SUSA PIANGE LA MORTE DI SANDRO CONTIN: RE DEL SIPARIO, GRANDE UOMO DI CULTURA E SPETTACOLO

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Sandro Contin e il cinema teatro Cenisio di Susa

di FABIO TANZILLI

SUSA – Lutto in città per la morte del grande Sandro Contin. Lo conoscevano tutti a Susa: ha donato e investito gran parte della sua vita a favore della cultura, del teatro e del grande spettacolo in Valle di Susa, ospitando al Cinema Teatro Cenisio attori di altissimo livello, musicisti, artisti. Generazioni di valsusini sono cresciuti andando al “cinema dai Contin”, per assistere alle prime visioni e sognare.

Sandro Contin respirava l’aria tra proiettori e pellicole fin dalla nascita: la passione ed il mestiere li aveva ereditati prima dal nonno e poi dal padre, da quando, nel 1918 a Susa è nato il primo cinema. Se ne occupò lui direttamente dal 1981, nel 2001 venne premiato a Roma come “Anziano del cinema”, ma non ha mai nascosto le difficoltà: “In provincia risentiamo della concorrenza dei multisala – raccontava in un’intervista che gli feci una decina d’anni fa – e poi qui in corso Trieste mancano i parcheggi” spiegava.

Sandro Contin non era un semplice imprenditore del settore: lui era un vero appassionato, un grande organizzatore di eventi, una persona generosa che metteva in primo piano la qualità e il valore degli spettacoli rispetto ai numeri e al guadagno.

Nonostante l’inevitabile ascesa dei multisala e la crisi dei “piccoli” cinema di provincia, Contin aveva resistito fino all’ultimo – eroicamente – nel suo gioiello di Corso Trieste: anzi, negli ultimi anni uno dei suoi sogni nel cassetto era proprio quello di aprire un multisala a Susa, in frazione Traduerivi: “Vorrei spostare il cinema nella zona autoporto di Traduerivi, creando una multisala da quattro visioni – diceva nel 2008 – è un grande progetto, speriamo bene…”.

Perché Sandro Contin non si fermava mai: nonostante si trovasse in un territorio di confine e non in una grande città, ogni settimana faceva arrivare a Susa le prime visioni, i titoli del momento. Proiettava film senza mai arrendersi, credendo in questo lavoro, che per lui rappresentava una missione, un amore puro per l’arte e il vivere umano.

Eppure la Valle di Susa fino agli anni ‘70 – ’80 aveva cinema ovunque. Tanti paesi bassovalsusini avevano il cine: c’era il “Sada” di Almese, l’Ambrosiano di Sant’Ambrogio, il Gloria di Chiusa San Michele, il Moderno di S. Antonino, l’Umberto I di Villarfocchiardo, il Dora a Oulx. Senza dimenticare il cinema di Condove “Condovese” e l’Ideal di Borgone Susa.

E poi il teatro: Sandro Contin aveva aiutato e supportato la crescita dei gruppi teatrali amatoriali a Susa, ospitandone le prove e ovviamente gli spettacoli nel suo locale. Organizzava rassegne di ogni genere, dal dialettale al teatro d’autore. Riusciva a portare in Valsusa grandi nomi, come Giorgio Molino (e con orgoglio ricordava che quando la sua prima andava bene a Susa, poi avrebbe avuto successo ovunque), Corrado Pani e tanti altri ancora. Supportava i festival e gli eventi musicali di ogni genere, i gruppi importanti come le band delle scuole e delle associazioni, impegnandosi in prima fila e investendo tempo e denaro, con il solo obiettivo di portare a Susa e in valle spettacoli ed eventi di qualità. Sovente lo faceva in solitudine e mettendoci corpo e anima in prima persona, così solo come fanno i veri comandanti.

Con l’obiettivo di “far stare insieme”, aiutandoci a superare i momenti difficili, dopo una giornata lunga e facendoci dimenticare le preoccupazioni della settimana per donarci momenti di gioia, farci pensare, farci sorridere. Questo era il suo “lavoro”: donarci emozioni.

Questo era Sandro Contin e molto altro ancora. E oggi Susa è davvero più povera, ma non solo Susa.

Oggi si scaricano i film da internet, si guardano in streaming su Netflix…abbiamo tutto a portata di click. Ma vuoi mettere l’emozione di entrare in quel cinema in Corso Trieste e sentirne il profumo, sedersi tra quelle file al buio e apprezzando lo scorrere della pellicola…condividere davvero quelle emozioni.

E poi all’uscita c’era lui, Sandro che chiedeva “ti è piaciuto?”, raccontando aneddoti e storie che solo un uomo dalla sua esperienza poteva donare.

Sempre con il sorriso, con quel sorriso che solo gli angeli di questa terra hanno il dono di portare sul viso. Ciao Sandro.

 

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5 COMMENTI

  1. Tanti anni fa avevo assistito al “Diario di Anna Frank” in versione teatrale e poi alla proiezione de “Il grande dittatore” al cinema teatro Cenisio. Un luogo semplice ed affascinante dove si respirava arte. Grazie sig. Sandro.

  2. Uomo di rara gentilezza, per alcuni anni ci incontravamo nella passeggiata del sabato pomeriggio, che purtroppo ci è stata tolta per il coronavirus, io con nonna e marito, lui con suo fratello: aveva sempre un saluto, un sorriso per tutti, anche per la mia cagnolina che adorava e che anni addietro mi raccomandava di portare anche al cinema… Con l’immenso dispiacere di non averlo rivisto, porgo le più sentite condoglianze alla famiglia.

  3. Grazie Sandro, caro amico,cliente, coetaneo, compagno di scuola, Mi hai dato lo stesso rispetto che ho avuto dai tuoi genitori

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