LA SACRA DI SAN MICHELE CANDIDATA A PATRIMONIO DELL’UNESCO: IL 15 MARZO LA PRESENTAZIONE A TORINO

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SANT’AMBROGIO – “Il mese di marzo potrebbe rappresentare un giro di boa per il Comune di Sant’Ambrogio e per una nuova vocazione turistica di tutto il paese – annuncia il sindaco Dario Fracchia – il 15 marzo a Torino, alle 14.30, presso il Circolo dei Lettori, in seguito all’iniziativa promossa in prima battuta dall’amministrazione comunale, andremo a presentare la candidatura della Sacra di San Michele come patrimonio dell’Unesco”. Ne avevamo già parlato ad aprile dello scorso anno: insieme al centro storico di Firenze, la Costiera Amalfitana, l’Etna, le Dolomiti, gli incisi rupestri della Val Camonica e molti altri luoghi meravigliosi, anche la Sacra di San Michele potrebbe entrare a far parte della prestigiosa lista dei beni patrimonio dell’umanità. In Piemonte ne fanno già parte i paesaggi vitivinicoli delle Langhe, del Roero e del Monferrato, oltre alle Residenze Sabaude di Torino, il Sacro Monte di Biella, di Varallo, di Orta San Giulio, di Serralunga di Crea, di Valperga, di Ghiffa e di Domodossola.

Tra i siti italiani compresi nel “World Heritage List” dell’Unesco, il patrimonio artistico e ambientale dell’umanità, sarebbe un motivo di vanto per il nostro territorio vedere anche l’abbazia in cima al Monte Pirchiriano. Il Comune di Sant’Ambrogio, già nel 2014, aveva sottoscritto il protocollo d’intesa con il Politecnico di Torino, per lo “Sviluppo di ricerche storico-progettuali sul territorio”, avviando i contatti istituzionali utili a promuovere le attività finalizzate alla predisposizione del “Dossier di Candidatura”. La Sacra di San Michele potrebbe così entrare a far parte di un sito seriale, da iscrivere nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, denominato “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale”.

“L’inserimento della Sacra di San Michele nella lista Unesco potrà servire come occasione di ricerca e riflessione propositiva su quanto un bene può essere utile anche in termini di opportunità di sviluppo del paese”, conclude Fracchia.

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