
BUSSOLENO – La Valle di Susa guarda al futuro e punta al massimo riconoscimento culturale nazionale. L’Unione Montana Valle Susa ha infatti annunciato l’intenzione di valutare i presupposti per avviare l’iter che potrebbe portare il territorio a candidarsi come Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2028. Una sfida ambiziosa che poggia su basi solide e su un percorso di valorizzazione territoriale che vede nella Via Francigena il suo perno centrale.
L’antico cammino dei pellegrini resta il filo conduttore della visione territoriale e, proprio grazie al lavoro svolto finora per la sua promozione, l’Unione Montana ritiene che i tempi siano maturi per trasformare questo patrimonio in un dossier di candidatura. La Via Francigena rappresenta l’elemento di connessione europea capace di unire i comuni della bassa e dell’alta Valle, offrendo quel valore aggiunto di confine che potrebbe pesare positivamente davanti alla giuria del Ministero della Cultura.
Per quanto riguarda il 2028, la corsa è ufficialmente aperta. Il Ministero pubblica solitamente il bando con circa due anni di anticipo, quindi le manovre e le manifestazioni d’interesse stanno entrando nel vivo proprio ora, all’inizio del 2026. Il quadro nazionale vede già alcune favorite ed esperti pretendenti: Pisa punta tutto su un progetto che unisce Università e storia, Viterbo scommette sulle tradizioni etrusche della Tuscia, mentre Reggio Calabria rilancia il ruolo del Sud attraverso il legame con la Magna Grecia. Anche in Piemonte si muove qualcosa: circolano i nomi di Alba e delle Langhe per una candidatura di distretto, mentre Vercelli viene indicata come possibile sfidante proprio sul tema della Via Francigena.
Diventare Capitale Italiana della Cultura porterebbe vantaggi enormi e concreti alla Valle di Susa. Oltre al contributo statale diretto di un milione di euro per la realizzazione dei progetti, il titolo garantisce una visibilità mediatica nazionale e internazionale senza precedenti, capace di moltiplicare i flussi turistici ben oltre l’anno della manifestazione. La vittoria permetterebbe inoltre di attrarre ulteriori investimenti pubblici e privati per il restauro dei beni culturali, il miglioramento delle infrastrutture e della ricettività, creando nuovi posti di lavoro nel settore dei servizi e dell’accoglienza. Non ultimo, rappresenterebbe un volano per la rigenerazione urbana dei centri valsusini e per il consolidamento dell’identità territoriale.
Il meccanismo per il 2028 impone tempi serrati. Se l’Unione Montana decidesse di procedere, coinvolgendo i centri principali come Susa, Avigliana e Bardonecchia in un progetto corale, la manifestazione d’interesse andrebbe presentata entro la fine del 2026. L’invio del dossier definitivo avverrebbe all’inizio del 2027, con la proclamazione della città vincitrice prevista per la primavera dello stesso anno. La Valle di Susa ha le carte in regola per giocarsela. Con monumenti iconici come la Sacra di San Michele, la storia romana di Susa e il forte legame con la Francia, un dossier di frontiera avrebbe un peso specifico notevole per trasformare il sogno in realtà.























AH AH AH
Capitale italiana dell’Islam e del comunismo.
ed anche dei decerebrati come te!!!
hahaha
Godo quanto rosicate zecche hihihi
quello che rosica sei tu…
visto che non conosci neppure l’argomento (cultura)
XD
Me lo suchi su qualunque argomento asino.
Accidenti!
Mica male come ambizione.
Resta il dubbio che siamo da sempre dei grandi estimatori del nostro ombelico.
Non sarà lo stesso anche per questa iniziativa?
E’ un sogno che potrebbe anche realizzarsi,,,finalmente una buona prosepettiva futura per i Valsusini ma non dobbiamo intralciare il lavoro che le persone dovrebbero fare,quindi vedremo se tutti,,,dico tutti,,lasciano lavorare gli addetti ai lavori senza manifestazioni strane(vedi sulle piste da sci a Sauce d’Oulx e passeggiate in bassa valle con striscioni)).. Se si vuole risollevare la nostra Valle che tanti ci invidiano…lasciateci lavorare…Un grazie in anticipo per la vostra collaborazione amici della valle.
Piuttosto che lasciar lavorare uno come Te, candiderei volentieri la Valle a capitale del conflitto sociale permanente.
Capitale dei NO TUTTO, dei comunisti, degli extracomunitari fancazzisti in giro tutto il giorno con il monopattino… forse è meglio lasciar perdere per evitare figure di cacca…
Cul…tura.
con l’ istruzione e in primis la storia….
capire il perché e le conseguenze di ciò che è stato e ciò che non deve più essere , i giovani devono saper votare , discernere il
falso dal vero , aprire gli occhi oltre i social e l’ uniformità volta al profitto di valori esteriori e vuoto totale , spirituale, religioso e morale , questa è la cultura non quella dei monasteri di Umberto Eco che possedevano i libri ma censuravano , torturavano ed estorcevano confessione per mano dell’ inquisitore demonio e blasfemo
servo di Nostro Signore.