LA SCUOLA DI AVIGLIANA PER L’INCLUSIONE: “CONVIVENZA DELLE DIFFERENZE”

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AVIGLIANA – In data 10 marzo, l’Istituto Comprensivo di Avigliana ha ospitato il quarto Convegno annuale “IncludiAmo”, presso l’Auditorium Bertotto. Un incontro nato per tracciare una rotta ambiziosa: fare evolvere il concetto di inclusione verso una vera “convivenza delle differenze”. Per la nostra scuola inclusione non è uno slogan ma una realtà che trasforma la didattica, l’etica e anche gli spazi fisici rendendo possibile che ogni allievo si senta inserito in un ecosistema dove ogni componente è vitale per la salute dell’insieme. L’incontro è stato introdotto dalla vicepreside Cinzia Debernardi che ha dato la parola alla Dirigente Scolastica dott.ssa Romana Guma. La Preside ha ribadito un autentico impegno etico e sociale: l’obbligo di garantire a tutti piene opportunità, valorizzando il potenziale unico di ogni studente perché ogni persona è unica e la sua presenza ci arricchisce tutti. Questa visione si concretizza negli ambienti di apprendimento ideati dall’Istituto: spazi progettati per il benessere educativo e relazionale, dove l’architettura stessa risponde ai bisogni di ogni alunno. A dimostrare la rilevanza di questa rete è intervenuto il Vicesindaco Metropolitano Jacopo Suppo, evidenziando come la sinergia tra Comuni e Scuola debba essere il fattore portante per lo sviluppo di soluzioni condivise capaci di evolvere e portarsi a un “livello superiore”. Il cuore del convegno si è quindi aperto a una profondità condivisa grazie a due testimonianze nate dalla consapevolezza che chi realmente vive un’esperienza è portatore di un punto di vista unico e insostituibile. Perché è proprio attraverso il processo di elaborazione del cammino di una persona, che il vissuto può essere trasformato in una risorsa preziosa offrendo una luce e una mano tesa non solo a chi si trova in un viaggio simile, ma per l’intera comunità. La prima voce è stata quella di Red Fryk Hey, ballerina, coreografa e persona nello spettro autistico, che ha invitato tutti noi a scardinare l’idea di un’inclusione basata sulla gratitudine. Nel suo racconto ha spiegato come, troppo a lungo, l’accoglienza sia stata vissuta come un sistema di permessi, subordinata all’adeguamento e dove la partecipazione richiedeva quasi un ringraziamento. Red ha evidenziato come un’inclusione che poggia sulla riconoscenza sia fragile, poiché trasforma un diritto fondamentale in un favore concesso dall’alto. Ha rivendicato con forza il diritto di ogni persona neurodivergente di trovarsi bene in un ambiente senza dover dire grazie per questo, e soprattutto il diritto di smettere di chiedere scusa per il modo in cui il proprio funzionamento cognitivo elabora il mondo. Il suo intervento ha esortato a superare l’immagine del puzzle, rifiutando l’idea che esistano pezzi difettosi da incastrare a fatica, per guardare invece a ogni individuo come a un colore puro al 100% che porta con sé una mappa preziosa e nuova per leggere la realtà.
​La riflessione è proseguita con la testimonianza di Annabianca Vincenzi, mamma di Emma che ha ripercorso il drammatico incidente della figlia avvenuto proprio davanti all’asilo nido, un evento che ha stravolto la vita familiare ma che è diventato anche il seme di una nuova missione. Ha raccontato con delicatezza la storia di quel cappellino magico, l’immagine scelta per trasformare un presidio medico in un simbolo di protezione e identità al centro del suo primo libro. Insieme a questo, con “Emma e la sorellina sulla stellina”, ha mostrato come il racconto e la validazione dell’identità possano curare anche il dolore del lutto perinatale, dando ai più piccoli gli strumenti per comprendere la realtà e sentirsi parte di una storia condivisa, dove ogni vissuto ha diritto di cittadinanza. In chiusura, sono intervenuta la Dott.ssa Lauretta Vigna, responsabile area disabilità e tutela Con.I.S.A. Valle Susa – Val Sangone e la dott.ssa Monica Lingua impegnata nel lavoro di comunità per lo stesso ente. Insieme a loro Daniela Pastore, coordinatrice e responsabile educativa della struttura Casa Base, ha illustrato il lavoro quotidiano volto a trasformare la rabbia e la sfiducia di ragazzi segnati da percorsi difficili in risorse speciali. Il loro contributo ha sottolineato l’importanza dell’equilibrio della rete e il valore dell’inedito, invitando a prediligere le parole partecipazione, equilibrio e responsabilità per costruire una protezione territoriale che non lascia solo nessuno e valorizza ogni vissuto come un contributo unico alla società. Un rapporto che si può instaurare proprio con la scuola, intesa come bussola delle relazioni capace di mettere in sincronia famiglia, scuole e territorio. ​Un successo che nasce da un grande lavoro di squadra. L’Istituto ringrazia l’Assessore Marcella Mansuino, la Presidente del CDI Debora Bertipaglia, la giornalista Sonia Carella e la dott.ssa Crispino. Un grazie speciale a Miriam Maffiodo per la grafica e Paola Scrofani per il supporto digitale. Infine, il riconoscimento più grande al DSGA, al personale ATA, ai docenti e alle famiglie: il vero motore di una scuola che garantisce diritti e coltiva l’umanità.

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