 e comportò al comune un aggravio di 120.000 euro

5) “Nella chiusura del bilancio societario, relativo all’anno 2011, in attivo di circa 21.000 euro”. La gestione della sig.ra Giordano chiuse il bilancio 2011 in attivo di circa 21.000 euro

6) “Nella cessione a privati del ramo d’azienda della società di gestione”. il comune cedette il ramo d’azienda ricavandone circa 170.000 euro.

Dall’ analisi dei punti, relativamente ai quali viene fatto esplicito riferimento a cospicue somme di denaro, emerge che il comune venne gravato di euro 50.000 (come da punto 1), di euro 120.000 (come da punto 4). Pertanto l’importo di circa 170.000 euro che il comune ricavò dalla cessione del ramo d’azienda (come da punto 6) ebbe la semplice funzione di azzerare gli aggravi sopra descritti.

Inoltre il contenzioso legale che, l’amministrazione De Marchis, avviò contro di me e contro gli altri ex amministratori non portò nessun utile al comune, anzi, lo aggravò delle spese legali. Nel dicembre 2010 il comune avviò contro di noi un’azione legale, tramite la quale avanzò una richiesta di risarcimento danni pari ad un importo massimo di 250.000 euro. Il Giudice, dopo aver raccolto le memorie di entrambe le parti ed i relativi aggiornamenti, revocò tutti i testi e decise di emettere sentenza nel giugno 2012, basandosi esclusivamente sulle prove documentali. Tale decisione indusse l’amministrazione De Marchis a proporci di chiudere bonariamente la vicenda. In seguito al nostro rifiuto di corrispondere al comune l’importo di 1000 euro, a titolo del risarcimento dei danni, venne avanzata una proposta di transazione.

Le condizioni transattive comprendevano il pagamento delle proprie spese legali e la rinuncia da parte di entrambi a qualsiasi forma di pretesa. Io ed il dott. Ramassa manifestammo sin da subito il nostro dissenso in quanto consapevoli di essere dalla parte della ragione. In seguito ad una sentenza a noi favorevole, avremmo avuto la possibilità di intraprendere un percorso legale per rientrare in possesso di alcuni finanziamenti non lucrosi , messi di nostra tasca a disposizione del campeggio, nei momenti in cui la struttura si trovava in gravi difficoltà economiche. Questi finanziamenti che non comparivano nei bilanci societari da diversi anni, vennero tolti dal bilancio relativo all’anno 2008, dall’amministrazione comunale del dott. Cassi, in seguito ad una “scellerata” decisione dell’allora Vicesindaco Rousset Elio. Con grande sofferenza sia io, sia il dott. Ramassa accettammo poi la proposta di transazione facendo però includere nelle clausole transattive (come si evince dal Consiglio Comunale del 29/05/2012) la possibilità di rivalerci, qualora la Procura Regionale della Corte dei Conti ravvisasse irregolarità connesse all’amministrazione De Marchis nella gestione delcampeggio.

Dopo aver constatato, in seguito alle indagini svolte tra l’autunno 2012 e l’estate 2013 dalla Procura della Repubblica e dalla Procura Regionale della Corte dei Conti, la regolarità della gestione del dott. Cocciolito, inoltrai al Sindaco De Marchis esplicita richiesta di poter prendere visione della documentazione bancaria comprovante l’effettiva restituzione dell’importo di circa 250.000 euro, confacente all’86% dell’importo relativo ai 308.000 euro, utilizzato per il risanamento societario (come da punto 2 del percorso di risanamento). A tutt’oggi questa mia richiesta è rimasta disattesa.

 

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